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Calcio – Reggina, Pietro Marino: “Abbiamo mantenuto l’intelaiatura dell’anno scorso e possiamo fare bene”

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di Pasquale De Marte – Pietro Marino è tornato alla base. Dopo l’esperienza al Cosenza è tornato a vestirsi d’amaranto con la maglia della sua città.
“A livello di squadra non è stata una bella esperienza, perchè alla fine siamo retrocessi, anche a causa dei punti di penalizzazione. A livello personale, invece, è stata un’esperienza positiva, mi serviva giocare e andando lì ho trovato spazio.  Sono stato penalizzato, l’anno scorso, dall’infortunio che ho avuto in ritiro con la Reggina, era anche giusto che andassi a giocare”.

Marino  vuole approcciarsi nel migliore dei modi al prossimo campionato: “Io mi alleno al massimo, poi le scelte le fa il mister.  Puggioni è un esempio da seguire. Come ogni portiere io ho dei pregi o dei difetti: magari me la cavo bene sulle palle alte e sono molto tranquillo in campo, ma allo stesso tempo posso avere qualche difficoltà per la mia altezza. Bisogna lavorare, perchè c’è sempre da migliorare. “
Inevitabile fare il punto della situazione sul lavoro che gli amaranto stanno svolgendo nel secondo ritiro del precampionato per poi proiettarsi alla stagione 2011/2012: “A Brusson faceva fresco, qui ci stiamo abituando alle temperature che troveremo a Reggio e preparando all’incontro di Coppa Italia. Il mister sta cercando di dare minutaggio a tutti, in modo da arrivare nelle migliori condizioni alla prima uscita stagionale. Ci aspetta una serie B strana. Ci sono squadre forti come Torino, Sampdoria e Padova, ma allo stesso tempo trasferte difficili come Gubbio, Castellammare di Stabia e Nocera. Si può ripetere l’ottima passata stagione, perchè abbiamo mantenuto l’intelaiatura della passata stagione. Sono andati via Acerbi e Costa, sono arrivati altri ragazzi nuovi”


Il portiere è un prodotto del settore giovanile amaranto ed è originario di Gallina, zona collinare della città dello Stretto da cui, negli ultimi anni, sono arrivati al professionimo diversi giovani calciatori tra cui Simone Missiroli: “E’ difficile trovare tre-quattro giocatori di uno stesso quartiere che giocano a buoni livelli.  Questo fa piacere ed  è una grande cosa per l’intero rione”.
Una battuta sulla scelta di tornare a provare la difesa a tre dopo aver  disputato le prime amichevoli con lo schieramento a quattro:  “Per un portiere, secondo me, cambia poco. Spesso ho giocato con la difesa a tre, credo che il mister abbia cambiato in base alle caratteristiche della rosa”.
Infine, un pensiero da affidare ai microfoni di Radio Touring: “Un saluto alla mia ragazza, Mary, e ai miei genitori”.