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Reggina: la società si è arresa alla classifica, la palla passa ai calciatori

di Pasquale De Marte – Da una squadra retrocessa dopo sette campionati consecutivi in massima serie che naviga in cattive acque ci si aspettava innegabilmente qualcosa di più, soprattutto 

negli ultimi giorni di mercato, ma ragionando a mente fredda va sottolineato come il saldo tecnico e umano di questo calciomercato sia, seppur lievemente, positivo per la Reggina.

Tuttavia, è bastato valutare l’atteggiamento della società nelle ultime ore per prendere atto di come Foti non creda più alla possibilità di agguantare i playoff e guardando la classifica sarebbe impossibile dargli torto.

Lo aveva detto subito dopo la partita con il Cesena che gli obiettivi erano cambiati, ma erano in pochi a credergli visto che nove punti da recuperare rappresentano una distanza irrisoria in una B dove bastano quattro-cinque vittorie consecutive (Ascoli e Albinoleffe insegnano) per far cambiare dimensione al proprio campionato.

Si pensava che quell’uscita davanti ai microfoni dopo la sconfitta contro i romagnoli servisse unicamente per riportare sulla terra qualche calciatore che non aveva acquisito l’ormai arcinota “mentalità da B” che spesso viene propinata da chi trova difficoltà ad adattarsi alla cadetteria provenendo da palcoscenici più dorati, invece no, Foti si era arreso davvero.

Tedesco e Vigiani, giocatori di spessore che hanno voluto la Reggina che li ha accolti a braccia aperte, sono apparsi manna caduta dal cielo per sostituire altri elementi che hanno dimostrato davvero poco in riva allo Stretto, oltre ad essere testimonianza del totale fallimento della campagna acquisti estiva.

Difficilmente Fiorillo farà peggio del disastroso e probabilmente sopravvalutato Cassano, mentre l’aver deciso di privarsi di Morosini per Castiglia è sicuramente un azzardo ben calcolato.

Dietro la scelta aziendalista di rinunciare a un giocatore in prestito, per puntare su uno di cui si possiede la comproprietà (meriterebbe un capitolo a parte la sciagurata scelta di aver concesso il diritto di riscatto sulla metà del cartellino al Cittadella due estati fa) c’è qualche motivazione tecnica: la capacità di inserimento e le altre qualità del centrocampista cosentino lo rendono sicuramente un elemento più consono al 3-5-2 rispetto allo stesso Morosini.

Ma le note positive finiscono qui. Puntare su Cascione difensore centrale nello schieramento a tre è un rischio che la Reggina si è preso, sebbene ci siano anche altri interpreti in grado di occupare in maniera più o meno proficuamente quel ruolo in organico. Reperire un elemento di categoria che potesse prendere il comando della retroguardia era una mossa che ci si aspettava e che non è arrivata.

Si pensava ci fosse la possibilità di veder arrivare qualcuno in attacco, ma così non è stato.

Gli interrogativi in rosa sono tanti e nascono soprattutto quando si tenta di capire con quali motivazioni prolungheranno la loro esperienza in amaranto alcuni calciatori che erano stati messi sul mercato e/o avevano richiesto apertamente di cambiare aria.

E’ il caso di Valdez che in pochi mesi ha sfiorato prima la Lazio, poi il Boca ed infine  il Siena, quello di Brienza che la società amaranto ha negato al Bari e quello di Cacia per il quale nessuno si sarebbe strappato i capelli se fosse partito.

Inutile negare che recuperarli tutti e tre, soprattutto sotto il profilo mentale, garantirebbe un grande salto di qualità, ma ciò non è affatto scontato che possa accadere.

Altra storia quella di Simone Missiroli che ha deciso di continuare a giocare nella sua Reggina non prendendo in considerazione la possibilità di scendere di categoria  ma anche un cospicuo aumento di stipendio al Benevento.

La società si arresa a lottare per non retrocedere, il segnale dato alla squadra è più che mai inequivocabile, a questo punto solo i giocatori possono dare una sterzata a questo campionato che pare destinato a restare sotto le attese.

Alla fine dell’estate le sensazioni erano totalmente diverse e i risultati sono stati poco soddisfacenti, la speranza a cui si aggrappano i tifosi è che ancora una volta le impressioni derivanti dall’andamento del calciomercato possano essere smentite dal campo.

Per adesso il malcontento e la delusione sono più che tangibili in città.