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Calcio, serie B: è tempo di cambiare tattica per la Reggina?

di Pasquaatzori4le De Marte – Non tutte le sconfitte vengono per nuocere. O più sinceramente occorrerebbe dire che, in un momento come quello che la Reggina sta vivendo, ci si aggrappa a tutto per esorcizzare la negatività che sta attanagliando l’ambiente amaranto, dopo i picchi di entusiasmo toccati solo qualche settimana fa.

Il fortino Granillo è stato espugnato dopo otto giornate e l’evento può diventare lo spunto di riflessione per affermare che non è la sola assenza di Bonazzoli, abbinata ad un certa flessione fisica, l’unica spiegazione di un solo punto nelle ultime quattro partite.

La Reggina arrembante delle prime giornate non c’è più, soprattutto perché non riesce a correre a velocità doppia rispetto agli avversari, prerogativa richiesta ad un 3-5-2 propositivo, e non rinunciatario come quello proposto, ad esempio, dall’Albinoleffe in riva allo Stretto.

“Ho provato a bloccare le fasce ed arginare Missiroli”. L’ultimo allenatore, in ordine di tempo, a rivelare l’antidoto ai morsi della fase offensiva amaranto è stato Emiliano Mondonico.

Può essere un cambio di modulo la scelta da fare per ritrovare gioco e risultati ? La sicurezza delle cose non appartiene ad una scienza inesatta come il calcio, ma il secondo tempo di sabato è sicuramente indicativo. Attaccare una squadra, che sceglie di difendersi, con la superiorità numerica sulle fasce è stata una scelta azzeccata, al di là del fatto che le contingenze della gara abbiano condotto la sfida ad un risultato che non ha sorriso agli amaranto.

Il 4-2-3-1 della ripresa ha destato una buona impressione, al punto che dopo il pareggio anche il gol della vittoria pareva destinato ad arrivare. Quando tornerà Bonazzoli il punto di riferimento offensivo di quello schieramento avrebbe più qualità e quantità dello Zizzari visto contro l’Albinoleffe, Missiroli quando parte da sinistra, come avveniva l’anno scorso, rende di più perchè libero dalla marcatura del mediano-francobollo di turno e avrebbe soprattutto la possibilità di ingaggiare uno contro uno più proficui che permetterebbero di creare superiorità numerica sull’esterno e agevolare le discese di Rizzato dalla difesa, il cui alter ego, Costa, dopo il suo recupero, garantirebbe una soluzione di maggiore copertura in gare da disputare con un atteggiamento più accorto.

Il Campagnacci visto largo a destra  ha fatto bene, lì dove forse può a mettere a frutto la sua velocità senza pagare dazio alla propria mancanza di concretezza vicino alla porta.

Resta da capire chi utilizzare al centro tra le  mezze punte elateralli, servirebbe un uomo in grado di saltare l’uomo e donare imprevedibilità alla manovra, gli indizi portano attualmente portano ad Adiyiah, la soluzione migliore nell’organico amaranto, sebbene la sua presenza obbligherebbe entrambi gli esterni offensivi ad un grande lavoro di sacrificio in fase di non possesso ma sia Missiroli che Campagnacci potrebbero farlo.

Mondonico ha definito “artiglieria” gli uomini d’attacco di Atzori schierati nella ripresa, questo la dice lunga su come il gioco di sovrapposizioni, inserimenti, cross continui e convinzione ritrovata abbiano seriamente messo in difficoltà la  difesa bluceleste.

E non è la prima volta che accade, era già successo contro il Vicenza. E se due indizi fanno una prova, è forse arrivato il momento di una squadra che, a questo punto, ha bisogno di nuove strategie e soluzioni. Contro il Grosseto non sarebbe stato facile comunque, lo sarà ancora meno senza Bonazzoli, Tedesco e forse Missiroli (nuovo problema alla caviglia infortunata la settimana scorsa).