Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Addio a Rocco Tarzia, storico animatore del tifo amaranto in Lombardia

Addio a Rocco Tarzia, storico animatore del tifo amaranto in Lombardia

roccotarzia
Si è spento nei giorni scorsi, all’età di 62 anni, Rocco Tarzia, per molti anni figura di spicco dei clubs amaranto del nord Italia, fondatore e presidente del “club Oreste Granillo”

di Pavia, coinvolgente trascinatore delle tifoserie settentrionali in occasione delle trasferte in Lombardia, Emilia, Piemonte, Liguria, … della Reggina degli anni d’oro. “Un tifoso DOC”, come lo ha definito Franco Iacopino rattristato dalla notizia: “per lui nutrivo profonda stima, lo ricordo dai tempi della prima serie B, negli anni ‘60-‘70 ad attenderci alle trasferte all’arrivo del pullman o all’arrivo del treno, all’epoca prendevamo la Freccia del Sud, era l’antitesi del tifoso violento, antesignano di una prima tipologia di club di fuori città, già da allora con la sua lunga tunica amaranto”. Già, l’amaranto, un colore che ha caratterizzato la sua vita, le sue gioie ed i suoi dolori, dal suo più grande rimpianto all’età di 14 anni quando, sceso a Reggio in vacanza dal nonno, fu selezionato dalla Reggina dell’allora Presidente Oreste Granillo, intenta ad organizzare un settore giovanile (da qui la scelta del nome del suo club), ma il padre non volle sentire ragioni e suo malgrado dovette ripartire per Sondrio con il suo “sogno in frantumi”. Così, il rimpianto per quella maglia mai indossata, si trasformò in un amore viscerale, immutato ed immutabile per la Reggina, durato per sempre. La Reggina era dentro ogni sua telefonata, prima dei tempi di sky: “Cosa fanno, mi date notizie? Avete seguito l’allenamento?”, “E la curva? Com’era? Era bellissima?”, o dentro ogni sua lettera, perché aveva questo modo un po’ all’antica di comunicare, di ringraziare, così lontana la sua penna da quel suo atteggiamento apparentemente un po’ burbero e il suo Post scriptum era sempre: Forza Reggina!
Centinaia di messaggi e sulla sua bacheca di facebook si ripete decine e decine di volte la frase: “Grazie per tutto quello che hai fatto per me!”, ma con nomi sempre diversi e non si può che ricordarlo così, con indosso la sua tunica amaranto cucita nell’anima. Dentro il suo feretro Raffaella, una delle ragazze della sua squadra di pallavolo, ha posto una sciarpa della Reggina. Qualche giorno fa il suo cuore ha cominciato a battere sempre più piano, ma chi scrive sa con certezza che quel battito, l’ultimo, era un battito amaranto.

Ketty D’Atena