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Breda: “Il gruppo ha qualità, dobbiamo lavorare sugli errori”

di Pasquale De Marte –  Prima esperienza da allenatore di formazioni professioniste per il quarantenne Roberto Breda che è stato presentato questo pomeriggio alla stampa. Al suo fianco c’erano il presidente Foti e soprattutto il ds Rosati, il quale si pensava potesse rassegnare le dimissioni, ma che evidentemente ha deciso di mantenere il suo incarico, nonostante l’esonero di Iaconi di cui lui era considerato uno scudiero.

Le prime parole del neotecnico amaranto sono state abbastanza eloquenti: “Sono a Reggio da tre anni e lo spirito di questa società lo conosco. In questo momento difficoltà, in cui gli obiettivi principali sono venuti a mancare, mi è stato chiesto di dare una mano e io mi sento onorato di quest’opportunità. Quando sono venuto qui, tre anni fa, più che sull’allenatore hanno puntato sulla persona, ho trovato strutture che non si trovano da poche altre parti e lascio una Primavera ricca di qualità nei suoi elementi, così come l’intero vivaio. La mia esperienza da tecnico è limitata, mi porto però dietro oltre vent’anni di spogliatoio da calciatore e tutto l’entusiasmo che mi accompagna. Quello che mi preme adesso è trovare una soluzione ai problemi della squadra, tutto il resto è relativo. So di contare su un gruppo con enormi qualità”.

Breda non si spaventa davanti alle difficoltà di una squadra partita per vincere il campionato e che adesso si trova al penultimo posto:

“L’unico rimedio può essere il lavoro. Lavorare con i ragazzi della Primavera mi ha insegnato questo.   Penso, ad esempio, al Chievo di Del Neri in cui c’erano giocatori come D’Anna e D’Angelo, giocatori di serie B che nel gruppo giusto riuscivano ad andare ben oltre le loro potenzialità.  Credo che la Reggina abbia calciatori di valore.  In me c’è la convinzione che in questa squadra ognuno metta davanti a tutto l’interesse della squadra, ma se qualcuno non la pensa così, io sono del parere che tutti siano utili e nessuno  indispensabile. Mi piace lavorare sugli errori, capire perchè avvengono e correggerli.  Nei gruppi in cui c’è stato questo modo di interpretare il calcio sono sempre arrivati i risultati, almeno basandomi sulla mia esperienza. La forza di chi guida una squadra deve essere quella di tracciare una linea, una linea di sicurezza e convinzione, un pò come avviene anche negli ambiti esterni al calcio”.

Da calciatore in tanti lo ricordano come avversario al Granillo, anche lui non pare aver dimenticato quelle gare giocate in riva allo Stretto quando era capitano della Salernitana: “Mi ricordo di una Reggina che aveva un’identità ben definita. Quando giocavi a Reggio ti accorgevi che chi indossava la maglia amaranto la sentiva dentro e fare risultato era difficile per gli altri, mi sembra che questo sia un pò mancato negli ultimi tempi”.

Vietato parlare di modulo, almeno per il momento: “Io ho le idee ben chiare, ma non voglio passare per uno che viene qui e pensa di avere la bacchetta magica. Dovremo avere una precisa identità di gioco. Mi propongo come una persona che intende dare tutto se stesso. Non sono nè preoccupato, nè felice, non ho tempo di esserlo, quello che conta è che io sia preso e lo sono. Il nostro è un obiettivo pratico, vogliamo tirarci fuori da questa situazione di classifica”.

Nessuna preoccupazione, invece, per il possibile approccio con lo spogliatoio: “I calciatori inizialmente avranno tanta disponibilità nei miei confronti, toccherà a me col tempo pormi nel modo giusto. Dagli anziani mi aspetto supporto. Camilleri?  La rosa è fatta di ventidue giocatori,  fa parte del gruppo e sarà trattato come tutti gli altri e lo stesso discorso vale per Nicolas Viola, elemento dalle indubbie qualità che fino adesso non è riuscito ad esprimersi al massimo tra i grandi”.

Breda potrà avvalersi della collaborazione di due uomini che hanno già fatto parte dello staff di Ivo Iaconi: il preparatore atletico abruzzese Marcattilio Marcattili e l’allenatore dei portieri Stefano Grilli.