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Salernitana-Reggina, bilancio alla pari nei 6 precedenti in B. Tanti gli ex

di Antonio Modafferi – La trentatreesima giornata, che si disputerà nel tardo pomeriggio di venerdì santo, vedrà la Reggina impegnata in trasferta sul campo dell’ultima in classifica, la Salernitana. Nella gara di andata gli amaranto si imposero per 3-1 (prima vittoria con mister

Iaconi in panchina) grazie alle reti, dopo un inizio di marca ospite, di Buscè al 32’ in contropiede, di Cascione che raddoppia al 54’ di testa su calcio d’angolo, di Missiroli all’87’ sfruttando un errore di Fusco, e infine, per i granata, di Jadid dalla distanza che al 93’sigla il goal della bandiera.

I precedenti in Campania tra Salernitana e Reggina, le cui tifoserie sono gemellate da tempo, limitatamente al campionato di serie B sono 6 e il bilancio è di assoluta parità con 3 vittorie per parte.

Il primo incrocio risale alla stagione 1966/1967 quando la Reggina di mister Tommaso Maestrelli, alla sua seconda partecipazione al torneo cadetto dopo aver sfiorato la storica promozione in A l’anno prima, perde 1-0  contro la Salernitana che poi arriverà ultima in campionato, con la conseguente retrocessione in C.

Granata e amaranto tornano ad incontrarsi nel campionato cadetto quasi trenta anni dopo, alla settima giornata di ritorno del torneo 1990/1991, al termine del quale la Reggina tornerà in C1, e in terra campana gli uomini guidati da mister Ciccio Graziani, che aveva sostituito l’esonerato Cerantola, rimediano una sconfitta per 2-0, firmata dalle reti di Pasa su rigore al 45’ e del difensore Ceramicola, che cinque anni dopo avrebbe vestito la casacca amaranto, al 72’.

Il primo successo della Reggina a Salerno giunge nell’annata 1995/1996. Gli uomini allenati da Giuliano Zoratti violano l’ “Arechi” per 0-2, cogliendo i primi tre punti in trasferta grazie alla doppietta nel primo tempo (13’ e 28’) del suo cannoniere Alfredo Aglietti, che sette giorni prima aveva firmato, con una rete ad un minuto dalla fine, la prima vittoria stagionale contro il forte Perugia.

Gli amaranto si ripetono anche l’anno successivo, quando all’ultima giornata di campionato, con entrambe le squadre salve e senza più nulla da chiedere, passano per 1-3 per merito dei due goal di Davide Dionigi (la cui tripletta, all’andata, fece saltare la panchina dell’allora tecnico della Salernitana Franco Colomba) al 19’ e al 47’ su rigore, grazie ai quali si assicura il titolo di capocannoniere della serie B con 24 reti, dall’autorete del granata Cudini al 68’ su conclusione di Maurizio Poli, mentre per i padroni di casa la rete della bandiera è di Artistico al 71’.

Nella stagione 1997/1998 i granata, saldamente primi in classifica e diretti verso la promozione in  serie A sotto la guida di Delio Rossi, regolano la Reggina per 2-0 con una rete per tempo, siglate da De Cesare al 35’ e da Artistico al 73’.

L’ultimo precedente è della stagione 2001/2002 ed evoca sicuramente dolci ricordi ai tifosi reggini. E’ la quartultima giornata di campionato quando la squadra allenata da Franco Colomba si gioca un’importante fetta di A contro la formazione di mister Zeman. In quel 12 maggio 2002 stranamente piovoso, Dionigi dopo soli otto minuti sblocca il punteggio superando Botticella in uscita e mettendo dentro a porta vuota. I campani pareggiano con Campedelli dieci minuti più tardi, ma al 32’ ci pensa ancora Re Davide a far gioire nuovamente i tanti tifosi amaranto accorsi a Salerno e con un bel pallonetto supera l’estremo difensore di casa ancora in uscita, avvicinando sempre di più la Reggina alla serie A perduta solo un anno prima.

Quella di venerdì sarà la partita dei tanti ex, ben sei: Balestri, Peccarisi e Cozza nella Salernitana, Lanzaro, Tedesco e mister Breda tra le file della Reggina.

Jacopo Balestri, terzino sinistro classe 1975, approda alla Reggina nell’estate del 2004 dal Modena, squadra nella quale aveva militato, con ottimi risultati, nelle precedenti quattro stagioni. Titolare inamovibile della fascia sinistra, con mister Mazzarri quell’anno colleziona 37 presenze, dimostrando una certa continuità di rendimento ma anche una scarsa propensione nel sostenere l’azione offensiva. Inizialmente confermato per la stagione successiva, viene poi ceduto al Torino dopo la prima partita di campionato, complice anche l’arrivo del pari ruolo Modesto. E’ granata dal gennaio di quest’anno.

Maurizio Peccarisi, trentaduenne difensore centrale originario di Milazzo, è cresciuto nelle giovanili della Reggina, fino all’esordio in prima squadra in un Venezia – Reggina 1-0 del campionato 1995/1996. L’anno successivo rimane a Reggio ma, a causa della giovane età e soprattutto di un grave infortunio al ginocchio, scende in campo soltanto in un’occasione. Dopo qualche stagione nelle serie inferiori, la sua carriera si sviluppa in serie B in molte squadre, prima di arrivare a Salerno nella scorsa stagione.

Francesco Cozza, nato a Cariati nel 1974, è il grande ex della partita, anche se venerdì la sua presenza in campo è in dubbio. Vero e proprio pezzo di storia della Reggina, per Ciccio parlano le 228 presenze, condite da 46 reti, con la maglia amaranto lasciata nello scorso giugno a causa della scadenza del contratto dopo ben 9 stagioni all’attivo, tra partenze e ritorni e senza contare il settore giovanile.

Il capitano amaranto Maurizio Lanzaro ha vestito la maglia della Salernitana in serie B nella stagione 2004/2005 , durante la quale si mette in luce a suon di buone prestazioni (34 gettoni e una marcatura) che gli valgono la chiamata della Reggina nell’estate del 2005.

Giacomo Tedesco ha trascorso in Campania circa sei stagioni, con gli intermezzi di Napoli nel 2000 e di Cosenza nel 2003. Conta 133 apparizioni e 13 realizzazioni in maglia granata, con la quale ha conquistato la promozione in serie A nel torneo 1997/1998, punto di forza dell’undici di Delio Rossi insieme al fratello Giovanni.

Infine è un ex mister Roberto Breda. Indimenticato centrocampista nonché capitano granata nell’ultima parte degli anni Novanta, ha indossato per otto stagioni (dal novembre 1993 al giugno 1999 e dal 2003 al 2005) la maglia della Salernitana, squadra con cui ha poi chiuso la sua carriera, tanto da poter essere considerato come una bandiera dei campani in virtù delle sue 230 presenze e 10 goal.