Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Verso Reggina-Cittadella, Sosa: ‘Io amaranto per due giorni. Dionigi? Un amico’

Verso Reggina-Cittadella, Sosa: ‘Io amaranto per due giorni. Dionigi? Un amico’

cristian-sosa

di Pasquale De Marte – Reggina-Cittadella avrebbe potuto giocarla con la maglia amaranto e non con quella granata.

 

Christian Sosa, difensore uruguagio classe 1985, non ha così seguito Davide Dionigi sulla strada che da Taranto lo avrebbe portato a Reggio Calabria, o almeno lo ha fatto solo fino ad un certo punto.

“Mi sono allenato due giorni al S.Agata e c’era – rivela il calciatore sudamericano – da parte mia la volontà di giocare per la Reggina. Mancava, però, l’accordo tra la società e il mio procuratore che allora era Betancourt.  Mi sono trovato in mezzo ad una situazione che forse non mi riguardava direttamente, i tempi erano stretti e non avrei voluto fare la fine di due stagioni fa quando fui costretto ad andare in Romania per giocare, nonostante avessi avuto tante richieste dopo l’esperienza al Gallipoli”.

Sosa al Granillo ritroverà dunque il tecnico amaranto con cui ha un rapporto che va ben al di là del campo.  “Siamo molto amici, quando sono finito all’estero è stato l’unico a ricordarsi di me a riportarmi al Taranto. Avrei voluto ricambiare il favore, era lui che mi avrebbe fatto preferire la Reggina a tutte le altre. Quando ho visto che i tempi si allungavano ho scelto con soddisfazione il Cittadella”.

“E’ un allenatore molto preparato – prosegue l’ex tarantino – che lavora molto bene sulla fase difensiva. L’anno scorso i numeri dicono che, senza la penalizzazione, avremmo vinto il campionato con la porta meno battuta. Soprattutto noi che avevamo giocato con lui abbiamo saputo dargli una grande mano”.

Non ha dubbi Sosa sul fatto che proprio Dionigi possa essere l’uomo in grado di tirar fuori la Reggina dalle sabbie mobili: “A Reggio tutti lo conoscono e lo amano. Ha tanta personalità e può trasmetterla ad un gruppo di giovani. Ha un gruppo di ragazzi con età media piuttosto bassa e ha bisogno di tempo”.

Il Cittadella è reduce da una vittoria ottenuta sul Verona in modo molto singolare.  Il recupero della partita sospesa sul 2-1 è durato solo nove minuti, ricominciando dall’81’.

“Sapevamo che loro sarebbero partiti a duemila schierando cinque attaccanti. E’ servita tanta attenzione, ma sarebbe bastata una palla inattiva per subire una rete che ci avrebbe fatto fare una figura un pò da polli. Invece siamo stati bravi a gestire bene la situazione e anzi siamo stati noi ad avere l’opportunità per fare il tris”.

A un punto dal sesto posto i granata preferiscono comunque volare basso.  “In questo campionato – afferma Sosa – non ci sono big e tutto può succedere, anche se il nostro obiettivo principale è raggiungere la salvezza. Quello che viene in più sarà ben accetto, chi farà meglio saranno le squadre che manterranno una certa regolarità”.

Il Cittadella continua a stupire in cadetteria, mettendo in archivio buone stagioni e valorizzando giocatori importanti. Gran parte dei meriti sono del tecnico Foscarini anche secondo il difensore uruguagio: “La società è un esempio perché ha sempre dato al mister il tempo di lavorare. E’ su questa panchina da otto anni e  conosce benissimo l’ambiente. Qui c’è il tempo per sbagliare senza essere massacrati, i giovani non hanno le pressioni delle piazze più calde”.

Lunedì pomeriggio alle 19 tra amaranto e granata sarà una partita importante per misurare le ambizioni di entrambe le compagini.

“Al Granillo proveremo a fare risultato, ma per riuscirci – conclude Sosa –  dovremo correre tutti e tanto. Abbiamo anche calciatori di qualità, ma basta mollare un attimo per tornare a casa a mani vuote ed è già successo qualche volta. Se offriremo una prestazione collettiva positiva riusciremo a far punti”.