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Calcio, Serie B – Cairo scacco alla Reggina: “Zitti e imparate dal Toro”

tratto da www.LaStampa.it – Mille chilometri di tensione: sono già scintille tra Torino e Reggina. Atzori aveva acceso il fuoco sabato dopo l’incontro perso con il Cittadella, criticando duramente la terna arbitrale e chiedendo un trattamento equo per la sua squadra nella trasferta di Torino. Cairo reagisce: «Basta lamentele e recriminazioni, questi sono sfoghi inopportuni». Il presidente granata teme la solita tattica preventiva: lamentarsi per essere risarciti. Un malcostume del calcio italiano. Tra l’altro lui stesso si sente in credito con la classe arbitrale. «Abbiamo imparato sulla nostra pelle a non alzare più la voce – argomenta – anche se da una vita veniamo penalizzati. In passato abbiamo avuto da ridire sulle decisioni degli arbitri, ma non è servito a nulla. Anzi per la mia squadra è stato controproducente».

Torino-Reggina è già cominciata anche se all’attesa sfida mancano ancora cinque giorni. Adesso è guerra di nervi, lunedì la battaglia si trasferirà sul campo: una sfida dal sapore di spareggio tra le due corazzate più accreditate a vincere i playoff e centrare il terzo posto utile a salire in A insieme con le irraggiungibili Atalanta e Siena. Ma il clima ormai è avvelenato, non solo per la posta in gioco molto alta. La reazione vera, il Torino vuole darla sul campo e chiama all’appello il suo popolo decidendo di prolungare le promozione per il settore distinti. L’obiettivo è avere un Olimpico di nuovo pieno e colorato: dodici euro il prezzo del biglietto intero, due per le donne, uno per gli under 16.

Riavvolgendo il nastro del campionato, sembra di essere tornati a dicembre, quando il Siena sbarcò a Torino portandosi dietro il feroce j’accuse di Conte, frustrato dal pareggio in extremis del Novara, nei confronti dell’arbitro Candussio (lo stesso guarda caso di Reggina-Cittadella). Allora finì 1-1, con veementi proteste dei granata contro Tozzi, che espulse Pratali per doppia ammonizione (confondendolo con Di Cesare) nell’azione che poi portò al pareggio di Brienza. Anche Lerda, decisamente scuro in volto, fu cacciato dall’arbitro.

Cairo vede vecchi fantasmi e mette le mani avanti. «Le polemiche non servono a niente – dice il presidente granata rivolto al club calabrese – se non abbiamo più parlato noi, non fatelo voi. Il modo migliore per preparare una sfida così importante è stare zitti». Teme fregature, Cairo, che invece lunedì vorrebbe calare il poker di vittorie consecutive. Il Toro si gioca un match-ball in una partita che può valere sei punti: se batte la Reggina, che tra l’altro sarà priva di Bonazzoli e di Rizzo (espulsi per proteste al termine dell’ultimo match al Granillo) si lascia alle spalle un avversario che negli eventuali spareggi conterebbe soprattutto sul caldissimo fattore campo. Nel caso, meglio il ritorno all’Olimpico, privilegio che verrebbe garantito alla squadra meglio piazzata in classifica contro un avversario che in casa ha rimediato solo due sconfitte: al cospetto di AlbinoLeffe e Cittadella. E fuori si «normalizza». Dal punto di vista del Toro, meglio ancora restare regina senza Reggina, in un gruppo formato da Novara, Varese e Pescara. Belle, entusiaste ma pur sempre matricole.