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Reggina, i numeri di una stagione da dimenticare

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Tre giorni dopo la  chiusura ufficiale del campionato di Serie A, culminato con la retrocessione in serie B, per la Reggina è tempo di riassumere  quanto visto in questa stagione.

Farlo attraverso i numeri costituisce sicuramente un buon metodo, e  pur non essendo fondamentali come in sport “statistici per definizione” , ad esempio il basket ,  anche nel calcio spesso rappresentano il miglior sunto possibile di un’annata, specie se negativa come quella portata a termine dalla squadra di Orlandi.

 

I trentuno punti racimolati in trentotto partite consegnano alla storia amaranto uno dei campionati più deficitari di sempre

 

Il penultimo posto e la poco invidiabile media di 0.81 punti a partita sono dati che rappresentano la peggiore prestazione da quando la Reggina è per la  prima volta sbarcata in massima serie.

Le diciotto gare senza vittoria, intercorse tra la sfida di andata e quella di ritorno contro l’Atalanta, sono un record negativo assoluto per ciò che riguarda la storia quasi centenaria della società amaranto.

Il gol di Stuani, giunto nel match contro il Siena, ha permesso di  raggiungere le trenta reti realizzate, scongiurando la possibilità di eguagliare il poco invidiabile primato del 2003/2004, quando le bagnate polveri dell’attacco reggino portarono a sole 29 realizzazioni, sebbene quello fosse un campionato a 18 squadre e con 34 partite totali.

La media-gol di 0.78 gol a partita è, invece, un record negativo.

L’uruguagio è stato l’undicesimo elemento della rosa ad andare a rete. La Reggina, peggior attacco del campionato, è andata invece meglio – si fa per dire –  in difesa dove con 62 gol incassati riesce a mettersi dietro il Lecce (67) ed eguagliare il Bologna..

In massima serie il  record,  negativo ovviamente, del 2005/2006 (65) è salvo.

Corradi, che ha rescisso nei giorni scorsi, con i dieci gol messi a segno è il quarto giocatore amaranto che in Serie A riesce a raggiungere la doppia cifra in un singolo campionato dopo Kallon,  Amoruso  e Bianchi.

L’ultima gara di questa stagione per la Reggina è stata la numero 326 nel massimo torneo nazionale.Nel dettaglio: sono 107 i pareggi , 136 le sconfitte subite e 83 le vittorie conquistate.

Con 3039 minuti di utilizzo il giocatore più impiegato da Orlandi e Pillon è stato Andrea Costa, che ha superato  Barreto (2861) e Carmona (2835).

Sono 32 i calciatori  scesi in campo in questo sfortunato campionato, solo il Chievo con 33 ha fatto meglio o peggio, a seconda dei punti di vista.

Il giocatore più subentrato dalla panchina è Di Gennaro (!7 volte), quello più sostituito è Ciccio Cozza con sedici cambi avuti.

Proprio la sostituzione  tra il giovane fantasista e il capitano è la seconda staffetta più vista in questo campionato, essendosi ripetuta in dieci circostanze, cinque in meno di quella tra Acquafresca e Matri.

Unico record positivo è quello dei rigori assegnati agli amaranto: otto.   Cinque sono stati trasformati da Corradi, uno da Stuani e uno da Brienza, meno bravo a sbagliarne un altro contro l’Udinese.

Tre di essi sono stati conquistati dallo stesso centravanti toscano e due da colui che, a Palermo, veniva definito il “mago di Ischia”.

Dieci sono invece i rigori fischiati contro e ben tre sono stati causati da Bruno Cirillo, che regola per distacco in questa poco invidiabile graduatoria Lanzaro, Campagnolo, Valdez, Adejo, Krajcik, Barreto ed Hallfredsson.

34 sono  le formazioni cambiate dai due tecnici alternatisi alla guida della squadra    Orlandi, tra i trenta allenatori che hanno preso parte a questo campionato, è al ventiduesimo posto per “punti a partita” (0.88) . 

Infine, con 25.5 anni di media, la Reggina è stata la terza squadra più giovane della serie Adopo Udinese (25.1) e Cagliari (25.4).

E’ questo il dato del quale il  presidente è   più orgoglioso e dal quale intende ripartire, il prossimo torneo di B dirà se la strada è quella giusta.

 

Pasquale De Marte