Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Ascoli-Reggina, tre vittorie amaranto nelle Marche

Ascoli-Reggina, tre vittorie amaranto nelle Marche

di Antonio Modafferi – Ultima partita dell’anno, nonché penultimo turno del girone di andata, per la Reggina che sabato, dopo la vittoria contro il Grosseto, chiuderà il suo 2010 ad Ascoli. La compagine bianconera, guidata da Fabrizio Castori, subentrato alla tredicesima

giornata all’esonerato Elio Gustinetti, ex amaranto, viene dalla sconfitta di Siena (3-0) e, con 17 punti, (la società del presidente Benigni è stata colpita da 5 punti di penalizzazione), è in piena zona calda.

I precedenti tra Ascoli e Reggina sono 9, nel dettaglio 3 in serie C, 4 in B e 2 in A,e il bilancio è quasi alla pari. Sono infatti 4 i successi dei padroni di casa a fronte dei tre degli amaranto, solamente due i pareggi. Assolutamente in parità il computo delle reti fatte, dieci da ambo le parti.

La storia di Ascoli-Reggina inizia negli anni ’60. Il primo incrocio tra le due formazioni risale infatti al campionato di serie C 1962/1963, quando gli amaranto di mister Silvio Di Gennaro piegano i marchigiani per 3-1. Va meno bene nei due seguenti incontri, 1963/1964, allenatore Leo Zavatti, e 1964/1965, Maestrelli è la guida tecnica che porterà il sodalizio del presidente Granillo per la prima volta in serie B, quando l’Ascoli si impone di misura in entrambi i casi, 1-0.

La Reggina torna nelle Marche quasi dieci anni più tardi, stagione 1972/1973, questa volta le due squadre si incontrano in serie B. La neopromossa squadra di Carlo Mazzone, che si classifica al quarto posto e manca l’incredibile promozione in A solo per un punto, ha la meglio per 2-0. Accade tutto nella ripresa quando Giuliano Bertarelli al 46’ e il bomber Renato Campanini al 53’ costringono i ragazzi di Guido Mazzetti alla resa.
Nella stagione successiva i bianconeri sfruttano pienamente il fattore casa ancora una volta e battono la Reggina per 1-0, firmato da Colautti su calcio di rigore al 48’. A fine stagione gli amaranto retrocedono in C dopo 9 anni di cadetteria, mentre gli uomini di Sor Carletto approdano per la prima volta in serie A, concludendo il torneo in testa alla classifica in condominio con il Varese. E’ questa l’ultima vittoria casalinga dell’Ascoli sulla Reggina.

Ventisei anni dopo le strade di Ascoli e Reggina si incrociano nuovamente. E’ la sesta giornata del campionato di serie B 1990/1991 e gli amaranto di mister Aldo Cerantola, che a fine stagione retrocederanno in serie C, interrompono la serie negativa in terra marchigiana e strappano un pari senza reti alla formazione bianconera allenata da Nedo Sonetti, vecchia conoscenza amaranto, che centrerà il ritorno nella massima serie in virtù del quarto posto di fine campionato.

Nella stagione 2005/2006 arriva il primo confronto in serie A. Su un terreno molto allentato che la pioggia trasforma quasi in un pantano, la Reggina va subito in goal dopo nemmeno un minuto con Alessandro Lucarelli servito da Cozza su punizione, ma De Santis annulla per un presunto fuorigioco di Franceschini segnalato dall’assistente. Dopo essere rimasti in dieci, al 58’, per l’esagerata espulsione di Franceschini, gli amaranto subiscono al 60’ la rete del vantaggio ascolano da parte di Fini. L’occasione di rimediare si presenta due minuti più tardi su calcio di rigore concesso per un mani dell’ex Comotto, ma Coppola, altra ex della gara, para il penalty di Ciccio Cozza. Al 64’ altra rete annullata, questa volta a Paredes, ma per fortuna a tre minuti dalla fine ci pensa lo stesso centrocampista paraguayano a segnare la rete del pareggio. Grande prova di forza e di carattere della squadra di Mazzarri a dieci giorni dal derby contro il Messina

La stagione successiva, quella dei meno undici, la Reggina viola il “Del Duca”. Nella prima di due consecutive trasferte , gli amaranto affrontano l’Ascoli fanalino di coda ma che crede ancora nella salvezza. I ragazzi di Sonetti al quarto d’ora passano in vantaggio ancora con Fini direttamente da calcio di punizione. La partita sembra aver preso una brutta piega per la Reggina, già senza Modesto e che perde per infortunio Mesto e Tognozzi, ma sale in cattedra Nick Amoruso, che con una doppietta tra il 24’ e il 32’ a ribalta il punteggio. Ad inizio ripresa Foggia, ex della partita, conquista palla a centrocampo, trova davanti a sé una prateria e si presenta in area dove batte Eleftheropoulos. La Reggina pare amministrare con tranquillità la gara, ma il finale è infuocato: i padroni di casa riaprono i giochi all’82’ con il bolide di Bonanni su punizione, Bianchi sbaglia un calcio di rigore a cinque dal termine, ma alla fine arrivano tre punti importanti.

L’anno scorso l’ultimo precedente, che verrà ricordato non tanto per la vittoria della squadra di Iaconi (1-3), quanto per un episodio avvenuto nel primo tempo. Al 15’ Valdez accusa un infortunio e cerca di liberarsi della palla in fallo laterale per interrompere il gioco, ma Sommese non capisce le intenzioni del centrale amaranto, intercetta la sfera, non si ferma e continua l’azione mettendo in mezzo per l’accorrente Antenucci che batte Cassano. Gli amaranto non ci stanno e si avventano contro gli ascolani, si scatena un parapiglia generale e più di tutti è Costa a farne le spese, viene infatti espulso. Il gioco riprende dopo alcuni minuti e l’Ascoli compie un gran gesto di fair play, su ordine del suo allenatore Pillon, ex tecnico della Reggina l’anno prima, e fa letteralmente pareggiare Pagano, il quale indisturbato, senza essere contrastato da alcun avversario, deposita nella rete dei padroni di casa. Nella ripresa la Reggina, nonostante l’inferiorità numerica, fa sua la partita grazie a Bonazzoli, che porta in vantaggio i suoi al 73’ con un diagonale di sinistro, mentre Barillà all’81’ mette in cassaforte il secondo successo stagionale in trasferta.

Non ci sono ex né da una parte né dall’altra.
Ultime curiosità. Tra le file dei bianconeri militano il calabrese Enrico Guarna, portiere nativo di Catanzaro, i due attaccanti l’anno scorso al Crotone Bonvissuto e Mendicino, quest’ultimo di origini calabresi, e Giallombardo, un passato nel Messina ai tempi dell’ultima serie A.