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Calcio, sulla rete si scatena l’ira dei tifosi amaranto contro Ceravolo, un pò ingenuo, un pò furbetto…

ceravolo

“Qui lo puoi dire”.   Le parole rassicuranti del giornalista veronese di TgGialloblù devono aver tratto in inganno Fabio Ceravolo,

un pò ingenuo a cadere nel tranello e furbetto a non far nulla per evitare di caderci.
In un calcio ipocrita e che si nutre di frasi di circostanza, a chi dice la verità si presenta il conto, salatissimo, soprattutto al tempo dei social network.
Sulla rete si sta scatenando un’autentica crociata contro l’attaccante amaranto.
Si sentono traditi i tifosi, da uno di loro, nato a Locri e cresciuto al S.Agata .
Si sentono traditi perchè, dopo tanto tempo, speravano di ritrovare nella squadra lo spirito che ha contraddistinto la Reggina negli anni d’oro, anche perchè in un comandante come Dionigi tanti ripongono la massima fiducia.
Si sentono traditi perchè le sacrosante motivazioni del professionista superano quelle del ragazzo reggino, che ha realizzato con merito  il sogno di indossare la maglia amaranto.
Non gli perdonano il malcelato desiderio di cambiare aria, ma soprattutto l’apertura totale nei confronti di una storica rivale, come l’Hellas.
Non gli perdonano il voler sottolineare la vicina scadenza del contratto come via d’uscita.
A perderne è l’aspetto romantico del calcio, ammesso che  esista ancora.

Anche la sottolineatura – anche qui abboccando all’amo del giornalista – del rapporto non facile col Presidente Foti, lasciando sottintendere, esattamente come l’intervistatore veronese voleva, che – al di là della sua situazione personale – in qualche modo da rivedere sia l’intera gestione dei rapporti personali non è piaciuta.

A breve, però, ci si augura che a chiarire le cose possa essere il ragazzo che ha calcato tutti i campi del S.Agata, fino ad arrivare a quello della prima squadra.

Non sempre questo lo ha avvantaggiato, a volte sono arrivate critiche gratuite e non è detto che, di recente, gli sia giunta una proposta di prolungamento del contratto, degna di chi l’anno scorso è stato il capocannoniere della squadra per farlo desistere dal pensiero di ricercare un progetto più importante.

Non è è piaciuto il tono ammiccante, quasi complice, col quale Ceravolo si rivolgeva all’uditorio veronese, tanto più dopo una prestazione, la sua, caratterizzata da evidente svogliatezza e il riferimento alla prossima scadenza di contratto è suonato, evidentemente, come una sottile minaccia.

Certo – e qui la società ancora una volta resta indietro – fare arrivare in scadenza un calciatore sul quale si punta è un peccato mortale, ma la verità è un’altra e cioè che, come in altri casi, Ceravolo non rientrava nei programmi di Foti che, però, non ha inteso (probabilmente legittimamente) lasciarlo andare a parametro zero, creando, così, quella “trappola” della quale, in maniera francamente sguaiata, Ceravolo ha parlato, confermando la locuzione usata dal giornalista che, a quel punto si muoveva con lui quasi trovando l’intesa ad occhi chiusi, come un’affermata coppia di attaccanti.

Ma al di là di ogni attenuante, le parole non volano stavolta, restano fuori luogo. Serviranno i fatti per spazzarle via, ma con un accordo in scadenza nel 2013 avrà Ceravolo il tempo e il modo per rimediare?

La fascia di capitano al braccio contro la Nocerina,la stima reciproca con Dionigi e  il desiderio espresso di onorare la maglia amaranto.

Era iniziata così la stagione prima del passaggio a vuoto di Verona.

E da lì che si dovrà ripartire, non sarà facile.