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Reggina,parla Foti: ‘Sei calciatori, un dirigente e un preparatore in esubero ci costano 2,1 milioni di euro’

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E’ un fiume in piena, Lillo Foti. Dopo il grido d’allarme lanciato ai microfoni del Corriere dello Sport.

“Ci sono sei tesserati, un dirigente e un preparatore atletico non impiegati dalla società che ad oggi comportano un esborso al lordo di 2 milioni e 100 mila euro.   La Reggina aveva mandato loro dei messaggi sperando che i soggetti interessati potessero trovare nuove sistemazioni”.
CHIAREZZA – Si è soffermato sulla situazione dei calciatori in esubero alla Reggina, descrivendo concretamente quelle che sono state le situazioni che  ne hanno impedito la cessione nel corso dell’ultimo calciomercato.
“Antonio Marino ha avuto tre opportunità di trasferimento, tra cui la Nocerina con le stesse garanzie economiche e una squadra ucraina che gli avrebbe garantito uno stipendio doppio per tre anni a circa duecentocinquantamila euro.  Zizzari con le opportune garanzie economiche non ha ritenuto opportuno accettare la destinazione Monza e Colombo avrebbe voluto avvicinarsi a casa.   Mi dispiace che, invece, un atleta valido come Pietro Marino, non abbia trovato una degna sistemazione.   Bonazzoli, secondo me, aveva chiuso la sua esperienza con la Reggina, anche per volontà sua e anche per errori nostri.  Abbiamo cercato di assecondarlo, allegerendoci di uno stipendio che al lordo ci costa 750 mila euro.   C’è stata una sola tratattiva, con il Cesena, che lo avrebbe preso in prestito con uno stipendio più che dimezzato. A quel punto, non ritenendola un’operazione valida, ho provato a convincere Emiliano riaprendo un dialogo, ma probabilmente il suo legame con la Reggina è chiuso. Ricordiamo che si tratta di un calciatore che abbiamo acquistato dalla Sampdoria per 850 mila euro”.
PROPOSTE – “Siamo consapevoli – prosegue Foti – delle difficoltà, per uscirne  serve avere sinergia.  Penso che i calciatori, in generale, debbano rinunciare a delle garanzie, perchè loro hanno bisogno che le aziende del calcio non falliscano. Il presidente dell’Aic Tommasi e il presidente della Lega di B  Abodi li ringrazio per avermi attestato un ruolo.  La Reggina deve delle risposte ai giovani che frequentano gli altri campi del S.Agata, i periodi delle vacche grasse sono finite. Il primo obbligo di chi lavora in aziende in difficoltà è aiutarle.  Pensiamo che un calciatore non possa rifiutare un trasferimento a parità di condizione, in altri ambiti un’azienda può permettersi di mandare un via un professionista se la qualità del lavoro  non la soddisfa.  Si potrebbero stabilire delle penali per risolvere i contratti””.
NUMERI E PROPOSITI – “Su ventidue squadre – rivela il presidente amaranto – poche superano il fatturato di sei milioni.  Il Verona con 15-20.000 persone allo stadio può giustificare certe spese, soprattutto in una realtà più ricca.  Oggi abbiamo un discreto staff tecnico, dobbiamo raggiungere gli obiettivi con sacrificio e determinazione. Sono certo che arriveranno delle risposte, perchè i gruppi omogenei hanno avuto sempre successo secondo la mia esperienza e a questa squadra riconosco omogeneità.  Quello del ’99 con i vari Martino, Ziliani, Poli ne è un esempio. La Reggina con il supporto della gente è un’entità, con dei difetti, ma con un’anima”.
Tra le tante nuvole, spunta però qualche raggio di sole, soprattutto per il futuro: “Abbiamo pagato gli stipendi di maggio e giugno. Paghiamo situazioni pregresse, perchè il monte ingaggi dei 24 calciatori che sono all’interno dello spogliatoio è stimabile intorno ai 2,7 milioni di euro”.
MAICON – Infine, la chiusura dedicata ad uno dei più giovani del gruppo, non ancora rientrato dal Brasile“Abbiamo un contratto quinquennale con Maicon, non è ancora arrivato. O torna oppure sarà la Fifa a gestire il caso”.