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Calcio: buona la prima per la Reggina di Atzori, ma si aspettano conferme

di Pasquale De Marte – C’è una Reggina che piace, c’è una Reggina che non ha grossi nomi ma riesce a far breccia nel cuore dei suoi tifosi, c’è una Reggina in grado di entusiasmare senza aver fatto nulla di trascendentale.

E’ la Reggina di Gianluca Atzori, uno che a Reggio si è presentato senza spocchia e che ha da subito messo in chiaro quale deve essere l’ “ABC” del suo calcio: lavoro, motivazione e senso di appartenenza.
Dopo due stagioni, forse tre, di delusioni assolute, per la tifoseria amaranto accogliere un tecnico che si è presentato con parole divenute musica per le orecchie dei tifosi amaranto: “Siamo la Reggina e dovremo portare con grande orgoglio questo nome in giro per l’Italia”  è stato un importante punto di partenza.
Dirlo era facile, a distanza di poco più di un mese, in mezzo a mille difficoltà, l’impressione è che il buongiorno sia stato più che positivo.
Già, perchè la partita vinta contro l’Alessandria può essere una delle prime iniezioni di fiducia per un futuro che adesso appare meno grigio di quanto non fosse prima.
Per novanta minuti si è scoperto che forse i tanti giocatori di Lega Pro acquistati possono fare tanto per la causa, che i giocatori del settore giovanile hanno buone qualità e che è possibile strappare applausi convinti al pubblico battendo una squadra di categoria inferiore, ma  solo dando tutto in campo.
Per certi versi si è avuto l’impressione di trovarsi di fronte ad una di quelle squadre che, nella scorsa serie B,  senza nomi altisonanti hanno fatto stropicciare gli occhi a tanti tra coloro che seguono la cadetteria.
Ma adesso viene il bello, da domenica si fa sul serio e confermare quanto di buono messo in mostra non sarà facile.
Per adesso ci si limita a valutare  gli aspetti caratteriali della squadra, ci sarà tempo per approfondire quelli tecnici e capire se davvero, come sembra, la difesa a quattro funziona meglio di quella a tre.
La società è alle prese con delle spinose situazioni relative ai calciatori in lista di partenza e sta ancora pagando gli errori delle scorse stagioni, l’impegno della tifoseria deve essere quello di non presentare il conto ai ragazzi di Atzori che sono i meno responsabili delle difficoltà in sede di mercato.
Sarà difficile piazzare tutti i giocatori fuori rosa, non riuscire a cederne un buon numero potrebbe essere un grosso problema,  essere costretti a tenerli in squadra senza poterli utilizzare (organico con massimo “diciannove over 21” non cresciuti nel proprio vivaio)  o con motivazioni scarse e ricchi stipendi, invece, un dramma assoluto.