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Reggina, il bicchiere è mezzo pieno

Giocare un campionato nelle vesti di favorita assoluta rappresenta un motivo di pressione non indifferente.

Accade anche che pareggiare in casa contro una neopromossa possa anche diventare un presunto dramma per un ambiente che manca dalla serie B da sette stagioni.

 

Peccato che negli anni la storia del campionato cadetto ha insegnato che le matricole sono spesso gli avversari più temibili, che con la forza dell’entusiasmo partono fortissimo e a volte riescono addirittura ad arrivare fino in fondo.   Proprio la Reggina nel 2002, quando ancora i playoff non c’erano, venne accompagnata  in massima serie oltre che dall’Empoli, da Modena e Como due squadre provenienti dalla serie C.

Cesena e Padova, le due matricole affrontate fin qui dalla squadra di Novellino, hanno dato dimostrazione sul campo di essere delle ottime squadre che potranno dare soddisfazione ai propri tifosi.

Niente drammi dunque per gli amaranto, che dopo due giornate viaggiano alla media di due punti a partite, quanto basterebbe per andare a vincere a mani basse il campionato.  E’ ancora presto per parlare di numeri, ma pensare che questa non sia una squadra fortissima o che possa essere facilmente promossa rappresenterebbero in ogni caso due scuole di pensiero sbagliate.

I problemi  ci sono, sono evidenti ma facilmente risolvibili attraverso il lavoro di Novellino, tenuto conto che le qualità non mancano.

Affrontare squadre che hanno improntato la preparazione per partire a mille, non ha certo aiutato  ma il bilancio è più che positivo sotto il profilo della classifica.

Il tecnico stesso, però, ha sottolineato le incongruenze di natura tattica che si verificano sul campo rispetto al lavoro fatto in allenamento.  Il lineare 4-4-2 adottato dagli amaranto è facilmente attaccabile se la squadra non si mantiene corta, accorciando le distanze tra i reparti e stringendo le maglie in fase difensiva. Gravi problemi, infatti, in queste due partite sono scaturiti dai movimenti degli uomini avversari tra le linee e da situazioni di inferiorità numerica a centrocampo per i malcapitati Volpi e Carmona.

Limitandosi alla gara contro il Padova, il grave errore è stato quello di aver regalato un tempo agli avversari. Pensare di portare a casa le partite senza mettere in pratica totalmente i dettami tattici difensivi più consoni al modulo adottato dal tecnico può essere un grosso peccato di presunzione che verrà fatto pagare a caro prezzo da squadre che affronteranno la Reggina senza avere nulla da perdere.

In fase offensiva, il problema più evidente è quello relativo al terzino destro.  Nonostante un mercato sontuoso,  è innegabile sottolineare come manchi un uomo in grado di assistere l’esterno più avanzato.

Né Lanzaro, né Capelli danno l’impressione di poter svolgere quel ruolo e per il prosieguo del campionato, a meno di sorprese nell’ultimo giorno di campionato,  si rende necessario il sacrificio di Buscè, vista la presenza di vari giocatori in grado di svolgere egregiamente il ruolo di esterno destro (Pagano su tutti).

A questo va aggiunto che le cose a sinistra non vanno benissimo, Rizzato e Barillà potrebbero dare di più, ma è facile pensare che gran parte dei problemi di manovra della Reggina in queste due partite siano nate dall’abilità di Cesena e Padova di mettere la museruola  a Volpi.  Occorrerà trovare delle soluzioni.

In attacco le cose non possono migliorare: per un Bonazzoli non ancora  al meglio della condizione e un Brienza che inizia a far intravedere di poter fare la differenza in B, c’è un Cacia che scalpita per mettere al servizio della squadra il suo opportunismo da bomber di razza.

La velocità d’esecuzione e la condizione fisica sono aspetti che miglioreranno con il passare delle giornate, fattore fondamentale perché si crei il fatidico “amalgama”.

Lo stesso di cui lamenta l’assenza  Josè Mourinho (anche per lui un inaspettato pareggio contro il Bari, prima di un trionfale derby) per il contemporaneo arrivo di Lucio, Thiago Motta, Milito, Eto’o , Snejider  e che probabilmente latita anche in una Reggina che ieri ha schierato ben sei nuovi acquisti nell’undici titolare.

La serie B è anche pareggiare con il Padova, la serie B è saper soffrire e portare a casa punti giocando non al meglio, la Reggina lo ha fatto mettendone ben quattro in cascina esprimendo neanche la metà del suo potenziale.  Il bicchiere, per il momento, è mezzo pieno.

 

Pasquale De Marte