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Reggina: il Novara è temibile, ma Tesser si preoccupa degli amaranto

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di Pasquale De Marte – Reggina-Novara, meno due. Un crogiolo di sensazioni uniche, emozioni che si mischiano a tensioni nel nome della passione. Difficile definire diversamente i playoff.

Dentro o fuori, il gioco degli spareggi promozione è una roulette in cui la pallina ruota in modo impazzito. Chi vive di calcio sa convinvere e confrontarsi con l’imponderabilità, ma a bocce ferme deve pianificare come se questa non esistesse, come se un ciuffo d’erba o una deviazione non potessero sovvertire l’esito di un match, come se il manto erboso fosse una scacchiera.

Reggina-Novara sarà 3-5-2 o con 4-3-1-2.

Il Novara è un collettivo collaudato, si sa. Basta che salti un tasssello per far saltare il mosaico, o forse no. In riva allo Stretto l’augurio è che la prima ipotesi possa rivelarsi quella giusta, perchè Tesser dovrà fare a meno di Giuseppe Gemiti, il terzino sinistro italotedesco che sicuramente non ci sarà all’andata (Gigliotti al suo posto ?) e solo con un miracolo potrebbe essere disponibile per domenica.

A destra ci sarà Morganella che non è stato convocato dalla selezione svizzera under 21. Pablo Gonzalez è recuperato ed arruolabile per la gita nella “città dei Bronzi”. Assieme al suo “gemello” Bertani, è ovviamente lo spauracchio numero uno. Ma attenzione agli inserimenti di Motta, all’estro di Rigoni, all’intelligenza tattica di Porcari davanti alla difesa e alla duttilità tecnica di Marinini, per un centrocampo a rombo che merita il massimo rispetto.

A completare l’undici ci sono i due difensori centrali: Lisuzzo e Ludi. Pochi nomi (Pinardi non fa parte dei titolari) dunque, ma tanta sostanza abbinata alla esperienza maturata nelle categorie inferiori, senza dimenticare che l’età media dei piemontesi è una delle più alte della cadetteria. Potrebbe essere spiegabile anche così il brusco calo avuto nel girone di ritorno, ma è meglio non fidarsi, perchè se dovessero tornare a giocare con i ritmi della prima parte della stagione la “pratica Novara”, per la Reggina, diverrebbe assai più complicata.

Sia all’andata che al ritorno e con la pesantissima assenza di Emiliano Bonazzoli , la Reggina ha messo in seria difficoltà la squadra di Tesser. A novembre i lanciatissimi azzurri trovarono una vittoria poco limpida in termini di gioco, ad aprile subirono la migliore condizione fisica e mentale degli amaranto, rimediando una sconfitta abbastanza netta, al di là dello striminzito uno a zero finale.

Non è un caso che Tesser abbia dichiarato: “La Reggina, per noi, è la squadra più difficile da affrontare sotto il profilo tattico. Sono una squadra forte e giocheremo in un ambiente caldissimo”

Proprio nella vittoria firmata da Alessio Viola, Atzori schierò la squadra con il 3-5-2 e mandò in campo due attaccanti rapidi come Campagnacci e Danti. Anche giovedì potrebbero scendere in campo entrambi, ma con mansioni diverse. L’ex attaccante del Giulianova ha dimostrato di potere occupare la posizione di mezz’ala e considerata la sofferenza dimostrata dai piemontesi nel contenere le incursioni dei centrocampisti amaranto potrebbe essere lui l’anello di congiunzione tra il centrocampo e l’attacco composto da Bonazzoli e un uomo di movimento. La scelta potrebbe essere dettata dal fatto che, comunque vada, la Reggina dovrà cercare almeno una vittoria nelle due partite e quella del Granillo potrebbe essere l’occasione giusta, senza però rinunciare all’equilibrio, perché il Novara, pur concedendo abbastanza in termini di gioco, in contropiede, sa essere molto pericoloso.