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Dionigi e Cozza: i “gemelli diversi” che guidano la rinascita del calcio calabrese…

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di Pasquale De Marte – Novecentocinquanta sono i chilometri che dividono Reggio Emilia da Cariati, i luoghi delle loro origini, ma solo nove i giorni di differenza anagrafica, per due che

oltre  a condivedere il il mese e l’anno di nascita hanno vissuto da protagonisti, e a tratti insieme, i momenti più significativi dell’apogeo della storia della Reggina.

Che si tratti di un derby vinto con il Cosenza, della storica vittoria di Torino, di un titolo di capocannoniere, di un grandissimo gol in uno scontro diretto a Brescia, ma anche delle lacrime per Cossato o della gioia per la promozione matematica a Terni nel 2002 fa poca differenza.
Niente male per due che avevano mosso i primi passi da calciatori professionisti, sempre  a braccetto, tra Milan e Reggiana, per poi ritrovarsi in amaranto nel 2001, sette anni dopo.
Entrambi  hanno fatto breccia, ognuno a modo proprio, nei cuori della tifoseria, che li ricorda vincenti e con la fascia di capitano al braccio.
Oggi, Davide Dionigi e Francesco Cozza sono gli allenatori che guidano le due realtà storiche del calcio calabrese.
In pochi avrebbero scommesso che il loro essere “genio e sregolatezza” da calciatori li avrebbe portati a diventare tecnici emergenti in realtà importanti.
Reduci da due campionati vinti (il Taranto senza la penalizzazione sarebbe stato indiscutibilmente primo la scorsa stagione), stanno plasmando a propria immagine e somiglianza le rispettive squadre.
Catanzaro e Reggina, già dalle prime uscite, hanno messo in mostra carattere e determinazione, ottenendo da subito risultati importanti.
Non era facile per un  reggino come Cozza guadagnarsi le simpatie degli storici rivali, l’ex trequartista lo ha fatto a suon di risultati, limitando le parole e mettendo sul tavolo i fatti ed una promozione esaltante.
Non era facile per Dionigi dare credibilità ad una squadra lontana dal cuore della gente  dopo l’ultima stagione, l’avvio sembra essere incoraggiante e non solo per i quattro punti in due partite, perchè ciò che convince più di ogni altra cosa è lo spirito rinnovato degli amaranto.  Perchè “Re Davide” è anche colui il quale viene chiamato a gran voce dalla curva dopo una vittoria contro la Pro Vercelli, ma che lascia ugualmente la scena ai suoi ragazzi, desiderosi di raccogliere la sua eredità calcistica.
Giovani, bravi, ambiziosi e dotati di grande personalità.  L’identikit di Cozza e Dionigi sembra essere quello giusto per riportare in auge il calcio di una regione che, a parte qualche eccezione, sembra essersi lasciata alle spalle i tempi migliori della proprie realtà sportive.