Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Calcio, Coppa Italia: Milan-Reggina 3-0, gli amaranto bene per un tempo

Calcio, Coppa Italia: Milan-Reggina 3-0, gli amaranto bene per un tempo

coppaitalia_calcio
Alla fine non é stata una gita per scolaretti a San Siro, desiderosi di conoscere dal vivo il fascino dello stadio Meazza. Per almeno un tempo i giovanotti amaranto reggono l’urto contro il Milan, per poi subire

nella ripresa il maggiore tasso tecnico della formazione meneghina.

Bistrattata dalle grandi fino alle semifinali, maledetta dagli allenatori delle piccole. E’ la Coppa Italia, ma non c’è manifestazione che uno sportivo voglia perdere.
Allegri mette in chiaro le cose, mandando in campo una squadra che, pur non essendo totalmente quella titolare, può schierare un tridente di livello internazionale con Robinho, Bojan e Pazzini.
La piccola Reggina pensa soprattutto al campionato e i tre del tridente Ceravolo, Sarno e Comi sono a casa, preservati per il campionato.
L’occasione è proficua per tornare a respirare aria di San Siro, dopo tre anni e mezzo.  Contro una società amica, una tifoseria amica sembra quasi una rimpatriata dei tempi che furono e che, in questo momento, appaiono molto lontani.
SENZA PAURA – Sin dai primi minuti i rossoneri cercano di far valere la loro maggiore qualità individuale, gli ospiti provano a rispondere in ripartenza.
I primi a gridare al gol sono gli amaranto, ma la spettacolare acrobazia vincente di Bergamelli, in proiezione offensiva sugli sviluppi di un piazzato, viene vanificata dalla chiamata di un fuorigioco.
Facchin é prodigioso in occasione di un violento colpo di testa di Bojan dal cuore dell’area di rigore.
Gli uomini di Dionigi fanno un’ottima figura al cospetto di quelli di Allegri.
FUORI I VALORI – Nella ripresa il Milan poggia il piede sull’acceleratore e dopo una manciata di minuti trova il gol del vantaggio con Yepes: un perentorio colpo di testa che si insacca in rete.

La formazione milanese cerca il raddoppio e ci va vicina con il neoentrato Niang, bravissimo Facchin nella circostanza. Il francese lo trova pochi minuti dopo, ma non é che il prologo al tris a firma di Pazzini che, di fatto, chiude la pratica.