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Calcio, Serie B: Verona-Reggina 2-0

bentegodi
di Pasquale De Marte – E’ una di quelle sconfitte più difficili da digerire quella rimediata dalla Reggina a Verona

Perchè se davanti c’è una avversario di rango e, dopo aver dimostrato di avere le potenzialità per poterlo mettere in difficoltà,  la partita viene decisa da un errore individuale e da un vistosto sbaglio dell’arbitro i rimpianti diventano pesanti, nonostante l’indiscutibile forza dei vincitori.
SENZA PAURA –   Andare a giocare al Bentegodi, con quindicimila persone che spingono la squadra di casa, la formazione più quotata del campionato, con un manipolo di giovanotti di belle speranze è un pò come provare a spostare un muro.
Ma Dionigi è uno che davanti alle difficoltà non si arrende e che, anzi, prova ad usarle a proprio vantaggio facendole diventare stimoli.
I segnali sono inequivocabili:  se mancano i trequartisti, in campo vanno tre punte pure. La Reggina non rinuncia, dunque, alla propria identità offensiva, neanche al cospetto della corazzata di Mandorlini, orfana dei nazionali Hallfredsson e Bacinovic.
Il 3-4-3 degli ospiti offre da subito risposte incoraggianti. Gli scambi stretti, le sovrapposizioni e la spinta degli esterni  generano una serie di corner
REGALO –  In vantaggio, però, passa il Verona che, dopo otto minuti, sfrutta uno sciagurato disimpegno della retroguardia avversaria. Cacia si libera con un grande taglio, aggira Baiocco e cerca la porta, salvata da un prodigioso recupero di Rizzato, la palla torna all’estremo difensore che però non ha la giusta reattività per spazzare e si fa rubare la sfera da Laner che fa esplodere la torcida gialloblù.
Al di là del gol, i padroni di casa, visti i presupposti stagionali, non fanno inizialmente una gran figura. Solo Martinho, con la sua velocità, pare in grado di scardinare la fase difensiva amaranto.
La Reggina, nonostante la buone impressioni, si rivela un’incompiuta, perchè, mancando gli spunti del singolo e un giocatore in grado di dettare l’ultimo passaggio, i tiri in porta latitano.
In concreto la prova della squadra di Dionigi è riassumibile in una staffilata dai venticinque metri di Barillà, che passa vicinissima al palo, ammutolendo per qualche secondo la bolgia veronese.
ABBAGLIO – La ripresa è un’altra storia, perchè nei primi minuti gli scaligeri si presentano tre volte davanti a Baiocco: per due volte Cacia non è preciso, mentre il portiere si riscatta respingendo un tenativo ravvicinato di Rivas.
L’arbitro Irrati, al 50′,  iscrive il proprio nome nel registro dei protagonisti della gara, inventandosi un rigore per un contatto tra Di Bari in chiusura e Cacia.  Gomez, dagli undici metri, è implacabile.
La partita di fatto finisce lì, perchè il Verona ha la forza per amministrare da grande squadra la gara, sia perchè la Reggina non ha il peso offensivo per impensierire la solida retroguardia avversaria (un solo tiro nello specchio, con Ceravolo, bloccato da Rafael nella ripresa).
Baiocco, nel finale, nega il tris ai padroni di casa producendosi in una grande parata su Jorginho, abile a liberarsi in area e a girare velocemente verso la porta.
VERONA-REGGINA 2-0, IL TABELLINO
VERONA (4-3-3): Rafael; Crespo, Maietta, Moras, Cacciatore; Laner, Jorginho, Martinho (87′ Fatic); Rivas (66′ Grossi), Cacia (89′  Bojinov), Gomez. A disposizione: Andrade, Albertazzi, Ceccarelli, Abbate. All. Mandorlini.
REGGINA (3-4-3): Baiocco; Adejo, Freddi, Di Bari; Melara (58′ D’Alessandro), Rizzo, Barillà (dal 75′ Hetemaj), Rizzato; Fischnaller, Comi (66′ Louzada), Ceravolo. A disposizione: Facchin, Bergamelli, Armellino, Viola. All. Dionigi
Arbitro: Irrati di Pistoia
Ammoniti: Rizzo, Fischnaller, Barillà, Laner
Marcatori: 8′ Laner, 50′ Gomez.
Recupero: 0 e 3′.