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Calcio, Reggina:Scienza, l’allenatore che sa lavorare con i giovani

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di Pasquale De Marte – E’ Beppe Scienza, in queste ore, il nome più caldo per la panchina della Reggina.   Nato  a Domodossola il 14 ottobre del 1966, ha avuto un’importante carriera da centrocampista con le maglie Foggia, Catania, Reggina, Reggiana, Torino, Venezia, Piacenza, Cesena e Pro Patria.

GLI INIZI DA ALENATORE – Ha iniziato a lavorare da tecnico proprio nelle giovanili della società di Busto Arsizio, continuando quest’avventura per due anni a Novara e per un ulteriore biennio a Torino, dove ha guidato la Primavera.

LEGNANO – La prima esperienza tra i professionisti di Scienza è a Legnano (stagione 2009-2010), nella Seconda Divisione della Lega Pro. Il risultato è straordinario, perchè l’essere arrivati a un passo dalla promozione (finale playoff persa con lo Spezia) con la formazione “lilla” diventa un miracolo se si considera che la squadra smise di percepire stipendi a ottobre.  Il tecnico piemontese riuscì a gestire la situazione come in pochi sarebbero riusciti a fare, sfiorando un capolavoro con tantissimi giovani in rosa.

VIAREGGIO – L’impresa  non passa inosservata, tant’è che il Viareggio lo sceglie per guidarlo alla salvezza nella ex serie C1.  L’obiettivo  per certi versi è forse ancor più proibitivo della stagione precedente,  riuscire a portare in salvo una squadra con un’età media che non raggiunge i 22 anni.
Il traguardo prefissato  viene raggiunto attraverso i playout vinti contro il Cosenza.  In campo per la compagine toscana al ritorno c’erano addirittura otto under 23 e un ’87.

IL MODULO – A Legnano ha alternato 4-4-2, spesso vicino ad essere un 4-2-4, e il 4-3-3, che ha utilizzato anche a Viareggio assieme al 4-2-3-1.
La Reggina negli ultimi anni ha fatto le cose migliori con la difesa a tre.  Ficcadenti, Pillon e Novellino hanno provato a utilizzare quella a quattro, con scarsi risultati, tant’è che per tutti e tre l’esperienza a Reggio è culminata con un esonero.  E’ vicnissimo, però,  l’esempio di Gianluca Atzori che, pur avendo utilizzato quattro difensori sia a Ravenna a Catania, ha scelto di privilegiare quello che è l’assetto difensivo storico della squadra amaranto.

GIOVENTU’- In passato ha dichiarato che la sua squadra ideale è composta da tanti ragazzi a cui devono aggiungersi quattro o cinque elementi esperti e di categoria, chiamati ad essere la solida base di un progetto..L’attitudine a lavorare con i giovani è indubbiamente un punto a  favore di Scienza nella corsa alla panchina della Reggina. La società amaranto ha infatti intenzione di continuare a puntare sul settore giovanile, sulla scia dell’ottima stagione appena conclusa.

L’ormai ex tecnico del Viareggio è seguito anche dal Grosseto, mentre la società amaranto sta valutando anche altri nomi, primo fra tutti quello di Roberto Breda, tecnico della Salernitana.
La prossima sarà una settimana di valutazioni e di incontri per iniziare a capire chi guiderà la Reggina nella prossima stagione.