Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Calcio: Iacopino affonda il coltello nella piaga della managerialità: ‘Avrei voluto costituire una scuola a Reggio…’

Calcio: Iacopino affonda il coltello nella piaga della managerialità: ‘Avrei voluto costituire una scuola a Reggio…’

iacopinofranco

di Pasquale De Marte – Giovane calciatore, segretario generale, team manager.  Non sono certo sufficienti i ruoli istituzionali per descrivere cosa sia stato per la Reggina Franco Iacopino

in quarantadue anni, vissuti fedelmente a tinte amaranto.

Una sorta di icona, che  non ha mai tradito il colore del suo cuore, anche se la professione lo ha portato lontano da casa, a Modena, dopo Terni e l’esperienza biennale a Catanzaro.

 

Nel mezzo, per beffa del destino proprio in coda alla vita in amaranto, il premio più prestigioso, quello per il quale uno aspetta una vita intera, nella notte delle stelle, prima della finale di Supercoppa, nello scintillante stadio di Montecarlo: il premio Uefa alla carriera, la più alta onorificenza mai ricevuta da un dirigente  reggino nel mondo dello sport.

 

Sabato, come si dice in questi casi, Franco Iacopino affronterà il suo passato.
“Per la prima volta – racconta a Strill.it-  sono tornato al Granillo tre anni fa.  Reggio è casa mia, parlare di emozione mi sembra il minimo.  L’affetto con gli amici, con i parenti e con i tifosi fanno si che questa sia una trasferta particolare per me”.
E’ una Reggina diversa da quella che ha lasciato in Serie A, forse ai minimi storici sotto il profilo dell’attaccamento della gente.
“C’è sempre un gruppo di sostenitori  che ama la maglia in modo incondizionato, l’apporto del pubblico – afferma con convinzione Iacopino –  è determinante per il risultato.  C’è gente innamorata a prescindere da chi la dirige, da chi è composta.  Questo è un bagaglio impagabile di forza.   C’è stato un periodo in cui  era una squadra simpatica, la gente le voleva stare vicina. Forse la simpatia è finita o si è affievolita, perciò si deve lavorare per farla tornare viva”.
Stando alle ultime notizie,  anche la società amaranto  non vive un periodo florido sotto il profilo dei costi di gestione.
“Il calcio non è estraneo alla crisi mondiale.  Il disagio economico attuale si avverte soprattutto nel mondo sportivo.   Ognuno opera nelle proprie realtà, avevo l’idea – rivela il general manager del Modena – di costruire nella mia città un gruppo di nuovi funzionari sportivi per prepararli al meglio all’attività, non se ne fece nulla  e questo è un sogno che è rimasto nel cassetto. Forse avremmo avuto una classe professionale più importante, ma fortunatamente o sfortunatamente non avremo la  controprova”.
Nella sua lunga esperienza in riva allo Stretto, Iacopino ha conosciuto, come calciatori, tanti tra gli allenatori che maggiormente si sono messi in luce nelle ultime annate.  Ricorda con orgoglio come un altro reggino, Mimmo Toscano, abbia conquistato la promozione a Terni, ma anche le gesta di Sottil a Siracusa e di Zanin, autore di un doppio salto in due anni con il Treviso, dalla D alla Prima Divisione.
Nel gruppo figurano anche due nomi che si stanno facendo valere in Calabria.
Uno è ovviamente l’attuale tecnico amaranto: Dionigi non pensavo potesse fare l’allenatore a buon livello, sono felice che mi abbia smentito. Gli ho segnalato più d’un calciatore, questi ragazzi mi hanno ritelefonato ringraziandomi per averli fatti lavorare con lui.  Davide è un valore aggiunto, me ne sono accorto già dalla gara che la Reggina ha giocato in Coppa Italia a Modena. Nella squadra ho visto l’attaccamento e la cattiveria agonistica che hanno lo hanno contraddistinto da calciatore.  Mi sbagliavo, sono felice doppiamente”.
Era un futuro già scritto, invece, quello di Cozza: “Ciccio era un tecnico già in campo. A Reggio  è arrivato coi calzoni corti, è uno dei nostri, del S.Agata. E’ un Calabrese, con tutte le nostre caratteristiche positive e  questo lo dico con orgoglio.  A Catanzaro ha sviluppato sul campo, da tecnico, ciò che era da calciatore”.
Da osservatore esterno Iacopino non entra nel merito dei fatti relativi ad un’altra sua veccchia conoscenza, Bonazzoli, ma sottolinea: “Emiliano è un ragazzo introverso, deve sentire la fiducia e ha bisogno di essere caricato. Come lui, in condizioni ottimali, c’è ne sono pochi, se sviluppa le sue potenzialità nel suo ambiente ideale è un calciatore da venti gol a campionato”.
Undici anni fa una città intera ha accarezzato il sogno di avere Roberto Baggio alla Reggina, quest’estate Iacopino ha in parte rivissuto il film a Modena. “C’è stata una trattativa – rivela  – per averlo qui come allenatore, avevamo un progetto che si poneva come  base quella di arruolare gente importante A livello mediatico avrebbe avuto un grande impatto, poi sarebbe stato un ottimo insegnante di calcio.  Marcolin è comunque un  bravo  allenatore, ha doti importanti e partendo dal Modena potrà fare una buona carriera”.
Il sodalizio gialloblù è in una fase di transizione, si sta concretizzando il cambio della proprietà e in questo primo scorcio di stagione la squadra ha avuto qualche passaggio a vuoto, nonostante un organico di tutto rispetto.
Abbiamo avuto risultati altalenanti, offrendo però sempre grandi prestazioni. Questa – prosegue –  è una garanzia, perchè giocando bene prima o poi i risultati arriveranno come naturale conseguenza. C’è la consapevolezza di questo”.
Infine, una previsione sul campionato e su quale potrebbe essere il ruolo stagionale della Reggina: “Penso di conoscere bene la Serie B, quest’anno non vedo corazzate come potevano essere il Torino e la Sampdoria. Ci sono alcune squadre che hanno qualcosa in più come il Verona, il Cesena e il Sassuolo, ma il campionato è lungo.   La Reggina viene da un anno in cui ha avuto dei momenti difficoltà, col nuovo ciclo dovrà cercare di migliorare e magari guardare ai playoff”.
A tratti parla quasi da tifoso Franco Iacopino, sabato, però, avrà come priorità il suo Modena.  Quando il dovere chiama…