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Calcio – Verona-Reggina, le pagelle di Strill.it

BAIOCCO  4,5 – Dormita sul gol del Verona, potrebbe spazzare, invece permette a Laner di rubargli il pallone e depositare il pallone in rete. Nella ripresa si fa trovare pronto su una conclusione di Rivas e poi compie un grande intervento su Jorginho, rendendo meno severo il giudizio.
E’ il secondo errore vistoso, ma non bisogna commettere l’errore di giubilarlo troppo presto, perchè nelle ultime due stagioni ha dimostrato di essere un buon portiere, nonostante la giovane età (deve ancora compiere 23 anni).
ADEJO  6 –  A una decina di minuti dal termine del primo tempo salva una pericolosa conclusione a rete di Martinho.  E’ abbastanza attento per il resto.
FREDDI  6 –  Insuperabile sui palloni aerei. Perde un solo uno contro uno con Martinho, qualche volta non sale coi tempi giusti.
DI BARI 5,5 –  Si fa bruciare dal taglio di Cacia in occasione del gol, poi causa il rigore, o almeno si fa per dire, visto che è un autentico omaggio dell’arbitro al Verona.
MELARA 5,5 –   Un paio di sgroppate in avvio di partita con tanto di arrivo sul fondo e cross, poi esce dal vivo del gioco
(dal 58′ D’ALESSANDRO 5,5 – Entra in una fase della gara dove avrebbe potuto fare ben poco)
RIZZO 5 – Corre un pò a vuoto, in alcune circostanze pecca in precisione.
BARILLA ‘  5,5 –  Ci prova dalla distanza e anche con discreta pericolosità.  In alcuni frangenti prova anche a dare ritmo alla manovra.
(dal 75′ HETEMAJ S.V.)
RIZZATO   6 –  Punto di riferimento indIscusso del gioco, fa mille volte su e giù per la fascia, effettuando quantità industriali di cross, non sempre con precisione.
FISCHNALLER 5,5 – Si sacrifica  in fase difensiva sopratutto nel primo tempo, andando spesso a fare il terzo sulla linea di centrocampo in fase di non possesso.  Combina poco nei pressi dell’area di rigore.
COMI 5,5 – Lotta, ma non riesce a dare concretezza al suo impegno.
(dal  66′ LOUZADA)
CERAVOLO 5,5 –  Non una delle sue giornate nel migliori sotto il profilo degli spunti. Una sola vera occasione, ma Rafael gli dice di no.
ALL. DIONIGI 6 –   La Reggina ha un’identità e senza paura va al “Bentegodi” a giocarsela con tre punte, inizia da padrona del campo sul campo della corazzata Verona, poi va sotto per un errore individuale e subisce il raddoppio per un’invenzione dell’arbitro.  L’impressione è che la Reggina, seppur incompleta nella composizione del suo organico, possa dare delle soddisfazioni ai suoi tifosi.