Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Calcio. Reggina, l’impresa è ancora possibile

Calcio. Reggina, l’impresa è ancora possibile

di Pasquale De Martehttp://www.meteoweb.it/images/reg-nov2611/2.JPGLa Reggina spera ancora. Non è andata come doveva, come poteva, perchè risultato finale è l’unico tassello che è mancato alla festa vista giovedì sera al Granillo.
Lo stadio pieno carica i giocatori, ma non fa risultati o punti.  Contro Il Novara è andata in scena una gara equilibrata, per sbloccarla sarebbe stata necessaria la giocata del singolo, che non è arrivata.
Forse serviva maggiore personalità nell’andare a cercare la conclusione dalla distanza o nel tentare il passaggio decisivo, ma avere una squadra giovane comporta anche che ci sia un minimo di soggezione davanti a una cornice di pubblico come quella vista nella semifinale d’andata dei playoff.
Il vantaggio, scaturente dalla migliore posizione in classifica, ha messo sin da subito la formazione di Tesser nelle condizioni di fare quello che gli riesce meglio: aspettare l’avversario, giocare corti a protezione della propria area di rigore per poi allungarsi in contropiede  in modo fulmineo con Bertani e Gonzalez.
Qualcuno ringrazia gli dei del calcio per quanto fallito da Rubino negli ultimi istanti di gioco, probabilmente i numi del rettangolo verde hanno semplicemente voluto fare le cose per bene, tenuto conto che subire un gol in quel modo sarebbe stato una beffa troppo grande per la generosità degli amaranto e un premio eccessivo per il Novara, che pur avendo interpretato correttamente la sua partita, aveva tirato in porta solo una volta e da venticinque metri.
La Reggina in casa fa fatica, negli ultimi tempi è andata molto meglio in trasferta ma, va detto, anche al Piola troverà di fronte una squadra che non ha nessun interesse a fare la partita. Occorrerà trovare soluzioni che possano in qualche modo scardinare la solidità difensiva del Novara, una squadra che permette di attaccare e crossare dall’esterno ma che riesce a erigere un muro centralmente, grazie all’ottimo apporto dei due difensori centrali, Lisuzzo e Ludi, coadiuvati dalla copertura di Porcari.
Tesser ha studiato gli amaranto, non è un caso che i cross bassi sul primo palo, autentico marchio di fabbrica della Reggina di Atzori, siano stati tutti intercettati dalla retroguardia azzurra, mentre l’unico suggerimento arretrato, nei primi minuti di gioco, abbia portato Campagnacci a tirare da dentro l’area (conclusione intercettata in scivolata) in solitudine cogliendo di sorpresa la copertura della difesa.
Nel primo tempo si è insistito troppo sulla sinistra con  Rizzato, quando sul lato opposto si è colpevolmente ignorata,al di là dei minuti iniziali, la possibilità di sfondare con Colombo su un Gigliotti, sostituto dell’infortunato Gemiti e apparso meno pronto degli altri a giocare a certi livelli.
Il Novara soffre maledettamente i calci piazzati, eppure sono stati tanti quelli sprecati dagli amaranto.  Da quelli battuti sono derivate soprattutto mischie e una serie di palloni sporchi, su cui i reggini hanno dimostrato scarsa reattività e questo è stato un aspetto sottolineato da Atzori al termine della gara.
Nel complesso la prova è risultata sufficiente, ma perchè l’accesso alla finale non resti un sogno è necessario limare i dettagli, perchè è soprattutto  curando quelli che si costruiscono i grandi risultati.
Come si vince a Novara?  Evitando di soffermarsi su aspetti tecnici o tattici, per fare l’impresa, rispetto a giovedì, occorrerà la massima convinzione nei propri mezzi, maggiore personalità nel giocare il pallone che scotta e una buona dose di attenzione, per evitare che un errore possa compromettere una missione  che non è impossibile. Senza dimenticare la componente principale, la fortuna.