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Calcio, serie B: la Reggina è in difficoltà, ma niente è perduto

header23di Pasquale De Marte – Come un incubo. Devono essere stati tanti i tifosi della Reggina che hanno vissuto così la sfida che gli amaranto hanno perso in malo modo a Varese, molto peggio di quanto lo striminzito uno a zero potrebbe far credere.

Sembrava di vivere un flashback della nefasta stagione passata davanti ad una squadra, quella di Atzori, terribilmente vuota, scarica e intimorita dalla vigoria fisica, nonché dalla determinazione di avversari vogliosi di rincorrere ogni pallone in campo.

REALTA’ – In tanti aspettavano la Reggina al varco, visto che non sembrava avere un pedigree adatto a poter competere con avversari quotatissimi come Siena ed Atalanta, a cui si è aggiunta la variabile inattesa Novara che continua a macinare punti forte di un collaudato impianto di gioco e una certa fortuna a cui in pochi fanno riferimento che si sa, come si dice in questi casi, aiuta soprattutto gli audaci.

E’ facile, dunque, credere che questo momento di crisi che sta vivendo la Reggina coincida semplicemente con una fase di assestamento della graduatoria, in cui la formazione di Atzori sta trovando la sua dimensione giusta che, allo stato attuale, per i limiti palesati e per i risultati ottenuti con chi è davanti in classifica, non può certo essere quella dei primi due posti, almeno non adesso.

RIMEDI – Nonostante le ultime due battute di arresto, il campionato fino a qui condotto dalla Reggina resta più che positivo e al di sopra delle attese . Urge capire, però, come venire a capo di questa situazione che rischia di farsi intricata, sebbene fare due risultati positivi nel doppio turno casalingo contro Albinoleffe e Grosseto rappresenterebbe un’importante panacea per i mali amaranto.

SITUAZIONE – Intanto c’è da fare i conti con una condizione fisica che non è quella brillante di inizio stagione, quando la squadra correva più di tutti gli avversari e solo il tempo dirà se si tratta di una fase passeggera o se comunque basterà pescare tra coloro che hanno giocato meno in questa prima fase (Tedesco? Castiglia?) atzori4dell’annata per recuperare i ritmi vertiginosi che avevano fatto la fortuna di Missiroli e compagni.

L’assenza di Bonazzoli continua a costituire un problema, ma viste le ultime gare rischia di diventare un alibi tenuto conto che il produttivo gioco sugli esterni, che poteva essere un valido rifornimento per il centravanti di turno, ha subito una netta involuzione, un po’ per mancanza di rapidità di esecuzione e un po’ perché gli avversari hanno preso le misure. Se, come pare, sarà il caso di cambiare qualcosa sotto il profilo tattico dovrà stabilirlo Atzori, ai cui tanti meriti inequivocabili ed intaccabili, negli ultimi tempi si sono aggiunte delle perplessità sulla gestione di alcune gare .

NON SPARARE SULLA CROCE ROSSA – Avendo a che fare con un gruppo di giovanissimi, il primo errore sarebbe quello di andare a trovare dei capri espiatori. Negli ultimi giorni, in tal senso, il più gettonato è Ousmane Sy che vive un momento di grande difficoltà. La sua storia sarebbe potuta cambiare se avesse spinto dentro quel pallone che sarebbe valso tre punti a Bergamo, che gli avrebbe dato una convinzione diversa nel prosieguo del torneo, privandolo probabilmente delle prestazioni imbarazzanti degli ultimi tempi. Non è Eto’o, magari è anche acerbo per la B, ma in questo momento è un giocatore abbastanza lontano anche da quel ragazzo promettente che aveva suscitato anche l’interesse del Cagliari, dove c’era chi rivedeva in lui le movenze di Dely Valdes.

E guardando alla situazione generale l’eventuale inadeguatezza di qualcuno non è una colpa ascrivibile ai giocatori stessi. In attacco tutti hanno avuto modo di giocare qualche gara dall’inizio tranne Adiyiah e Danti. Forse è il momento di provarli, anche se si tratta di gioielli di una vetrina diversa da quella, comunque ricca, della Reggina, leggasi prestito secco senza diritto di riscatto.

In attesa che la società operi a gennaio per colmare le lacune emerse con il tempo ed inizialmente sommerse dalla travolgente onda dei risultati positivi di inizio campionato occorrerà cogliere il maggior numero possibile di punti nelle gare restanti di questo 2010, per riprendere quel processo di crescita, tanto caro ad Atzori, che negli ultimissimi tempi pare essersi interrotto.