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Calcioscommesse: perchè la Reggina è davanti al Varese

seriebwin
di Giusva Branca
– Nessuno, fino ad ora, si era mai occupato di fissare i criteri per stilare, alla fine di ogni campionato in cui si disputino i playoff,

la classifica finale della stagione. Semplicemente non serviva; una volta chiarito chi fosse promosso e chi no, la cosa

 

non aveva senso.
Ciò avrebbe fatto inorridire gli americani, inventori dei playoff  poi trasportati di peso in un torneo europeo o comunque non “yankee” come il calcio, ma tant’è.
Il problema, ora, irrompe letteralmente – e con i crismi della massima urgenza – per il torneo di serie B di calcio.
Ricapitoliamo: Atalanta e Siena sono state promosse in A, Novara, Varese, Padova e Reggina (in ordine di classifica di stagione regolare) hanno acquisito il diritto a disputare i playoff.
La finale sarà Novara-Padova e per comodità ipotizziamo che la vinca la squadra piemontese (ai fini del ragionamento che andremo a sviluppare non cambia nulla, ma è più facile da comprendere).
Il regolamento dei playoff indica che, per semifinali e finali sia ritenuta vincente la squadra che, nell’arco delle due partite, di andata e ritorno, totalizzi il maggior numero di punti; in caso di parità, anche di differenza reti, soccorre la classifica della stagione regolare (in finale dopo i supplementari aggiuntivi).
Insomma è evidente che il playoff genera un mini-torneo con dinamiche a sé e che solo in caso di parità totale e reiterata (numero di punti, differenza reti), si debba fare ricorso alla classifica del campionato, in via del tutto sussidiaria.
La cosa non è di poco conto, perché, alla luce delle inchieste sul calcio scommesse, Atalanta e Siena rischiano grosso e potrebbero liberarsi due posti da assegnare per la prossima serie A.
La domanda è facile, la risposta sembra esserlo altrettanto, ma a ben pensarci non lo è affatto; ipotizziamo, come detto, che il Novara vinca la finale e che venga retrocessa  una prima squadra tra Atalanta e Siena.
Domanda: quale squadra viene ripescata? La risposta, istintiva, è: il Padova, perdente della finale. Bene, quindi la squadra che sarebbe seconda nella mini-classifica del playoff (Novara, ipoteticamente vincente della finale, primo, Padova secondo, Reggina terza con due punti frutto di altrettanti pareggi e Varese quarto con un punto, figlio di un pareggio e una sconfitta).
Domanda successiva: e nel caso in cui le squadre retrocesse (e di conseguenza i posti da coprire) fossero due, quale sarebbe la seconda squadra a beneficiare? La risposta, anche qui istintiva, dei più è: il Varese, meglio piazzata in campionato rispetto alla Reggina.
Ma proprio qui casca l’asino: o si ritiene il playoff una estensione della stagione regolare, e allora non sarebbe il Padova ad essere ripescato per primo, ma toccherebbe, in prima battuta addirittura, al Varese, o, invece,si considerano i playoff un campionato a parte che fa classifica a sé ed allora l’ordine (sempre nell’ipotesi in cui il Novara vinca la finale, altrimenti basta invertire l’ordine tra squadra piemontese e veneta) è il seguente: Novara, Padova, Reggina, Varese, con conseguente ripescaggio (che tecnicamente non è tale, ma solo una rimodulazione della classifica finale), in caso di retrocessione sia di Atalanta che di Siena, della società di Lillo Foti.
A chi scrive pare che, per spirito di regolamento (la sussidiarietà estrema del ricorso alla classifica di campionato solo in caso di parità di tutti i parametri relativi al playoff), per fatti concludenti (il playoff azzera ammonizioni e diffide) e anche per anima del concetto di playoff, mutuata da altri sport, per la classifica finale la stagione regolare debba fare riferimento solo in caso di estrema sussidiarietà, visto che il playoff nasce proprio con lo spirito di dare, attraverso le sue partite, la possibilità di modificare la classifica maturata al termine della stagione regolare. Fin qui questo concetto è stato accettato (perché questo serviva) solo per la squadra promossa che, teoricamente, può essere promossa, da terza nella classifica finale del torneo, pur essendo giunta, ad esempio, quinta nella stagione regolare.
Il medesimo principio deve essere esteso a tutte le squadre del playoff e, dunque, se tra le due semifinalisti perdenti, una porta a casa due punti e l’altra uno, ciò genera una classifica all’interno del playoff che muta la classifica della stagione regolare.
E così, ad esempio, il Varese, quarto in stagione regolare, viene scalzato dal quarto posto dal Padova (ipotetico perdente della finale, non ce ne voglia, è solo un esempio), ma anche dal quinto dalla Reggina, meglio piazzata nei playoff.
A questo pasticcio deve mettere urgentemente un punto il Consiglio federale, probabilmente già nella riunione di domani per integrare un enorme buco di regolamento e, soprattutto, lo deve fare prima delle sentenze e anche delle ulteriori risultanze istruttorie.
In caso contrario e, comunque, probabilmente a prescindere da tutto, il Tar incombe…