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Calcio: la storia di Reggina-Gubbio

reggina_logodi Antonio Modafferi – Turno infrasettimanale per la Reggina di Gregucci che, archiviato lo scialbo pareggio senza reti sul terreno del Grosseto, ospita il Gubbio. La gara di andata vide gli amaranto imporsi in Umbria per 1-3. Le cose si erano messe male per i ragazzi allora guidati da Breda, che subiscono il vantaggio eugubino per opera di Mendicino al 34’, la Reggina si rialza nella ripresa,

prima pareggia con Campagnacci al 67, quindi una doppietta di Ceravolo (82’ e 93’) sovverte il punteggio a favore degli amaranto. Il Gubbio è reduce dal pari interno (0-0) contro la Sampdoria ed è invischiato nella lotta per evitare la retrocessione, attualmente occupa, in condominio con l’Albinoleffe, la diciottesima posizione con 23 punti, frutto di 5 vittorie, 8 pareggi e 11 sconfitte.

 

Reggina-Gubbio è una sfida inedita, non esistono infatti precedenti tra le due formazioni che, fino a questa stagione, hanno sempre militato in categorie differenti.

 

In assenza quindi di precedenti sfide, proviamo a tracciare un piccolo resoconto della storia del Gubbio, alla sua seconda partecipazione al campionato di serie B.

 

Fondato nel 1910, il Gubbio inizia a prendere parte ai campionati regionali, oltre i quali andrà per la prima volta nel 1939 e anche dopo la seconda guerra mondiale, militando in serie C. Nell’annata 1946/1947 centra la prima promozione in B dopo uno spareggio contro il Baracca Lugo, vinto per 2-0, e dopo aver conquistato il primo posto in un girone per gli spareggi. Tuttavia il passaggio nella cadetteria, nella stagione 1947/1948, sarà tanto intenso quanto breve, difatti la formazione eugubina non riuscirà ad evitare la retrocessione, medesimo destino che colpisce gli umbri anche l’anno successivo, al termine del quale conoscono l’onta della bancarotta e quindi del fallimento.

 

Il Gubbio è costretto quindi a rimettere piede nei tornei regionali. Gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta sono caratterizzati da una continua altalena tra serie D e categorie inferiori. I successi non abbondano, si susseguono annate fruttuose ed altre meno fortunate, arriva però qualche soddisfazione, come per esempio l’amichevole contro la nazionale italiana di Valcareggi nel 1970, vinta dagli azzurri 9-1, ma i rossoblù si erano portati in vantaggio.

 

Gli anni Ottanta invece sono nettamente più stabili infatti il Gubbio staziona con continuità nel campionato interregionale, l’attuale serie D, e nella stagione 1986/1987 ottiene il salto in C2. La compagine umbra approda quindi nel calcio professionistico, rimanendoci per cinque stagioni, dal 1987/1988 al 1991/1992, quando retrocede nel Campionato Nazionale Dilettanti. Gli anni Novanta iniziano quindi male per il sodalizio eugubino, che nel 1995/1996 precipita addirittura in Eccellenza, ma proprio da qui inizia la riscossa e la scalata verso il calcio che conta, centrando due promozioni di fila. Il Gubbio infatti prima si riscatta prontamente riconquistando la serie D, poi nel torneo 1997/1998 centra anche la promozione in serie C2.

 

L’undici rossoblu milita nell’attuale Seconda Divisione di Lega Pro ininterrottamente dalla stagione 1998/1999 a quella 2009/2010, dodici anni di permanenza contraddistinti da piazzamenti onorevoli, salvezze più o meno sofferte e sfortunate partecipazioni ai play off promozione, sempre fonte di cocenti delusioni per i sostenitori rossoblù (nel 2003 sconfitta in finale con il Rimini, nel 2004 sempre in finale ma con la Sangiovannnese).

Dopo alcuni campionati grigi, il Gubbio torna a far parlare di sé nel campionato 2009/2010, quando, sotto la guida di mister Vincenzo Torrente, festeggia il centenario con una stagione esaltante coronata dalla conquista, per la prima volta, della serie C1 dopo i play off, stavolta vinti superando in semifinale il Fano ed in finale il San Marino.

 

I rossoblù partecipano quindi per la prima volta alla terza serie del calcio italiano ed è un debutto che lascia il segno, visto che l’undici del confermato Torrente a sorpresa vince il campionato, sbaragliando la concorrenza di squadre ben più attrezzate e blasonate, e l’8 maggio 2011, in seguito alla vittoria casalinga ai danni della Paganese (3-1), celebra il ritorno in serie B dopo un’assenza di ben 63 anni.

 

L’avventura in cadetteria si rivela molto difficile, la squadra è giovane e molto inesperta e lo stentato avvio di stagione, appena 7 punti in dieci partite, induce la società eugubina ad esonerare l’allenatore Fabio Pecchia, che aveva sostituito il partente Torrente, finito al Bari, e a richiamare in panca il decano Gigi Simoni, già direttore tecnico dello stesso sodalizio umbro a partire da febbraio 2009.

Con l’ex trainer dell’Inter le cose vanno decisamente meglio, la squadra si risolleva e riesce ad abbandonare l’ultimo posto, pur rimanendo comunque coinvolta nella lotta per non retrocedere.

 

Non ci sono ex, né da una parte, né dall’altra.