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Reggina, idea Aglietti

Un nome nuovo si inserisce nella folta schiera di pretendenti alla panchina della Reggina per la prossima stagione in questo primo week end di giugno. A Calori, che pare destinato a rimanere al Portogruaro, Lerda, Atzori, che ha rifiutato il Crotone, Menichini, Ciro Ferrara e

Toscano, si aggiunge un nome suggestivo, a dir poco romantico.

Stiamo parlando di Alfredo Aglietti, indimenticato bomber della Reggina per due stagioni, dal 1994 al 1996. L’ex centravanti, 40 anni a settembre, è attualmente alla guida della Primavera della Sampdoria con cui è impegnato nelle fasi finali per l’assegnazione dello scudetto di categoria. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Aglietti ha iniziato la carriera di allenatore alla Rondinella nel 2004, poi un anno alla Sestese in serie D. Nel 2006 approda al Viareggio, squadra con cui vince il campionato di serie D, successivamente mantiene la C2 dopo i play out, infine il bel campionato disputato durante la stagione 2008/2009 che vale il secondo posto per la compagine toscana, poi ripescata in Prima divisione, e per il tecnico originario di San Giovani Valdarno la chiamata da parte di una società importante come la Sampdoria, che gli ha affidato l’incarico di guidare la squadra Primavera.

Adesso sembra che Lillo Foti abbia rivolto le proprie attenzioni all’indimenticato cannoniere amaranto, in passato tanto amato dalla tifoseria, per affidargli la panchina della Reggina, anche se nelle scorse settimane si era parlato di un forte interesse da parte dell’Empoli. Per ora sono solo voci senza nessun riscontro concreto, certo è che la soluzione Aglietti appare quanto mai affascinante visti i suoi ottimi trascorsi in amaranto. Ma al di là del lato sentimentale, occorre chiarire come l’attuale tecnico della Primavera doriana abbia maturato la propria esperienza in panchina soltanto nelle serie minori e a livello giovanile, anche se il calcio di oggi ci ha spesso dimostrato come l’esperienza non sia così importante quanto non lo siano le idee applicate sul rettangolo di gioco.

Antonio Modafferi