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Mi chiamo Davide Dionigi, ho giocato al calcio…

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di Giusva Branca – La voce è calda come un tempo, la domanda è sempre la stessa: “Ma la gente cosa dice? Mi vuole bene ancora?”.
A parte i ricordi del passato

il “vecchio” Davide Dionigi non c’è più, o – almeno – è una copia sbiadita: “Nella vita si cambia, si cresce, comunque ci si trasforma ed io di quel ‘cavallo pazzo’ non ho più niente, anche se ogni passaggio è necessario per diventare ciò che si è”.
E allora pensi di aver sbagliato numero, se non fosse per il tono confidenziale immutato a dispetto degli anni.
Il Davide Dionigi tutto istinto (e non solo per il gol) ha lasciato spazio ad un uomo riflessivo e sereno che, alla prima esperienza in panchina, è andato ad un soffio dall’impresa portando il Taranto vicinissimo ad una finale di playoff per la promozione in serie B che, ipotizzata al momento in cui Dionigi rilevò il tecnico che lo ha preceduto, somigliava più ad una solenne ubriacatura che ad una chimera.
Quattromila tarantini hanno applaudito lungamente la squadra beffata all’ultimo minuto (come la Reggina) a Roma e, nell’amarezza, ciò costituisce, per Davide, una soddisfazione enorme: “Ho preso una squadra allo sbando e, soprattutto, ho regalato loro fiducia, giorno dopo giorno, puntando sui giovani”.
Il futuro chiama e il tam-tam che vuole Dionigi ad un passo dal sedersi sulla panchina amaranto non si ferma; il ds amaranto, Simone Giacchetta, compagno di squadra di Davide in occasione della sua prima esperienza in amaranto, appena 21enne (capocannoniere del torneo cadetto con 24 gol) nella stagione 1995/96, frena gli entusiasmi ma, in fondo, ne giustifica l’esistenza sottolineando “il gran lavoro svolto da Dionigi a Taranto” ed il fatto che “lo stiamo seguendo da un po’”.
Per parte sua Dionigi rimarca non solo il suo affetto smisurato nei confronti della Reggina e della città di Reggio, ma anche “il rapporto fraterno che mi lega al Presidente Foti, con il quale ci sentiamo numerose volte durante l’anno per confrontarci, scambiarci idee e suggerimenti”.
Sul piano operativo, però, ancora è presto per giudicare definita la trattativa, rispetto alla quale va considerato che i playoff sono terminati (malamente, come visto) sia per la Reggina che per il Taranto da poche ore e che Dionigi è comunque legato alla società pugliese da un contratto triennale, pur se le richieste anche da altre società di B non sono mancate.
Foti e Dionigi hanno già affrontato, nelle settimane passate, l’ipotesi che potrebbe portare il bomber sulla panchina amaranto, ma , fin qui, in maniera del tutto teorica.
I giorni che verranno daranno risposte circa la praticabilità effettiva dell’operazione per la quale, tuttavia, c’è già il pieno gradimento di Dionigi e l’interesse di Foti e Giacchetta, entrambi convinti estimatori del tecnico reggiano.
L’idea intriga un po’ tutti e, probabilmente, regalerebbe nuovo entusiasmo ad una piazza che pare pronta a scaldarsi nuovamente.
E, come l’esperienza insegna, il ferro va battuto quando è caldo…