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Torino-Reggina, dieci precedenti ed un appuntamento con la Storia… Cinque gli ex

di Antonio Modafferi – Dopo il brutto stop casalingo ad opera del Cittadella, la Reggina è attesa dalla difficile trasferta sul campo del Torino nel posticipo della trentaseiesima giornata, in programma lunedì 18 aprile alle ore 20:45.

Il confronto di andata si concluse in parità, per 1-1: amaranto in vantaggio dopo soli cinque minuti, quando Bonazzoli raccoglie di testa un bel cross di Barillà dalla sinistra e batte Bassi, l’ex Bianchi però, otto giri di lancette più tardi, sfrutta una fortuita deviazione di un calciatore amaranto su un tiro di De Vezze e, solo davanti a Puggioni, pareggia. Il Torino attualmente occupa il quinto posto in classifica con 50 punti, è reduce da tre vittorie consecutive ed è prepotentemente entrato in zona play off.

I precedenti tra Torino e Reggina sono 10, 5 in A e altrettanti in B, il bilancio è a favore dei granata che hanno conquistato 6 successi, 2 i pareggi, mentre la Reggina è riuscita ad imporsi in 2 circostanze.

Il primo incontro risale al campionato cadetto 1989/1990. Alla ventinovesima giornata gli amaranto di Bruno Bolchi solo nella ripresa devono arrendersi al cospetto dei padroni di casa, in rete con Lentini al 65’ e Sordo all’85’

Qualche anno più tardi le due squadre si ritrovano di fronte, è la stagione 1996/1997 quando, il giorno prima dell’Epifania, il Torino di Sandreani si impose con un rotondo 4-2, assoluto mattatore l’attaccante granata Marco Ferrante, autore di ben quattro reti nei secondi quarantacinque minuti, che da quel giorno diventerà l’autentica bestia nera della Reggina, per gli amaranto Dionigi su rigore e un’autorete di Mezzano.

Un anno più tardi granata ancora vittoriosi, al trentesimo turno i ragazzi di Colomba vedono interrompersi la serie positiva di sette giornate e devono arrendersi per 2-0, un goal per tempo realizzati da Ferrante e Brambilla.

Quella della stagione 1998/1999 non è una semplice partita per la Reggina, bensì un appuntamento con la Storia. E’ il 13 giugno 1999 e al “Delle Alpi” di Torino la Reggina di Bruno Bolchi, all’ultima giornata del campionato di serie B 1998/1999, è davvero ad un passo dalla massima serie. Contro il già promosso Toro di Mondonico e davanti a ventimila tifosi reggini accorsi in massa nella città della Mole, è Ciccio Cozza al 27’ ad aprire le marcature spiazzando Pastine dal dischetto, al 62’temporaneo pareggio di Ferrante, capocannoniere del torneo con 27 centri, sugli sviluppi di un corner che sembra infrangere i sogni di una squadra, di un popolo, di una città. Ma al 65’ ecco l’attimo fuggente: Pinciarelli lancia per Possanzini il quale, con un tacco, serve Tonino Martino che deposita in rete il pallone che porta la Reggina e Reggio Calabria in serie A, nell’Olimpo del calcio per la prima volta in 85 anni di storia. La pacifica invasione di campo dei tifosi granata e amaranto, uniti in gemellaggio, dopo il fischio finale del signor Bettin di Padova, giunto, adir la verità, con qualche minuto di anticipo, da il via ai festeggiamenti che in città dureranno alcuni giorni…

L’anno dopo, nel primo incrocio nel massima campionato, alla terzultima di campionato sono i granata ad avere la meglio per 2-1, marcatori Galante al 34’, Mohammed Kallon al 75’ dagli undici metri e il solito Ferrante all’82, ma non riusciranno ad evitare la retrocessione.

Torino e Reggina si affrontano nuovamente nella stagione 2002/2003, ancora in serie A ma questa volta sul campo neutro di Reggio Emilia. Per gli uomini di De Canio quella contro i granata, ultimi in classifica, è una ghiotta occasione per centrare tre punti importanti in chiave salvezza ma, sorprendentemente, sono i piemontesi ad imporsi di misura, decisivo il calcio di rigore trasformato da Ferrante dopo dodici minuti di gioco.

Dopo qualche anno di pausa, le strade delle due compagini tornano ad incrociarsi nell’annata 2006/2007, quella della penalizzazione. Accade tutto nella prima parte del secondo tempo: vantaggio amaranto di Bianchi al 48’, quando raccoglie un tiro di Tedesco e trafigge Abbiati, i padroni di casa rispondono prontamente un minuto dopo con l’ex Comotto, che così bissa la marcatura dell’andata, ma al 58’d i nuovo Bianchi, questa volta direttamente da calcio di punizione, sigla il definitivo 1-2 che consente alla banda di Mazzarri di espugnare l’ ”Olimpico”.

Nel campionato successivo la sfida terminò in parità. Seconda giornata, tra le  file dei padroni di casa fa il suo esordio Recoba, ciliegina sulla torta del mercato del presidente Cairo, ma la Reggina di Ficcadenti rompe il ghiaccio intorno alla mezzora con Amoruso, abile a sfruttare una torre di Lanzaro, i piemontesi però pareggiano poco prima del riposo con il calabrese Rosina e in apertura di seconda frazione capovolgono il punteggio con il colpo di testa di Ventola su cross dalla linea di fondo di Lanna, probabilmente però il pallone aveva completamente varcato la linea. Gli amaranto si spingono in avanti alla ricerca del pareggio, Sereni si supera sul calcio piazzato di Barreto ma, ad un minuto dalla conclusione, nulla può su Cozza che, in campo da cinque minuti al posto di Vigiani, realizza una punizione a due in area accordata per l’intervento pericoloso, a gamba tesa, di Natali su Joelson.

L’ultimo match in serie A è della stagione 2008/2009. Seconda di ritorno, si gioca in infrasettimanale e sulla panchina della Reggina siede Nevio Orlandi, tornato al posto dell’esonerato Pillon. Partita brutta tra due formazioni impelagate nei bassifondi della classifica, a vincere è la paura di perdere e ne viene fuori infatti un noioso 0-0.

Nell’ultimo precedente, risalente allo scorso campionato, il Torino sconfigge la Reggina per 2-0. Nell’anticipo dell’undicesima giornata, i granata sbloccano il punteggio al 45’ grazie a Belingheri, che raccoglie una corta respinta di Santos e batte Cassano. Il raddoppio, nella ripresa, è un colpo da campione dell’ex Rolando Bianchi, che al 67’ riceve palla da corner e con una spettacolare rovesciata mette dentro il 2-0 fatale a mister Novellino, che viene infatti esonerato.

Cinque gli ex, due nel Torino, Pagano e Bianchi, e tre nella Reggina, Colombo, Rizzato e Sarno.

Al Toro da gennaio, Biagio Pagano ha giocato nella Reggina nello scorso campionato. Arrivato in comproprietà dal Rimini, l’esterno di centrocampo classe 1983 ha totalizzato 35 presenze e ben 11 reti, mettendosi in luce come una delle poche note liete della disgraziatissima stagione amaranto.

Rolando Bianchi ha indossato la maglia della Reggina per due campionati, nel 2005/2006 e nel 2006/2007. La sua prima stagione fu compromessa dal grave infortunio al ginocchio, rimediato con l’under 21, conclusa con sole 9 partite e una rete (nel derby del 30 aprile 2006 contro il Messina). L’anno dopo invece è uno dei principali artefici, in coppia con Nicola Amoruso, della salvezza nonostante la penalizzazione, con ben 18 goal in 37 partite, a fine stagione viene ceduto al Manchester City di Eriksson per 13 milioni di euro.

Simone Rizzato ha giocato nel capoluogo piemontese per una stagione e mezza. Nel 2003/2004, scese in campo 25 volte senza mai segnare, la stagione successiva, invece, furono solo 5 le partite disputate con la casacca granata, prima del trasferimento, nel gennaio 2005, al Chievo Verona.

Anche Riccardo Colombo ha giocato nella città della Mole per una stagione e mezza. Nel 2008/2009 colleziona 23 presenze ed una rete, l’anno dopo rimane al Toro fino a gennaio, raccogliendo 10 apparizioni prima del trasferimento alla Triestina.

Infine Vincenzo Sarno ha militato nelle giovanili del Torino. Il trasferimento dalla sua scuola calcio di Secondigliano alla società granata per 120 milioni di lire nel 1999 suscitò molto scalpore visto che all’epoca l’ex Pro Patria aveva solo undici anni, richiamando l’attenzione di tutti i media per colui che era stato soprannominato “Maradonino”, tuttavia l’esperienza in Piemonte durò solamente un mese.