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Calcio – Reggina, Amoruso: “Ricomincio da Reggio, casa mia…”

amoruso_nicolaUno dei calciatori più importanti della storia della Reggina torna in amaranto. Il riferimento è naturalmente a Nicola Amoruso che, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, assume il ruolo di coordinatore del settore giovanile.

Amoruso ha rilasciato al sito ufficiale della società amaranto (Regginacalcio.com) l’intervista  che vi proponiamo di seguito:

Nicola, bentornato. Dov’eravamo rimasti?

Voglio subito salutare tutti i nostri tifosi, mi hanno fatto sentire come uno di loro, è come se non fossi mai andato via. Il nostro legame non si è mai interrotto e continuerà nel tempo.

 

Cos’hai pensato, entrando nuovamente a Casa S.Agata?

E’ stato un insieme di sensazioni bellissime. Erano tre anni che non tornavo. Il Sant’Agata, il Granillo, la città, rivivendo questi luoghi mi sono emozionato. Il nostro centro sportivo è il segreto del club. Qui condividi le emozioni della settimana e scolpisci ogni tuo successo. Ogni angolo mi comunica qualcosa, le foto che ci sono dappertutto qui non fanno altro che riaprire quel mondo di ricordi che è ben presente nella mia mente e nel mio cuore.


Anni pregni d’emozioni e successi, ma qual è il primo ricordo in assoluto che leghi alla Reggina?

Il primo risale proprio alle origini del mio rapporto con il club. Arrivavo dal Messina e, considerata la fortissima rivalità che conoscevo tra le due realtà, avevo un po’ di timore. Non sapevo come mi avrebbe potuto accogliere la gente, a maggior ragione perché arrivavo in condizioni fisiche imperfette. Invece il pubblico mi ha aspettato, con il presidente c’è stata subito grande empatia: questo affetto è stato decisivo, ne sono certo.

 

Che significato ha la maglia che tieni in mano, in questo momento?

Questa maglia, l’ho detto più volte e rischio di esser ripetitivo ma non dico altro che la verità e racconto le mie emozioni, è la più importante della mia vita: ho girato tanto ed ho vestito maglie prestigiose come quella della Juve, del Napoli, della Samp. Quella della Reggina, però, è assolutamente unica. E’ quella che indossato con maggiore gratificazione, con un’identificazione ineguagliabile, mi sono sentito partecipe dei sentimenti di una città e di un club, è stato fantastico. Anche le sofferenze, le difficoltà incontrate, il sudore non hanno fatto che accrescere la gioia che abbiamo condiviso.

 


Pochi, forse nessuno, come te è riuscito ad imprimersi nella memoria popolare amaranto. Sei una vera e propria leggenda in riva allo Stretto: quanto ha influito il legame con la gente in questa tua scelta?

Oltre al rapporto con il Presidente ed il Direttore, la scelta è stata indirizzata anche dal mio guardare alla Reggina non solo come un’opportunità lavorativa ma qualcosa di assai più intenso. Conosco la filosofia di questo club, appena c’è stata l’opportunità mi sono fiondato qui per mettermi a disposizione. E’ stata una scelta di vita, di emozioni. Reggio e la Reggina sono casa mia. La passione continua: finita quella in campo inizia quella in questa nuova veste. Voglio regalare ai ragazzi il mio entusiasmo rivivendo insieme a loro quella che è stata la mia esperienza nel settore giovanile.

 

 

Coordinatore dell’attività agonistica del settore giovanile, com’è nato questo tuo nuovo incarico?

  • La Reggina è già un vero e proprio esempio in quanto a programmazione, un’eccellenza assoluta nella cura del settore giovanile. Ecco, il club ha iniziato un percorso volto alla valorizzazione della qualità. La Reggina vuole integrare la propria metodologia di lavoro, che il tempo ha detto esser già vincente, con l’obiettivo di privilegiare la tecnica, oltre alla grande identificazione in questi colori ed in questa terra. Vogliamo allenare ragazzi facendoli diventare uomini, innanzitutto, puntando in maniera ancor più decisa sullo spettacolo, su ciò che è il bello del calcio. Quando mi è stato prospettato questo progetto, che dimostra ancora una volta come la Reggina sia innovatrice nel calcio italiano, ho subito detto di sì. E’ una sfida stimolante, affascinante, che sposa perfettamente la mia idea di calcio.

 

 

Quali credi siano le qualità indispensabili per potersi confrontare con i ragazzi del settore giovanile?

Ho ben impressi quali siano i sentimenti e magari le difficoltà che possono avere questi ragazzi. Sono prima di tutto consapevole, però, della grande opportunità che hanno. Bisogna indirizzarli e far capire loro che sono nelle condizioni di poter fare il più bel lavoro del mondo e crescere in un ambiente ideale come quello della Reggina. Qui non si guarda solo al giocatore ma puntiamo sull’uomo, sul senso di responsabilità ed identificazione che devono avere. Dietro un buon giocatore c’è sempre un grande uomo, questo fa la differenza tra chi può diventare calciatore e chi non lo diventerà mai. Sarà necessario capire dove ognuno di loro potrà migliorare cercando un confronto che possa metterli a loro agio: la psiche giovanile ha un suo percorso che va seguito, tutelato e rispettato. Devono però esserci delle regole, ed ancor di più dei principi che dovranno assolutamente rispettare.

 

E Nicola Amoruso, cosa pensa di poter dare a questa Reggina?

Sono avvantaggiato perché conosco il modo in cui opera questo club. Dal Direttore a Salvatore Laiacona così come Titti e chiunque si dedica con competenza e passione a questi ragazzi. Il meccanismo è ben avviato, c’è gente preparata che ama questo lavoro e non a caso moltissimi dei ragazzi che oggi abbiamo in prima squadra sono passati e sono stati forgiati da questa struttura. Arrivo qui con umiltà ed entusiasmo, sicuro di poter mettere la mia esperienza a disposizione di tutti potendo esser un punto di riferimento importante per far capire loro che questa è l’occasione della vita.

 


Da grande ex attaccante, che giudizio dai al reparto avanzato amaranto, oggi il più prolifico della Serie bwin?

Eccellente. Penso che la Reggina possa contare su un attacco strepitoso per quello che è un campionato di Serie B. Devo partire necessariamente da Emiliano Bonazzoli che è un vero e proprio lusso per la categoria, importante in campo con le sue giocate e fuori dove è un vero punto di riferimento per il gruppo. Indipendentemente dal numero di gol, il capitano è fondamentale per questa squadra. Campagnacci mi ha stupito, ha il piglio e le doti giuste per diventare un calciatore importante. Su Ceravolo c’è un aneddoto. L’anno scorso eravamo insieme a Bergamo e gli avevo detto che doveva trovare il modo per disputare una stagione con regolarità. Quando si è presentata l’opportunità della Reggina sono stato il primo a dirgli che era la giusta occasione per fare quel salto di qualità cui lui può aspirare. Stesso discorso vale per Missiroli, autentico talento, che può e deve affermarsi nel massimo campionato. Simone è un ragazzo serio ed un giocatore valido, ha soltanto accarezzato i palcoscenici più prestigosi ma sono sicuro possa calcarli con regolarità. La Reggina, poi, può contare su elementi di grande prospettiva, che mi hanno impressionato in questi giorni in allenamento, da Alessio Viola a Ragusa, così come Sarno.


Un sogno ed una promessa ai tifosi amaranto…

Di sogni, ora che sono arrivato qui, direi che se ne è già avverato uno. Ce ne sono ancora tanti, il primo è quello di poter vedere i ragazzi della Reggina realizzarsi ed arrivare ad alti livelli: so che l’esperienza del settore giovanile è qualcosa che ti porti dentro per tutta la vita, spero per loro possa essere una delle più importanti e formative. La promessa? Oggi non mi si chiede più di far gol, il mio gol più bello sarà poter dare consigli utili e confrontarmi con questi ragazzi che indossano la nostra maglia.