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Calcio, Serie B: la storia e gli ex di Pescara-Reggina

pescara_Stadiodi Antonio Modafferi – Messo alle spalle lo stop in casa della Juve Stabia, la Reggina, venerdì alle ore 20:45, è attesa dal recupero della ventiseiesima giornata, in programma il 4 febbraio ma rinviata per neve, nella tana del Pescara. Il match di andata vide gli amaranto imporsi per 4-2, marcatori Missiroli, Campagnacci e ancora Missiroli, poi gli abruzzesi riaprono la partita con l’ex Cascione su punizione e Maniero, quindi Ceravolo mette al sicuro il punteggio. Il Pescara di Zeman è reduce dal pari esterno sul campo dell’Albinoleffe (1-1) ed in classifica viaggia al quarto posto con 52 punti, frutto di 16 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte. La compagine abruzzese possiede inoltre, come da tradizione per le squadre del tecnico boemo, il miglior attacco del torneo con 56 reti realizzate.

 

Sono sedici i precedenti tra Pescara e Reggina, distribuiti tra serie C, C1 e B più uno spareggio, il bilancio parla di 6 successi dei biancoazzurri , 5 invece quelli amaranto, più quello nello spareggio, mentre i pareggi sono 4.

 

Il primo incrocio è datato stagione 1955/1956 ed è uno spareggio. Pescara e Reggina, prime nei rispettivi gironi di quarta serie, si giocano in una doppia sfida l’accesso alla serie C . Nel round di andata, i ragazzi di Oronzo Pugliese si impongono per 0-2 al “Rampigna”, vecchio stadio degli adriatici, davanti a 12000 spettatori, firmato da Ansalone e Leoni, e così ipotecano la promozione nella terza serie del calcio italiano, il ritorno infatti finirà 0-0..

 

Il confronto con gli abruzzesi torna qualche anno più tardi, nella stagione 1958/1959, stavolta in serie C, e vincono ancora gli amaranto e ancora per 0-2, grazie alle reti di Bertolaccini e Bongiovanni.

Nel torneo 1959/1960 il Pescara coglie la sua prima vittoria contro la Reggina, per 1-0, risultato che si ripete anche un anno più tardi.

Il collettivo dello Stretto torna a sorridere in riva all’Adriatico nel torneo 1961/1962, quando stende i padroni di casa per 1-2, grazie alle marcature di Alberto Gatto e Ranzulli.

Senza né vincitori né vinti il match dell’anno dopo, che si conclude sull’ 1-1, per gli amaranto va in goal Parise.

Reggina corsara ancora nella stagione 1963/1964, quando si impone in Abruzzo di misura per merito del centrocampista Valsecchi.

Nel campionato seguente i biancoazzurri si riscattano immediatamente, infatti superano i ragazzi di Maestrelli, che a fine stagione comunque centreranno la storica promozione in serie B, con un secco 2-0.

 

A questo punto però le strade di Pescara e Reggina si dividono per una ventina di anni, le due squadre infatti si ritroveranno contro soltanto nella stagione 1982/1983, in C1, e alla sesta di andata gli amaranto guidati da mister Scoglio fanno bottino pieno con il minimo scarto grazie ad un guizzo di Sciannimanico al 57’

 

Nel campionato 1989/1990 arriva il primo scontro nel campionato cadetto e termina in parità, 1-1. Gli uomini di mister Bruno Bolchi sbloccano il risultato dopo soli sei minuti di gioco grazie alla rete del centrocampista Livio Maranzano, per gli abruzzesi, sulla cui panchina sedeva l’attuale allenatore della Lazio Edy Reja, risponde l’attaccante Traini su calcio di rigore al 23’.

 

Nella stagione successiva il “Delfino” torna ad affermarsi, seppur di misura, ai danni degli amaranto E’ la seconda giornata di campionato e per la Reggina di Aldo Cerantola arriva la prima sconfitta stagionale, decisivo l’autogoal del centrocampista amaranto Daniele Bernazzani al 56’.

 

Dopo qualche stagione di pausa, la sfida con gli abruzzesi ritorna nel campionato 1995/1996. Gli amaranto di Zoratti sono però costretti a soccombere 2-0 contro la più quotata compagine di casa. Le reti, una per tempo, portano la firma di Di Giannatale al 19’ e di Andrea Carnevale al 69’ dagli undici metri.

 

Va ancora peggio l’anno dopo, quando, alla terza di ritorno, la Reggina di Guerini torna da Pescara con tre reti sul groppone. Emanuele Belardi, quel giorno a difesa dei pali della porta amaranto, è costretto ad inchinarsi, tra il 72’ e l’80’, alla doppietta di Federico Giampaolo e alla rete di Gelsi.

 

Nel campionato 1997/1998 gli amaranto riescono a strappare un punto, finì infatti 1-1. Accade tutto nella ripresa, vantaggio abruzzese con Giovanni Pisano dagli undici metri, per la Reggina è Giacomo Lorenzini a mettere dentro la rete del pareggio a otto minuti dal fischio finale. La compagine di casa, allenata dall’ex Adriano Buffoni, ha l’occasione di fare sua la partita al 92’, ma il bomber Pisano questa volta fallisce dal dischetto.

 

Nella stagione 1998/199 la Reggina trionfa all’ “Adriatico”, una vittoria che evoca dolci ricordi. 30 maggio 1999, a tre turni dal termine si trovano di fronte Pescara e Reggina, scontro diretto tra due squadre in piena corsa per la promozione in A. .Gli amaranto di Bolchi presentano il solo Possanzini in avanti supportato da Cozza, il bomber Fabio Artico siede in panchina. I biancoazzurri di De Canio, qualche anno dopo alla guida della Reggina, hanno la possibilità di sbloccare il punteggio al 45’ su calcio di rigore, ma lo specialista Michele Gelsi fallisce proprio nella porta dove, dieci anni prima, furono calciati i rigori fatali alla Reggina nello spareggio contro la Cremonese. Passata la paura, nel secondo tempo arriva il capolavoro degli amaranto, che trovano il vantaggio al 49’ grazie all’autorete di Yuri Cannarsa, futuro amaranto 5 anni dopo, che devia di testa alle spalle del proprio portiere un innocuo pallone proveniente da fuori area. A nove minuti dalla fine, il sigillo finale è di Davide Possanzini che, lanciato da dietro, supera il portiere e calcia in porta debolmente, un difensore salva prima della linea, fortunatamente però il pallone viene ripreso dallo stesso Possanzini che mette dentro il definitivo 0-2. Preziosissima la vittoria dell’undici di Bolchi contro un’antagonista diretta, la classifica finale infatti reciterà Reggina e Lecce 64, Pescara 63.

 

L’ultimo precedente risale allo scorso campionato ed è un pareggio senza reti. E’ un grigio e piovoso sabato di inizio marzo e il terreno dell’ “Adriatico” si presenta davvero al limite della praticabilità, il rettangolo verde mostra numerose pozzanghere che alla fine limiteranno il gioco di entrambe le compagini, infatti le occasioni sono poche da ambo le parti, amaranto pericolosi nel primo tempo con Campagnacci e Alessio Viola che vanno vicini al vantaggio ma il campo allentato aiuta la formazione di Di Francesco, logica conseguenza è lo 0-0 finale.

 

Uno solo sarà l’ex della partita, e gioca tra le file del Pescara, si tratta di Emmanuel Cascione. Figlio d’arte (il padre Armando ha vestito la casacca amaranto nell’annata 1989/1990), il centrocampista classe ‘83 ha giocato per tre stagioni nella Reggina. Acquistato dal Rimini nell’estate 2007, al primo anno nella massima serie totalizza ben 30 apparizioni, quasi tutte da titolare. L’anno successivo, quello della retrocessione, le cose vanno decisamente meno bene, sono infatti solamente tre le presenze a causa di una serie di contrattempi fisici che non gli consentono di essere utilizzato. Nel 2009/2010 gioca invece con più regolarità, anche in un ruolo non suo, difensore centrale, mettendo insieme 27 gettoni e 2 reti. Nell’estate 2010 viene trasferito in riva all’Adriatico nell’ambito dell’operazione che porta Zizzari alla Reggina.