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Calcio, Acerbi: “Pronto per il Genoa, ma prima voglio la A con la Reggina”

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Intervista tratta da Ilsecoloxix.it. Tre stagioni, tre categorie diverse. Francesco Acerbi, 23 anni da Vizzolo Predabissi, provincia di Milano, si prepara al grande salto in serie A del prossimo anno, quando arriverà al Genoa, provando a conquistarsela già ora sul campo. Da esordiente della serie B, dopo essere stato nominato miglior giovane della Lega Pro, sta infatti guidando la Reggina di Atzori alla conquista dei playoff. Inanellando una serie di prestazioni d’alto livello nella difesa a tre calabrese. Prestazioni che hanno attirato nei suoi confronti l’interesse di parecchi club, tra cui il Genoa. Che lo ha fatto seguire diverse volte e alla fine ha deciso di acquistarlo, sfruttando la corsia preferenziale con il presidente della Reggina, Lillo Foti. Circa 3,5 i milioni investiti dalla società rossoblù, per un acquisto che risulta ora in comproprietà (sito Lega calcio), ma che a giugno, una volta concluso il prestito alla Reggina, si trasformerà in definitivo. Prestazioni, quelle di Acerbi, impreziosite da due gol su punizione. Botta di sinistro dal limite dell’area e palla sotto la traversa.

Saper tirare le punizioni: dote naturale o frutto di allenamento?

«Puro istinto, ho un buon tiro e quando in partita c’è la possibilità ci provo spesso. Non sempre va bene ma se uno non rischia non ottiene niente».

La prima cosa che ha pensato quando le hanno detto che sarebbe andato al Genoa?

«Che è l’occasione per arrivare in alto e che non devo sprecarla. Non ho esitato un attimo ad accettare la proposta rossoblù. Perché vuol dire giocare in una squadra importante e arrivare in serie A. In una squadra che ultimamente ha lanciato alcuni dei migliori difensori giovani italiani».

Ranocchia, Bonucci, Criscito, Bocchetti: tutti arrivati in Nazionale. La strada è quella giusta…

«Sì, perché io in Nazionale ci voglio arrivare e posso farlo con la maglia del Genoa. Ho fatto tutta la gavetta, dalle giovanili al Brescia fino all’esordio in C1 a 17 anni con il Pavia. Ho 23 anni, forse se mi fossi svegliato prima sarei arrivato in alto prima ma ora è arrivata la mia occasione».

È già stato a Genova?

«Ci sono venuto una volta sola, il 30 gennaio, giusto il tempo di vedere la partita con il Parma e poi tornare a Milano. Ho incontrato il presidente Preziosi, l’amministratore delegato Zarbano e il direttore sportivo Capozucca».

Cosa le ha detto Preziosi?

«Mi ha chiesto se ero felice di essere arrivato al Genoa e mi ha esortato a continuare a fare bene nella seconda parte di campionato alla Reggina».

Che impressione le ha fatto il Ferraris?

«Mi ha molto emozionato, soprattutto pensando che presto potrò giocarci anch’io. Mi ricordo poi una bella vittoria del Genoa e soprattutto un gran freddo, c’era un vento gelido…».

Colpito da qualche futuro compagno?

«Mi è piaciuto molto Floro Flores, rapido e tecnico. Anche Palacio è molto forte. E poi c’è Kaladze, che con il Milan ha vinto tutto e si è calato nella nuova squadra con umiltà, dimostrando di essere ancora un campione».

Da dove parte la sua carriera?

«Da un esordio, quando ero bambino, prima come portiere e poi come attaccante. Segnavo un sacco di gol, poi mi hanno spostato in difesa. Ho fatto 8 anni di giovanili a Brescia, poi Allievi, Beretti ed esordio in prima squadra a Pavia. Anche un’esperienza in Primavera con lo Spezia».

Idolo di gioventù?

«Lo è tuttora: Alessandro Nesta, grande difensore».

È vero che nelle scuole calcio non si insegna più a marcare gli avversari?

«Sì, non a caso ora le squadre prendono tanti gol su calci piazzati. Alla Reggina lavoriamo molto per migliorare sotto questo punto di vista, i risultati si sono visti».

A proposito di Reggina, siete tornati in corsa per la promozione…

«Abbiamo la squadra più giovane della categoria, abbiamo fatto tanto finora ma molto dobbiamo ancora fare. È necessario tenere alta la concentrazione, per non rovinare tutto da qui alla fine».

In serie B sembra esserci maggiore spazio per i giovani. Solo un’impressione?

«No, è vero. Ci sono diverse squadre che puntano molto sui giovani, Empoli e la stessa Reggina, ad esempio. So che il Genoa ne ha diversi che sono titolari. Ho giocato contro Bolzoni, El Shaarawy, Lazarevic e Forestieri: tutti buoni giocatori».

Pronto per il Genoa?

«Prontissimo. Ma prima voglio portare in A la Reggina».