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Calcio: Reggina, regolamenti, spareggi e playoff. Una storia particolare

di Pasquale De Marte – La Reggina ha un rapporto strano con gli spareggi  ed i playoff, lo ha ancor di più con i regolamenti e con la loro evoluzione.

Nel 1988 gli amaranto superarono per 2-0 la Virescit a Perugia nello spareggio tra la terza del girone A la terza del girone B, fu un caso unico visto che in quella stagione ci fu l’allargamento dei quadri della Lega Calcio e per la formazione dello Stretto con quella vittoria si aprirono le porte della serie B..
E’ vero, con i criteri di oggi, lo spareggio per la serie A di Pescara nel 1989 non si sarebbe neanche disputato, ma visto come andò a finire, al di là dell’emozione di una trasferta oceanica (venticinquemila reggini in Abruzzo), forse si sarebbero versate meno lacrime di quante non siano sgorgate dagli occhi tristi di tifosi che videro sfumare un sogno che si sarebbe avverato a Torino, soltanto dieci anni dopo.
Al quarto posto arrivarono a pari merito Cremonese, Reggina e Cosenza, la classifica avulsa dava il vantaggio ai lombardi con sette punti conquistati nei confronti diretti, seguivano gli amaranto (5) e i rossoblù (4). Oggi in A sarebbe andata direttamente la formazione in cui militavano Rampulla e Lombardo, colui il quale realizzò il tiro decisivo ai calci di rigore.

Altro giro di giostra, dodici anni dopo, altra delusione. Il ricordo del colpo di testa  vincente di Michele Cossato è ancora vivo nell’animo di chi ha la Reggina nel cuore. Quel gol portò gli amaranto in B e il Verona in salvo nel primo spareggio giocato con andata e ritorno. In campionato ci fu un arrivo a tre: Lecce, Reggina e Verona. I salentini si salvarono per aver conquistato dieci punti nei confronti con le dirette concorrenti, un bottino migliore rispetto ai quattro della Reggina e a quello magrissimo del Verona (1). Inutile sottolineare come oggi quello spareggio non si sarebbe neanche giocato, il sapore della beffa, come se non bastasse quel maledetto gol a pochi minuti dal termine, aumenta se si considera che i gialloblù di Attilio Perotti pareggiarono con gli amaranto sul neutro di Catania (1-1) e furono travolti in casa (3-0) con gol di Dionigi, Cozza e Mamede.

Con l’Atalanta, nel 2003, le cose andarono decisamente meglio. L’istantanea più significativa resta quella che ritrae Emiliano Bonazzoli a braccia aperte davanti al settore dei sostenitori amaranto a Bergamo. Arrivarono in quattro a pari punti: Modena, Empoli, Atalanta e Reggina. In quel caso , con il regolamento odierno, gli orobici si salverebbero salvati perchè pur essendo pari in tutto con gli amaranto e quindi in coda alla classifica avulsa a quattro, avrebbero avuto una migliore differenza reti negli scontri diretti. Un calcolo complicato e assai beffardo, ma la storia. per fortuna della Reggina, è stata un’altra.

I playoff rappresentano una realtà leggermente diversa rispetto agli spareggi. Il primo campionato italiano a introdurli, assieme ai playout, fu la serie C1 nella stagione 1993-94. Fu anche la prima e, fino ad ora, unica volta per la società amaranto.

Andò in B il Perugia che stravinse il campionato, alle sue spalle si classificarono Reggina, Salernitana, Lodigiani e Juve Stabia. I reggini affrontarono le vespe campane da favoriti. Al Menti finì 2-0 per la formazione di casa (reti di Talevi e dell’ex Lunerti), al Granillo gli amaranto pareggiarono la situazione con i gol di Cevoli e Mariotto.  Oggi sarebbe finita al novantesimo e con la Reggina in finale a giocarsela con la Salernitana per il vantaggio dettato dalla migliore posizione in classifica (Seconda contro quinta). Quell’anno valevano le normative Uefa per le gare di andata e ritorno con valore doppio del gol in trasferta in caso di parità, vanificando la differenza di quattordici punti espressa dal campionato. Si giocarono i supplementari e, grazie al gol segnato in trasferta da Rivi, il 2-1 mise in cassaforte la qualificazione per la Juve Stabia. Finì 3-2 (Ancora Rivi e Cevoli a bersaglio). La Serie B tornò una realtà soltanto dodici mesi dopo con la vittoria del campionato.

Stavolta, la Reggina da sesta, contro il Novara, dovrà confrontarsi  con un regolamento che, probabilmente giustamente, privilegia chi è arrivato prima in classifica.  Gli amaranto saranno anche la prima squadra in Italia a giocare in trasferta una partita importante come un playoff di serie B su un campo di erba sintetica e non naturale, una superficie a cui la formazione di Tesser è sicuramente più avvezza. E’ solo una sfortunata coincidenza, ma spesso e volentieri le norme cambiano soltanto dopo aver reso le cose più difficili ai colori amaranto o  per renderne più ardua la salita, come la storia insegna. Ad Atzori e ai suoi ragazzi il compito di scollinare entro la fine della stagione.