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Calcio, Serie B: la storia e gli ex di Reggina-Ascoli

reggina_logodi Antonio Modafferi – Dopo la bella vittoria venerdì sera nel recupero della ventiseiesima giornata contro il Pescara, la Reggina attende al “Granillo” l’Ascoli. Il confronto di andata terminò in parità, 1-1. Amaranto avanti grazie alla sfortunata autorete dell’ex

Peccarisi dopo soli tre minuti di gioco, i padroni di casa acciuffano il pari al 95’ quando beneficiano di un rigore molto dubbio, concesso per un presunto mani di Barillà e trasformato da Papa Waigo. L’Ascoli, reduce dallo 0-0 sul campo del Sassuolo, viaggia in cattive acque, è infatti penultimo in classifica con 23 punti, frutto di 8 successi, 6 pareggi e 14 sconfitte, ma ricordiamo che sulla società marchigiana pende la pesante penalizzazione di sette punti, senza la quale si troverebbe in una posizione relativamente tranquilla.

 

Sono 10 i precedenti tra Reggina ed Ascoli (2 in serie A, 5 in serie B e 3 in serie C) e il bilancio vede gli amaranto in vantaggio con 4 successi, 5 i pareggi mentre i bianconeri si sono affermati soltanto in un’occasione, per la precisione l’anno scorso.

 

Il primo incontro tra amaranto e marchigiani risale al campionato di serie C 1962/1963 e vide la Reggina di mister Di Gennaro imporsi per 2-0 grazie alle reti di Alberto Gatto, bandiera della Reggina e recordman di presenze con 361 partite disputate, impreziosite da 48 reti, collezionate nei 13 anni di militanza (dal 1953 al 1966), e da Parise. L’anno dopo il match terminò sul risultato ad occhiali, 0-0, mentre nella stagione 1964/1965 i ragazzi di Maestrelli battono i marchigiani ancora per 2-0, marcatori Valsecchi e Ferrigno.

 

Nell’annata 1972/1973 arriva il primo scontro in serie B. La Reggina allenata da Guido Mazzetti non riesce ad andare oltre lo 0-0 in casa contro i marchigiani neopromossi in cadetteria. Medesimo è il risultato che si registra un anno dopo, quando gi amaranto, allenati da Giovambattista Meschino, a fine campionato precipiteranno in serie C.

 

Le strade di Reggina e Ascoli si dividono per sedici anni, per poi ricongiungersi, sempre in serie B, nella stagione 1990/1991, annata che si concluderà con la retrocessione in serie C1, e i ragazzi di mister Ciccio Graziani non vanno oltre lo 0-0.

 

Amaranto e bianconeri tornano ad incontrarsi quindici anni più tardi, questa volta in serie A, nella campionato 2005/2006. A cinque giornate dalla fine, gli uomini di mister Walter Mazzarri si sbarazzano di un ormai tranquillo Ascoli, autore di un buon campionato, per merito delle realizzazioni del difensore Gaetano De Rosa al 9’ e di Nicola Amoruso al 25’, che concretizza al massimo un assist di petto di Vigiani. Tre punti importanti in ottica salvezza e soprattutto in vista del derby con il Messina in programma quindici giorni dopo, ossia lo storico 30 aprile.

 

L’anno dopo, l’annata dei meno undici, la formazione dello Stretto affronta i marchigiani, penultimi in classifica e guidati dall’ex Nedo Sonetti, nell’anticipo pomeridiano del sabato, prima di due partite casalinghe consecutive, della quindicesima giornata e hanno la meglio per 2-0 grazie al colpo di testa del capitano Alessandro Lucarelli al 29’ e al goal in contropiede di Nicola Amoruso al 78’. Per gli ospiti è il difensore Pecorari, all’84, a realizzare il punto della bandiera.

 

La sfida torna nella stagione 2009/2010, e per la prima volta l’Ascoli si impone a Reggio Calabria.

Primo maggio di campionato, si gioca infatti la trentottesima giornata, il punteggio si sblocca nella seconda frazione. Brienza al 52’ porta in vantaggio gli amaranto al termine di una bella giocata dentro l’area di rigore. L’undici guidato dall’ex Bepi Pillon riesce a pareggiare al 65’ con Antenucci che non fallisce la massima punizione accordata dal signor Nasca per un presunto fallo di Valdez, poi espulso, sullo stesso marchigiano. Gli amaranto avrebbero l’opportunità di riportarsi avanti, ma un’altra splendida azione di Brienza viene salvata sulla linea da un difensore bianconero. Nei minuti di recupero si materializza la beffa: Antenucci riceve palla da un compagno, si inserisce tra i difensori amaranto e appena dentro l’area batte Pietro Marino.

 

Lo scorso anno l’ultimo precedente, finito senza né vincitori né vinti e senza goal. Grigio sabato di maggio inoltrato, penultimo impegno di campionato, ultimo tra le mura amiche per la compagine di Atzori che appare contratta, bianconeri più manovrieri ma raramente incisivi dalle parti di Puggioni. Partita non troppo esaltante, ne nasce quindi uno 0-0 che, alla fine, accontenta tutti grazie ai risultanti provenienti dagli altri campi: la Reggina centra matematicamente i play off, l’Ascoli porta via un punticino utile nella corsa salvezza.

 

Tre gli ex della gara, due nell’Ascoli, Peccarisi e Aloisi, e uno per la Reggina, Antonio Marino.

 

Maurizio Peccarisi, difensore classe ’78, è cresciuto nel settore giovanile amaranto e ha collezionato soltanto due presenze con la prima squadra, una nella stagione 1995/1996 e l’altra nel 1996/1997.

 

Antonio Aloisi, collaboratore tecnico di mister Silva, da calciatore ha vestito la maglia della Reggina per un anno, nel 1997/1998. Il difensore marchigiano in quell’annata, sotto la guida di mister Colomba, collezionò 22 presenze e ben quattro reti, di cui due su calcio di rigore. Appesi al chiodo gli scarpini, Aloisi inizia la carriera di allenatore, assumendo l’incarico di tecnico degli Allievi nazionali amaranto, carica tenuta dal 2008 al 2010, per poi passare proprio all’Ascoli.

 

Antonio Marino, infine, ha militato per due stagioni nell’Ascoli, 2009/2010 e 2010/2011. Nella prima scende in campo soltanto in 14 occasioni, nel torneo successivo il difensore siciliano è protagonista di un impiego più costante, come testimoniano le 32 presenze all’attivo impreziosite da una rete.