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Calcioscommesse, 15 maggio 2011: Grosseto-Reggina 0-1. Gianni Rosati e il calcio svenduto per 30mila euro. Cosa rischiano gli amaranto?

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di Damiano Praticò – E’ Grosseto-Reggina del 15 maggio 2011 a far preoccupare la società del Presidente Foti

nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse che ha portato al deferimento della Reggina, insieme ad altre 21 squadre tra Serie A, B, Lega Pro e Dilettanti.

Due gli uomini chiave nella vicenda riguardante la partita: Juri Tamburini, all’epoca dei fatti tesserato del Modena, e Gianni Rosati, ex Ds della Reggina e collaboratore della società. Entrambi sono accusati di violazione dell’art. 7 del Codice di Giustizia Sportiva (illecito sportivo) comma 1 (il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica costituisce illecito sportivo), comma 2 (le società e i soggetti che commettono direttamente o che consentono che altri compiano, a loro nome o nel loro interesse, i fatti ne sono responsabili) e comma 5 (i soggetti riconosciuti responsabili di illecito sportivo, sono puniti con una sanzione non inferiore all’inibizione o alla squalifica per un periodo minimo di tre anni e con l’ammenda non inferiore ad euro 50.000,00).

In concorso tra loro” – si legge nel documento ufficiale della Procura Federale – “hanno posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara suddetta, prendendo contatti ed accordi diretti allo scopo sopra indicato”. Tamburini propose, per conto di Rosati, l’alterazione della gara ad Antonio Narciso, all’epoca dei fatti calciatore del Grosseto, offrendo a quest’ultimo circa 30/35mila euro in cambio. Narciso avrebbe dovuto fare anche da tramite con i suoi compagni di squadra.

Quindi, secondo quanto riportato dal documento della Procura Federale, sarebbe stato proprio Rosati a dare l’input per truccare la gara, chiedendo a Tamburini di prendere contatti con Narciso al fine di verificare la disponibilità dei calciatori del Grosseto a perdere la gara in cambio di una somma di denaro. Se tale impostazione investigativa dovesse reggere, Rosati avrebbe un ruolo di primo piano nella faccenda, il ruolo più grave, essendo colui il quale avvia la trattazione illegale tra Reggina e Grosseto. Alla luce di ciò, il club amaranto, per responsabilità oggettiva, potrebbe essere severamente sanzionato. Il più sanzionato, insieme a Rosati.

Cosa rischia concretamente la Reggina? Le imputazioni:

–     Penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;
–     Retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria; in base al principio della afflittività della sanzione, la retrocessione all’ultimo posto comporta sempre il passaggio alla categoria inferiore;
–     esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;
–     non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni;
– Aggravante:  in caso di pluralità di illeciti ovvero se lo svolgimento o il risultato della gara è stato alterato oppure se il vantaggio in classifica è stato conseguito, le sanzioni sono aggravate.

Responsabilità oggettiva per quanto posto in essere da Rosati: le società rispondono oggettivamente, ai fini disciplinari, dell’operato dei dirigenti e dei tesserati.
Responsabilità presunta per quanto posto in essere da Tamburini: le società sono presunte responsabili degli illeciti sportivi commessi a loro vantaggio da persone a esse estranee. La responsabilità è esclusa quando risulti o vi sia un ragionevole dubbio che la società non abbia partecipato all’illecito o lo abbia ignorato.

Le società Grosseto e Modena rischiano le stesse sanzioni in ordine agli addebiti contestati ai propri tesserati. Antonio Narciso verrebbe sanzionato per violazione dell’art. 7 comma 7 del CGS (i soggetti che siano venuti a conoscenza in qualunque modo che società o persone abbiano posto o stiano per porre in essere taluno dei suddetti atti illeciti, hanno l’obbligo di informarne, senza indugio, la Procura federale della FIGC), omettendo di denunciare i fatti riguardanti la gara Grosseto-Reggina.