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Reggina, Breda si ri-presenta: “Riprendo un lavoro lasciato a metà”

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di Pasquale De Marte- Roberto Breda al Centro Sportivo S.Agata, dodici mesi dopo.    L’ex tecnico della Salernitana torna lì dove per due anni e mezzo è stato alla guida

della Primavera prima di prendere le redini di una prima squadra allo sbando, portata poi in salvo e lontana dall’incubo Lega Pro.

Parole importanti quelle prenounciate da Breda nel giorno della sua presentazione che, di fatto, rappresenta il primo evento ufficiale della stagione 2011/2012, spaziando su vari argomenti: dal mercato al modulo, passando per quella che dovrà essere la mentalità della squadra.
RITORNO ALLE ORIGINI “Ho lasciato un lavoro a metà, il mio orgoglio ed i miei sentimenti mi hanno spinto  – prosegue  Breda – a volerlo completare e quest’anno ne ho l’opportunità. Conosco l’ambiente, i ragazzi e soprattutto ho una cosa in comune con la Reggina: l’amaro in bocca per la fine della passata stagione. Questa rabbia dovrà essere trasformata in motivazioni perchè la B è un campionato lungo e difficile”.
OBIETTIVI “Il nostro obiettivo sarà riuscire a coniugare obiettivi patrimoniali e sportivi. Dobbiamo avere le idee chiare, voglia e determinazione.  Vogliamo far si che la gente venga in massa allo stadio. A questo punto, però, è inutile dire se vogliamo arrivare primi o secondi, quello che conta sarà vivere ogni partita come se fosse una battaglia”.
MERCATO E MODULI “La nostra è una rosa competitiva.  Non voglio togliere meriti a nessuno, ma credo che nessuno sia indispensabile. Sarà fatta un’analisi assieme alla società. Il modulo?  Faremo la scelta solo  quando avremo definito l’organico, perchè le idee possono cambiare in corsa”.
EX ESTERNI  D’ATTACCO DELLA SALERNITANA“E ‘ già arrivato Ragusa che fino ad ora ha dimostrato di saper giocare bene da attaccante esterno, ha grandi qualità.  Fabinho? C’è stato un confronto, abbiamo un’idea. Anche lui ha un ottimo potenziale”.
STRATEGIA – “L’anno scorso alla Salernitana avevamo un mix di gioventù ed esperienza, abbiamo vissuto una stagione particolare, dove a fare la differenza è stato un gruppo straordinario, dove tutti hanno messo da parte egoismi e esigenze individuali e perciò, anche quest’anno, sarà importante il gruppo. Non dobbiamo avere paura di nessuno, affrontando gli avversari settimana dopo settimana.    Occorre diventare una squadra e il Novara insegna che lavorando sulla compattezza e sull’identità nessun avversario è imbattibile”.