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Calcio, Serie B: la storia e gli ex di Reggina-Hellas Verona

serieblogodi Antonio Modafferi – Dopo la risicata vittoria a spese dell’Albinoleffe, secondo impegno casalingo consecutivo, nell’ultimo turno infrasettimanale della serie Bwin, per la Reggina che attende la visita del Verona. Il confronto di andata si concluse con la vittoria di misura dei gialloblù veneti, grazie al goal di Pichlmann al 28’. Gli scaligeri di Mandolini, reduci dal pari interno a reti bianche con l’Empoli, occupano attualmente la terza posizione, in condominio con il Sassuolo, a quota 67 punti, frutto di 20 vittorie, 7 pareggi e 10 sconfitte.

Sono nove i precedenti, sette in B e due in A, più uno spareggio salvezza, tra Reggina e Verona, una sfida che ritorna al “Granillo” a distanza di undici anni. Il bilancio vede in svantaggio gli amaranto, che hanno vinto soltanto in un’occasione, più l’inutile successo nello spareggio, sei sono i pareggi mentre i veneti hanno espugnato Reggio in due circostanze.

Il primo confronto risale alla stagione 1965/1966, ossia alla prima partecipazione della Reggina al campionato cadetto e l’undici di Maestrelli non riesce ad andare oltre il risultato ad occhiali.
L’anno dopo gli amaranto conquistano l’intera posta in palio con un 2-0 firmato da Florio e da Ferrario su calcio di rigore. Nel torneo 1967/1968 la sfida contro i gialloblù si conclude nuovamente senza vincitori né vinti e senza reti.

Le strade delle due squadre si dividono per 22 anni e lo scontro tra Reggina e Verona riappare nell’annata 1990/1991, terminata malamente per i colori amaranto con la retrocessione in serie C1. La compagine di Aldo Cerantola, all’undicesima di andata, davanti al proprio pubblico cede al cospetto della squadra veneta, a fine anno promossa in serie A, che viola il “Comunale” con il minimo scarto grazie ad un goal di Magrin al 43’.

Dopo una pausa di quattro stagioni, Reggina e Verona si ritrovano di fronte nel torneo cadetto edizione 1995/1996. I ragazzi di Zoratti passano al 57’ grazie ad un goal del difensore Giampaolo Ceramicola, ma gli scaligeri, che a fine campionato staccheranno il lasciapassare per la massima serie, rimediano nove minuti più tardi con il bomber De Vitis.

La seconda affermazione dei veneti a Reggio Calabria arriva nella stagione 1997/1998. Per gli uomini di Colomba non è giornata ed i gialloblù ne approfittano nel secondo tempo, quando vanno a segno Bigotto al 46’ e l’indimenticato ex Alfredo Aglietti, autore di una doppietta tra 78’ e 90’.

Nel campionato successivo, Reggina e Verona lottano nelle zone alte della classifica ed entrambe approderanno in serie A. Alla sesta di ritorno la contesa tra le formazioni di Gustinetti e Prandelli non vede prevalere nessuno, termina infatti 0-0, seppur i padroni di casa possono recriminare per una conclusione di Possanzini salvata sulla linea dal futuro amaranto Foglio.

Nel 1999/2000 arriva il primo incrocio in serie A. E’ la penultima giornata di campionato ed entrambe le squadre si accontentano di un punto, che per gli uomini di mister Colomba significa salvezza aritmetica, a quota 40. Al vantaggio calabrese firmato dall’albanese Bogdani al 25’, risponde il veronese Cammarata al 57’.

E’1-1 anche nel torneo 2000/2001, ma è un risultato di ben altro tenore. Si disputa la decima di campionato sul neutro di Catania, il “Granillo” è stato squalificato in seguito al lancio di oggetti in campo durante Reggina-Brescia,. Il sodalizio della città di Romeo e Giulietta si porta avanti dopo nemmeno un minuto di gioco grazie al centro di un giovane Emiliano Bonazzoli, che sfrutta un errore di Morabito. Gli amaranto provano in tutti i modi a ristabilire l’equilibrio, ma imprecisione e tanta sfortuna frustrano e mortificano i tentativi della formazione dello Stretto. Al 91’ arriva l’insperato pareggio, opera del difensore Lorenzo Stovini, che interrompe così la serie di 9 sconfitte consecutive.

La stagione regolare si conclude con Lecce, Verona e Reggina appaiate a quota 37. A causa della classifica avulsa, le ultimi due compagini sono costrette a giocarsi l’ultimo posto utile per mantenere la serie A in uno spareggio con andata e ritorno, nonostante gli amaranto siano in vantaggio sugli scaligeri negli scontri diretti in campionato (un pareggio e una vittoria).

Dopo la sconfitta di misura (1-0) al “Bentegodi” di tre giorni prima, domenica 24 giugno 2001 la si gioca l’ultimo atto davanti ad un “Granillo” stracolmo e pronta a spingere la squadra di Colomba verso l’impresa. La tensione è palpabile, sia in campo che sugli spalti e sul finire del primo tempo ecco lo scatto verso la permanenza da parte della Reggina. Al 42’ Mezzano serve Zanchetta che da fuori area lascia partire un destro che coglie il palo interno alla destra di Ferron e termina in fondo al sacco, annullando così il vantaggio veneto dell’andata. Al 45’ Bogdani viene lanciato a rete e tenta il pallonetto, l’estremo difensore ospite respinge ma sul pallone si avventa Ciccio Cozza che mette dentro il 2-0 che significa ancora serie A. Mancano ancora 45’, durante i quali la Reggina ha il torto di arretrare troppo e soprattutto di non chiudere la partita, che lentamente si avvia verso la conclusione. Mentre tutti, sia allo stadio che davanti alle televisioni, aspettano nervosamente soltanto il triplice fischio del signor Braschi per dare il via alla festa, a quattro minuti dalla fine al “Granillo” si materializza l’atroce e bruciante beffa. Sugli sviluppi di un corner, il team di Perotti recupera la palla, respinta di pugni dal portiere amaranto, Giuseppe Colucci riceve fuori area, evita un paio di avversari e serve Michele Cossato che, dentro l’area, sul filo del fuorigioco, con un pallonetto di sinistro supera Taibi, in uscita un po’ avventata, e, nonostante la pressione di Stovini, mette dentro di testa il 2-1 che consegna la salvezza agli scaligeri.

Due gli ex dell’incontro, ovvero il gialloblù Hallfredsson e l’amaranto Bonazzoli.

Emil Hallfredsson, Sbarca a Reggio nell’estate 2007 dai norvegesi del Lyn Oslo. Nella sua prima stagione in amaranto, il centrocampista islandese classe ’83 colleziona 21 presenze senza mai conoscere la gioia del goal. La stagione dopo, culminata con la retrocessione in B, i gettoni saranno 13, impreziositi da una rete, la splendida conclusione con cui fulmina Buffon dalla distanza in Reggina-Juventus 2-2. Non confermato per il torneo cadetto 2009/2010, Halfredsson viene temporaneamente ceduto agli inglesi del Barnsley. Tornato in riva allo Stretto, viene girato nuovamente in prestito, stavolta al Verona, Lega Pro Prima divisione, squadra con cui l’anno scorso vince i play off ottenendo la promozione in B nonché il riscatto da parte della società scaligera.

Emiliano Bonazzoli ha indossato la casacca del Verona nella stagione 2000/2001. Prelevato dal Parma nell’ottobre 2000, il giovane centravanti di Asola raccoglie 28 presenze e mette a segno 7 marcature, di cui uno alla Reggina sul neutro di Catania (1-1), contribuendo alla salvezza degli scaligeri, raggiunta dopo lo spareggio proprio contro gli amaranto.