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Calcio, serie B: la Reggina c’è, ma che fatica far gol senza Bonazzoli!

bonazzolidi Pasquale De Marte – La sconfitta subita dalla Reggina a Novara è uno di quei ko che fa meno male di altri. Al cospetto della capolista che ha stregato l’Italia gli amaranto hanno dimostrato di essere inferiori agli uomini di Tesser solo in termini di concretezza.

La classifica sorride meno che nel recentissimo passato, ma il quarto posto è un risultato parziale insperato alla vigilia di un campionato che si pensava potesse, nella migliore delle ipotesi, vedere la squadra di Atzori protagonista di un cammino anonimo, lontano dalle sabbie mobili ma non così vicina alle migliori posizioni della graduatoria.

Puggioni, salvo qualche passaggio a vuoto, è uno dei migliori portieri della categoria, Acerbi sta dimostrando di essere in B solo di passaggio, Adejo continua nella sua crescita costante, Rizzo si avvia verso una luminosa carriera da mediano, Viola dopo anni di promesse e sfortuna inizia a mettere in luce il suo talento, Rizzato è tornato quello di Ancona, Missiroli viaggia a vele spiegate verso il definitivo salto di qualità.

Dati di fatto inequivocabili e difficilmente confutabili, ma quando manca Bonazzoli la Reggina fatica a trovare la via della rete. Nelle ultime sei partite l’unico gol su azione porta la firma dell’ariete lombardo, che ne he saltate praticamente quattro per infortunio e non è certo vicinissimo al rientro (concreto il rischio di rivederlo in campo nella prima gara del 2011).

Al di là di qualche amnesia difensiva è questo il problema principale di una formazione, quella di Atzori, che stenta a trovare una bocca di fuoco alternativa. Zizzari, Campagnacci, Sy ed Adiyiah hanno le polveri bagnatissime, si  tratta di un segnale di allarme che desta preoccupazione in vista di un ciclo di partite abbordabili che potrebbero rafforzare la collocazione degli amaranto in zona playoff.

Varese ed Ascoli in trasferta, Albinoleffe, Grosseto e Sassuolo in casa rappresentano il viatico per chiudere il girone di andata accorciando il distacco dalle primissime che ad oggi sembra abissale, ma che con ventisei giornate da giocare rischia di essere davvero esiguo se la formazione di Atzori continuerà a lavorare con l’umiltà, l’abnegazone e l’attaccamento che l’hanno contraddistinta in questa prima fase di campionato. Guai, però, a pensare che l’appellativo “abbordabile” possa essere sinonimo di tre punti assicurati senza dare il massimo.

Mettere positivamente in archivio un girone dove sono state affrontate fuori casa Novara, Siena, Atalanta, Livorno e Padova in una posizione vantaggiosa per una possibile rincorsa rappresenterebbe un’importante posizione di partenza per la seconda parte del torneo. Poco importa che in queste cinque trasferte siano arrivate le quattro sconfitte stagionali, sebbene l’unica gara in cui la Reggina ha davvero subito l’avversario, a dispetto dell’1-1 finale, è quella di Bergamo.

Restare agganciati al treno della A è, per adesso, un sogno da rincorrere, diventerebbe un obiettivo nel momento in cui la società, come si crede farà, a gennaio interverrà sul mercato per andare a rafforzare una compagine che ha messo in mostra delle lacune, soprattutto in materia di alternative a Bonazzoli.

Intanto i duemila sostenitori giunti al Piola di Novara a sostenere la Reggina, sono un primo successo per Atzori e i suoi ragazzi che, comunque vada, stanno riconquistando l’affetto della gente pur non essendo una macchina perfetta, ma non è questo che il tifoso amaranto chiede dopo anni di bocconi amari.