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Auguri Reggina, 96 anni e qualche acciacco…

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di Antonio Modafferi –
Oggi la Reggina compie 96 anni. Era l’11 gennaio del 1914 quando un gruppo di sessantuno impiegati pubblici sottoscrisse l’atto di fondazione dell’Unione Sportiva Reggio Calabria, progenitrice dell’attuale Reggina.

Con il passare degli anni variano le denominazioni, da Reggio Football Club ad A.S. Reggina, sostituita per qualche tempo dalla Dominante, mentre dal secondo dopoguerra in poi (novembre 1944) il nome ufficiale sarà A.S. Reggina, fino al fallimento del 1986 e la nascita della Reggina Calcio s.p.a.

E proprio il 1986 viene considerato quasi come l’anno di nascita della Reggina, ma questo è il punto di riferimento per la nuova Reggina, perché prima c’è una grande storia, che non può essere cancellata o dimenticata a causa di un fallimento, altrimenti saremmo di fronte ad una società e una squadra senza passato, priva di radici e di tradizioni, priva di storia.
E la storia non manca certo alla Reggina, una storia amaranto, colore ufficiale dopo le primissime maglie bianconere e nere, una storia infinita, appassionante, emozionante, quasi romantica, un’epopea ricca di fatti indimenticabili e di aneddoti curiosi, di momenti di esaltazione assoluta e di magra fortuna.
Una storia in cui non manca proprio niente: grandi vittorie e tremende sconfitte, strepitosi successi e cocenti delusioni, lacrime di felicità e lacrime di dispiacere, incredibili promozioni e brucianti retrocessioni, tanti spareggi, alcuni vinti, altri persi, derby molto sentiti con i cugini calabresi e siciliani, obiettivi sfumati sul filo del rasoio per qualche punto in meno, per qualche goal in meno o a causa del potente di turno che faceva valere il proprio nome e il proprio blasone, contestazioni, voli pindarici, proteste, difficoltà economiche, problemi con la giustizia sportiva, grandi esodi dei tifosi, rincorse disperate, traguardi raggiunti all’ultima giornata, speranze e illusioni, gioie e dolori.

Negli ultimi venti anni la Reggina ha raggiunto traguardi assolutamente impensabili conquistando nel 1999 la serie A per la prima volta dopo tanta serie C e serie B, quella serie A che aveva sfiorato soltanto altre due volte nel corso della sua storia, facendo sognare una città, una provincia e una regione intera, proiettando l’attenzione su Reggio Calabria e per una volta non per fatti di cronaca nera. La Reggina è inoltre divenuta un modello, un esempio per tutti, in quanto con il lavoro, la programmazione, il sacrificio, con il cuore e con l’amore ha dimostrato che si possono raggiungere grandi obiettivi.

Ed è proprio l’amore il comune denominatore di questi 96 anni di vita, l’amore dei vari presidenti che si sono succeduti al timone della Reggina e che hanno cercato di portarla sempre più in alto, l’amore di quei calciatori, di quegli allenatori, di quei dirigenti e collaboratori che hanno dato tutto sé stessi per la causa amaranto, ma soprattutto l’amore dei tifosi.
Quell’amore passionale e sviscerato, irrazionale, quel calore della gente, dei tifosi che ha sempre accompagnato la squadra sin dai primi anni, l’amore per quella maglia indossata ogni domenica (anzi oggi un po’ tutti i giorni…) da undici giovanotti che, su un prato, rincorrono un pallone, facendoci sognare, innamorare, piangere, imprecare, arrabbiare, gioire…

Un amore che non deve mai scemare, che non deve mai mancare, poichè è proprio dei tifosi, della gente che la ama incondizionatamente che la Reggina non può e non potrà mai fare a meno, perché costituiscono quella marcia in più per affermarsi, per vincere, costituiscono il suo patrimonio fondamentale, ma certamente un amore messo a dura prova negli ultimi tempi, a causa degli ultimi deludenti campionati disputati, quello in corso a dir poco disastroso, troppe le prove imbarazzanti, le amarezze da digerire, troppe le prestazioni assolutamente non da Reggina…

Fare dei nomi di questi 96 anni sarebbe riduttivo, ognuno di noi è più legato a un giocatore o a un allenatore, a una partita, a un risultato, a un derby, a una data particolare, a un ricordo, sempre con la consapevolezza che tutti passano, ma la Reggina resta, la maglia amaranto resta.
96 anni fantastici vissuti con qualche acciacco nell’ultimo periodo, acciacchi da cui la Reggina, prima o poi, saprà riprendersi (almeno si spera!), come ha sempre fatto nella sua storia.
Del resto la Reggina è come l’Amaranto (termine che in greco significa “che non appassisce”, “immarcescibile”).
La Reggina non appassisce, non è appassita e non appassirà, mai…

Tanti Auguri Reggina!