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Cossato a Strill.it: “Io bravo e fortunato nello spareggio del 2001. A Messina diventai un idolo, ora guardo la Reggina con simpatia”

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di Pasquale De Marte – Da due lustri, nell’immaginario dei tifosi della Reggina, è  il principale artefice della retrocessione in serie B del 2001,

in realtà è anche una persona cordialissima che oggi ha deciso di vivere il calcio solo nella sua parte più sana: quella dei giovanissimi, attraverso un “Camp” organizzato la scorsa estate assieme a suo fratello Federico, ex calciatore del Chievo, e che sarà riproposto nel 2012.

E nella settimana che, dieci anni dopo, ripropone il confronto tra Hellas Verona e Reggina l’uomo copertina non può che essere lui: Michele Cossato.

A quattro minuti dal termine il suo gol, il 24 giugno del 2001 , fece versare lacrime agli otre ventisettemila sostenitori amaranto che, nel famoso spareggio, iniziavano a pregustare la vittoria.

L’istantanea scolpita nella memoria  è quella di un “Granillo”, gremito in ogni ordine di posto, ammutolito e di un Gilardino che si porta il dito al naso per zittire lo stadio, mentre lui si lascia esplodere nell’esultanza  genuina di un veronese doc, nato per caso a Milano.

Domenica  i tifosi scaligeri lo premieranno in ricordo di quella data memorabile per la storia giallobù.

“Non credo aver fatto nulla di male – esordice  con il sorisso ai microfoni di Strill.it – Andò bene a noi, male alla Reggina. Sono stato fortunato, perchè il pallone scavalcò Taibi per pochi centimetri, la storia delle finali cambia per questi piccoli dettagli.  Ricordo perfettamente l’azione, Colucci mi servì in profondità e feci un ottimo movimento sul filo del fuorigioco, cercai di alzare il pallone per superare il portiere in uscita, andò bene e poi spinsi la palla in rete, nonostante fossi contrastato da Stovini. L’arbitro Braschi mi disse che avrebbe comunque chiamato rigore se non avessi fatto gol. E’ un’emozione che mi porto dentro, sono passati dieci anni e sembra ieri”.

Quello spareggio, ad un certo punto della stagione, sembrò un miraggio per le due formazioni, che qualcuno considerava già spacciate. Eppure si giocarono la permanenza in una dopppia sfida: “Da buon tifoso del Verona e, fortunatamente, da calciatore della mia squadra del cuore, non ho mai mollato, cercando di trascinare gli altri perchè ci credevo.. In campionato perdemmo tre a zero in casa con la Reggina, ricordo le contestazioni della settimana dopo, però credendoci e con un pizzico di fortuna sappiamo come è andata a finire.  Ritengo che la salvezza la meritassimo sia noi che la Reggina, essendo stata quella una vera e propria finale. Dovevamo farcela perchè quell’anno era appena venuto su il Chievo, sarebbe stato brutto retrocedere, perchè pur avendo giocato anche con loro, l’Hellas è sempre l’Hellas.  Dopo aver vinto all’andata con un gol di Laursen, al ritorno l’approccio nostro fu nuovamente giusto,  furono gli episodi a portarci sul doppio svantaggio. Nel secondo tempo sempre gli episodi, che fecero la differenza, ci furono favorevoli. Due minuti dopo il mio gol, Ferron fece una parata straordinaria su Dionigi , se non l’avesse fatta nessuno si sarebbe ricordato del mio gol”.

Dopo lo scudetto del 1985 quello spareggio rappresenta la più grande emozione che i tifosi dell’Hellas hanno provato. E’ anche  vero – prosegue Cossato – che da allora la Reggina ha avuto una storia migliore rispetto a quella del Verona, che ha rischiato di fare i playout per evitare la retrocessione in C2, e  forse proprio quello spareggio perso fu una leva importante per la squadra amaranto che vinse il campionato successivo di serie B praticamente con la stessa rosa “.

Il calcio è anche rivalità, Cossato conferma che, per qualche tempo, divenne un idolo per alcune piazze: “A Cosenza esposero uno striscione in mio onore. Qualche anno dopo andai a  giocare in trasferta a Messina, vennero dei tifosi in albergo che mi chiesero la maglietta e alcuni autografi. Non sapevo ci fosse una rivalità così sentita, fui  sorpreso da questa cosa”.

L’Italia è grande, ma non troppo. Più volte Cossato ha incontrato supporters reggini , anche quando si trovava in vacanza: “Tante volte è accaduto che abbia incontrato sostenitori della Reggina, ho anche un amico tifoso amaranto che vive da queste parti , tutti  mi ricordano quel gol con il sorriso sulle labbra, con educazone e sportività. Già ai tempi dello spareggio i tifosi si erano dimostrati correttissimi, purtroppo nello sport c’è a chi va bene e a chi va male”.

In quel Verona che fece piangere Reggio c’erano tre futuri campioni del mondo (Gilardino, Camoranesi e Oddo),  ), ma oltre a Giuseppe Colucci che qualche anno dopo sarebbe rimasto una stagione alla corte di Mazarri in amaranto,facevano parte di quella rosa due che hanno indossato la fascia di capitano in riva allo Stretto, cioè Maurizio Lanzaro e colui il quale conserva ancora oggi il grado: “Bonazzoli era giovane. Sapevamo tutti – rivela  l’ex calciatore, tra le altre, di Atalanta e Fiorentina  – che sarebbe diventato un grande giocatore, aveva tutte le qualità per porterlo essere.   Quell’anno  fece gol alla  all’andata, sul neutro di Catania. E’ un amico, colgo l’occasione per salutarlo perchè è una gran persona, so che è un idolo a Reggio e si merita tutto questo. Ha avuto un pò di sfortuna con qualche infortunio di troppo in passato”.

 

Anni di Serie C e Lega Pro non hanno scalfito l’entusiasmo di una tra le tifoserie più calde d’Italia: “Dopo quello spareggio il Verona ha vissuto momenti bui, ma la forza di questa società è stata nei suoi tifosi. Anche in serie C – continua Cossato –  c’erano dieci-dodicimila persone allo stadio, anche se  magari in uno stadio grande come il Bentegodi è difficile accorgersene. La Reggina, dopo tanti anni di serie A, ha intrapreso una politica giusta che è quella di puntare sui giovani più bravi del posto, come Missiroli, che oltre a non gravare sui bilanci scendono in campo con il giusto senso di appartenenza ad un popolo e ad una maglia ed io so cosa vuol dire. In tal senso, comunque, il Barcellona ha fatto scuola.  Reggio è  sempre una piazza importante”.

L’ex bomber gialloblù esprime, poi, il suo punto di vista su quella che sarà la gara di sabato e sui possibili obiettivi  delle formazioni di Breda e Mandorlini “Sarà una partita difficile per entrambe  Penso che tutte e due le squadre abbiano giocatori in grado di risolvere la partita, mi vengono in mente Bonazzoli, Ferrari ed Hallfredsson, Ecco magari, da tifoso, mi auguro che  l’islandese faccia il gol dell’ex. Penso, però, che Verona e Reggina debbano vivere alla giornata, provando a restare lì fino alle ultime giornate, perchè il campionato di B è troppo lungo per fare progetti a lungo termine. Qualora dovessero mantenere il loro posto tra le prime, a quel punto potranno puntare a qualcosa di importante”.

L’ultima volta che Reggina e Verona furono insieme nei quartieri alti della B entrambe ebbero motivo di festeggiare alla fine del campionato: “Diciamolo a bassa voce e tocchiamo ferro. Ormai – conclude Cossato –  sono diventato simpatizzante della Reggina e non potrebbe essere altrimenti perchè quel gol al Granillo mi ha portato fortuna, rendendomi famoso e indimenticabile tra i  tifosi dell’Hellas”.