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Calcio: la storia di Brescia-Reggina

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Dopo la bella vittoria casalinga a spese del Varese, la Reggina, in serie positiva da quattro turni con un pari e tre vittorie, è attesa dall’ostico impegno in casa del Brescia. La compagine allenata dall’ex Scienza ha 16 punti, a due lunghezze dalla zona play off ed è in netta flessione dopo un buon inizio di torneo, come testimoniano le tre sconfitte consecutive da cui proviene, l’ultima rimediata sul campo del Grosseto (2-0) e i due punti conquistati negli ultimi cinque turni.

I precedenti tra Brescia e Reggina sono 16, 12 in serie B e 4 in serie A, il bilancio parla nettamente a favore dei padroni di casa che hanno collezionato 6 vittorie, i pareggi sono 9 mentre la Reggina è riuscita a violare il “Mario Rigamonti” soltanto in un’occasione.

Il primo incrocio risale al campionato di serie B 1968/1969, quando gli amaranto impattano per 1-1 contro le rondinelle, per i ragazzi guidati da Armando Segato va segno Vallongo.

Nella prima metà degli anni ’70, Brescia – Reggina diviene un appuntamento fisso del campionato cadetto. Nell’annata 1970/1971 la partita in terra lombarda termina ancora 1-1, il goal della Reggina è firmato da Sonetti, che dopo molti anni siederà sulla panchina bresciana. Nella stagione successiva si impone la Leonessa con un netto 3-1, inutile la rete dell’amaranto Sali. Nel torneo cadetto 1972/1973 la Reggina di Guido Mazzetti, alla quartultima giornata, ottiene a domicilio del Brescia un buon pareggio senza reti . Nella stagione 1973/1974 si gioca sul neutro di Piacenza, dove le rondinelle rifilano un netto 3-1 all’undici amaranto targato Moschino, il cui unico marcatore è Bonfanti.

Gli amaranto si ripresentano a Brescia dopo 15 anni, nel campionato 1988/1989. Gli uomini di Scala, dopo l’autorete di Sasso a due minuti dall’inizio del match, riescono a raggiungere il pari grazie a Raggi al 19’. L’anno dopo si ripete il medesimo risultato, 1-1, firmato questa volta da Altobelli all’8’ per i padroni di casa e da Paciocco al 29’ per la squadra di Bruno Bolchi. Nel campionato successivo, con Ciccio Graziani allenatore, ancora parità, questa volta per 0-0.

Dopo qualche anno di pausa, Brescia-Reggina ritorna nella stagione 1995/1996. E’ la giornata numero 33, entrambe le compagini sono impegnate nella lotta per non retrocedere, ma nessuna delle due riesce ad imporsi e ne viene fuori un pareggio. I ragazzi guidati da mister Zoratti si portano in vantaggio grazie alla realizzazione dell’attaccante Alex Visentin al 50’, poi ci pensa Neri per le rondinelle a rimettere a posto le cose al 74’. A fine stagione entrambe le formazioni riescono ad evitare il declassamento.

Un anno dopo è la compagine del presidente Corioni, lanciata verso la A, che infatti arriverà a fine stagione, ad avere la meglio sulla Reggina, seppur di misura. Il collettivo amaranto pare viaggiare meglio tra le mura amiche che lontano da casa e questa impressione viene confermata anche in Lombardia, infatti i ragazzi di Guerini soccombono a causa della marcatura del subentrato Campolonghi.

Nello storico torneo 1998/1999 arriva l’unica vittoria della Reggina in terra lombarda. Gli amaranto si presentano a Brescia, contro una diretta concorrente per la promozione in serie A, senza il bomber Artico, squalificato, ma sale in cattedra Davide Possanzini, autore di una doppietta tra il 13’ e il 44’. Nella ripresa però i ragazzi di Gustinetti subiscono il ritorno della compagine di Silvio Baldini che perviene al pareggio in nove minuti, tra il 60’ e il 69’, per merito del difensore Mero e dell’ex, nonché reggino di Palizzi, Ciccio Marino. Ma la Reggina non ci sta e al 75’ si riporta definitivamente in vantaggio grazie a Ciccio Cozza il quale, dopo una strepitosa cavalcata solitaria, fa partire un destro da fuori area che non lascia scampo a Pavarini (che vestirà l’ amaranto 5 anni dopo). Grande festa in città che sente sempre più vicina la A nonostante alla fine manchino ancora 8 giornate.

Totalmente da dimenticare, invece, la prima sfida in serie A, nel torneo 2000/2001, quando il Brescia si impone con un largo 4-0. I primi 45’ si concludono con la squadra di Mazzone in vantaggio grazie ad Antonio Filippini, poi nel secondo tempo le rondinelle dilagano con i centri di Petruzzi, di Roberto Baggio, in estate corteggiato dal presidente Foti, su rigore e dell’albanese Tare.

Nella stagione 2002/2003 la Reggina di mister De Canio sfiora il risultato positivo in casa della Leonessa. Padroni di casa in avanti al 61’ con Roberto Baggio, che ribadisce in rete il rigore, concesso per presunto fallo di Vargas sul Divin Codino, respinto da Belardi. Una bella rete di David Di Michele al 72’ pare interrompere la serie negativa amaranto in casa bresciana, ma quando il punto sembrava ormai cosa fatta, a tre minuti dal termine Petruzzi, difensore con il vizio del goal alla Reggina, timbra il successo della banda di Mazzone.

L’anno dopo è l’anno del pirotecnico 4-4 tra Brescia e Reggina. In un’irripetibile girandola di goal e di emozioni, i padroni di casa aprono le danze con Di Biagio al 10’. I ragazzi di Colomba prima pareggiano con Nakamura al 24’ dal dischetto, poi Bonazzoli firma il sorpasso al 39’. Nella ripresa Caracciolo e Antonio Filippini, nel giro di sessanta secondi, al 52’ e al 53’, ribaltano la situazione, ma la Reggina effettua il controsorpasso per merito delle reti di Sottil al 62’ e ancora di Nakamura al 73’, quindi a tre minuti dalla fine ancora Petruzzi, alla terza rete contro la Reggina, firma il definitivo 4-4.

Il “Rigamonti” si conferma terreno difficile per la Reggina anche nel campionato 2004/2005. Il match, in programma alla trentatreesima giornata, infatti si conclude con il successo del Brescia per 2-0, che comunque a fine stagione precipita in cadetteria. Entrambe le realizzazioni del team allenato da Alberto Cavasin arrivano nella seconda frazione di gioco, i marcatori sono Di Biagio al 47’ e Stankevicius al 76’. Da segnalare, tra le file amaranto, l’esordio in A di un giovane della Primavera, un certo Simone Missiroli, mandato in campo da mister Mazzarri all’86’ in sostituzione del portoghese Esteves.

L’ultimo incrocio risale al torneo cadetto edizione 2009/2010. La Reggina di Breda, in serie positiva da quattro turni, riesce a cogliere un buon punto al cospetto delle quotate rondinelle guidate da Beppe Iachini, che dopo i play off potranno festeggiare il ritorno nella massima serie. La Reggina gioca un po’ troppo chiusa e si affaccia poco in avanti, sono i padroni di casa ad avere le migliori occasioni, in particolar modo con l’ex Possanzini, che nel primo tempo centra la traversa in rovesciata, e Caracciolo. Proprio un colpo di testa di quest’ultimo nei minuti di recupero chiama alla grande parata l’estremo difensore amaranto Pietro Marino, che sventa la minaccia e blinda lo 0-0.

Due gli ex dell’incontro: Scienza, allenatore del Brescia, e Bonazzoli, attaccante della Reggina.

Giusepe Scienza ha giocato per un anno, stagione 1990/199, tra le file della Reggina. Prelevato dal Catania, il centrocampista classe 1966 mise insieme, sotto le gestioni Cerantola e Graziani, 36 presenze impreziosite da 4 centri, che purtroppo non servirono ad evitare la retrocessione in C1. Appesi al chiodo gli scarpini, il mediano di Domodossola diventa allenatore mettendosi in luce con Legnano e Viareggio, il suo nome viene anche inserito nella lista dei papabili successori di Atzori, ma alla fine Foti sceglie Breda e Scienza si accasa al Brescia.

Emiliano Bonazzoli, infine, è cresciuto proprio nel settore giovanile del Brescia, squadra con la quale ha esordito in serie B nella stagione 1996/1997. Nelle due annate successive gioca con la maglia delle rondinelle, rispettivamente, 12 partite in serie A e 5 in cadetteria, prima del prestito al Cesena nel gennaio del ‘99. L’ultima stagione con la maglia del Brescia, in serie B, è datata 1999/2000, durante la quale scese in campo 35 volte e mettendo a segno 10 reti.

Antonio Modafferi