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Calcio: Cacia punisce la Reggina, dopo tre pareggi per gli amaranto arriva la sconfitta (3-2)

cacia-piacenza

di Pasquale De Marte – Finisce la striscia degli zero a zero consecutivi per la Reggina, ma le cose cambiano in peggio. Al Garilli, contro il Piacenza,

va in scena una gara ricca di emozioni condita da errori difensivi da ambo le parti, di gol, ben cinque, ed occasioni da rete, ma ciò che conta sono lo zero nella casella dei punti conquistati  e soprattutto la fuoriuscita dalla zona playoff..   

NOVITA’ – Atzori, senza Missiroli ceduto al Cagliari, ridisegna il centrocampo a cinque schierando Castiglia a protezione della difesa, Viola e Rizzo agiscono da mezz’ale rispettivamente a sinistra e a destra. Giosa rimpiazza l’infortunato Cosenza e Colombo viene preferito a Laverone. Solo tribuna per Giacomo Tedesco, mentre il nuovo capitano è Emiliano Bonazzoli.

In avvio di partita è evidente la diversità dello sviluppo del gioco degli amaranto rispetto al recente passato, che se prima si affidava al movimento tra le linee di un uomo schierato da trequartista, adesso ha come prerogativa quello di sfruttare le corsie esterne, anche grazie al supporto degli stessi Viola e Rizzo che si defilano a dare vita ad un gioco di sovrapposizioni che ha come obiettivo il cross per Bonazzoli che non sempre, soprattutto per imprecisione in fase di manovra, arriva.

PRIMO TEMPO – Tra i padroni di casa, il tridente offensivo composto da Guzman, Graffiedi e Cacia propone un costante movimento collettivo che, in alcune circostanze, mette in difficoltà la retroguardia amaranto. E’ proprio del paraguaiano il primo tiro della gara che chiama Puggioni alla respinta, emulato sul capovolgimento di fronte dall’omologo Cassano, bravo a chiudere la porta ad una conclusione al volo di Bonazzoli, opportunamente servito da Campagnacci dalla destra.

Al 26’ è proprio il bomber, dalla sinistra, a servire a Rizzo, completamente dimenticato dalla difesa di Madonna, la palla da spingere in rete per il punto dell’uno a zero. Il vantaggio dura sedici minuti, quelli che impiega Graffiedi a incunearsi alla guardia non attentissima di Castiglia ed Adejo nell’area di rigore amaranto, il suggerimento nel mezzo viene toccato da Puggioni, ma la respinta diventa un assist per Marchi che punisce gli ospiti.

Bonazzoli potrebbe riportare subito avanti i suoi, ma arriva in ritardo sul solito suggerimento dalla fascia destra di Campagnacci, ma è Cacia con un colpo di tacco a spostare gli equilibri della gara al 42’, quello che libera al tiro Graffiedi in piena area di rigore per il gol del del 2-1. Nei minuti di recupero Cassano è bravo a bloccare in due tempi un’insidiosa girata di Campagnacci

ILLUSIONE E BEFFA In avvio di ripresa Burzigotti sostituisce Giosa, Atzori mischia le carte rimpiazzando Nicolas Viola con Rizzato. Cacia impegna Puggioni, ma  Campagnacci , proprio quando la Reggina sembra incapace di trovare il guizzo giusto,   con un lampo si guadagna un rigore che Bonazzoli realizza a diciassette minuti dal termine. Salgono nuovamente in cattedra i portieri quando quello amaranto vola a deviare sulla traversa una conclusione di Graffiedi destinata a finire sotto l’incrocio e quello emiliano devia in angolo un pericoloso colpo di testa di Alessio Viola in girata. Gara finita? No, è ancora un incontenibile Graffiedi a servire Cacia sul filo del fuorigioco, l’ex di turno scavalca l’estremo difensore avversario con un pallonetto, firmando le vittoria dei suoi e rendendosi di una protagonista di un’esultanza abbastanza polemica sotto il settore dei suoi ex tifosi. Il gesto del catanzarese di indicare il suo nome sulla maglia era teso, probabilmente, a ricordare il suo passaggio sullo Stretto, visto che non pare aver lasciato traccia, sebbene quella passata non sia stata una stagione negativa solo per lui in casa Reggina, anzi. Oggi, però, il vincitore è lui  (un gol e un assist fantastico) assieme al suo Piacenza di cui continua ad essere il trascinatore assoluto.