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Quella di Breda è una Reggina da quinto posto, ma le servono ancora sei punti per salvarsi

Da quando Roberto Breda ha lasciato la panchina della primavera per assumere l’incarico di allenatore della prima squadra, la Reggina ha cambiato marcia.

Dodici partite, venti punti: un ottimo ruolino di marcia. Ipotizzando che il campionato fosse iniziato con Reggina-Mantova, giornata d’esordio del tecnico veneto alla guida degli amaranto, la formazione dello Stretto stazionerebbe al quinto posto assieme al Grosseto, in piena zona playoff, niente male per una squadra che viaggiava spedita verso la Lega Pro.

Nelle ultime dodici gare sono riuscite a far meglio solo il Cittadella (27 punti), il Torino (23), il Brescia (23) e il Crotone (22).

Chi ha fatto invece peggio sono il Gallipoli (7) e la Salernitana (8).

Ottimo è il rendimento della Reggina sotto la guida di Breda lontano dal Granillo dove sono arrivate tre vittorie, una sconfitta ed un pari per una strepitosa media di due punti per ogni trasferta.

L’unico neo della terza gestione tecnica stagionale amaranto è rappresentata dalla tre sconfitte casalinghe consecutive, sebbene almeno due delle quali, quelle contro Modena e Torino, siano del tutto immeritate e frutto di episodi che definire sfavorevoli sarebbe eufemistico, soprattutto in riferimento alla gara contro i granata dove la Reggina dominò per settacinque minuti .

La forza della Reggina di Breda sta probabilmente anche nell’aver ritrovato l’apporto dei suoi singoli migliori come, ad esempio, Franco Brienza, ma vanno riconosciuti i giusti meriti al tecnico per aver dato alla squadra un assetto difensivo che ha fatto si che, quella amaranto, non continuasse ad essere una difesa colabrodo.

Undici gol subiti in dodici partite è un dato che inganna riguardo la bontà del pacchetto arretrato composto da Adejo, Valdez e Lanzaro (o Costa) nelle ultime gare, dato che ben quattro sono arrivati nei quarantacinque minuti di follia rappresentati  dal secondo tempo della gara contro il Lecce.

Dei restanti sette due sono arrivati per errori grossolani dei portieri (Fiorillo contro il Mantova, Marino contro il Torino), due direttamente su calcio di punizione (Bellazzini contro il Cittadella e Garofalo per i granata di Colantuono) in circostanze in cui forse i due estremi difensori, soprattutto contro i veneti, avrebbero potuto fare di più e uno su autogol (Adejo contro l’Empoli).

E’ un calcio equilibrato quello di Breda, probabilmente non spettacolare, ma nonostate tutto gli amaranto sono riusciti a mettere a segno quattordici reti.

I 46 punti in classifica rappresentano un bottino importante a sei giornate dal termine del campionato, ma perchè la salvezza si concretizzi sono necessari altri sei-sette punti da conquistare nelle prossime gare, evitando così la retrocessione diretta e i playout.

Tuttavia, il bilancio del girone di ritorno è totalmente favorevole agli amaranto che sono già in vantaggio di dieci punti rispetto allo stesso punto dell’andata.

Brienza con il gol segnato al Crotone sale a quota dieci realizzazioni in questo campionato, superando Pagano e diventando così il capocannoniere della squadra.

In maglia amaranto per lui  le reti sono 22 in 77 presenze.