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Cucn: lettera aperta a Lillo Foti

Riceviamo e pubblichiamo

La vergognosa retrocessione da poco passata agli archivi, impone alcune
considerazioni a chi, come noi, la faccia continua a metterla da ben 27 anni,
al di là di ogni categoria, al di là dei più grandi  trionfi o delle più
cocenti sconfitte.
Lo scempio consumatosi quest’anno, non può e non deve lasciare indifferente
chiunque si definisca tifoso della Reggina, quella Reggina intesa non come
azienda o business del momento, ma bensì come simbolo di una città, come quel
baluardo da difendere ed onorare. Ebbene, quel simbolo, il nostro simbolo,
quest’anno è stato letteralmente infangato e calpestato! Qui non si tratta di
non sapere accettare una sconfitta (ricordiamoci dello spareggio col Verona,
quando 28.000 persone applaudirono tra le lacrime una squadra appena
retrocessa…) ma di costruire le basi affinchè in futuro la città di Reggio
Calabria non venga più offesa e presa in giro.
Caro Presidente, i suoi meriti inerenti la storia del calcio reggino sono
innegabili, così com’è innegabile  la riconoscenza che lei merita, per il sogno
fatto vivere a questa gente. Allo stesso modo però, ai nostri occhi lei è non
il principale,  bensì l’UNICO responsabile del ritorno in serie B.
Certo, i “piccoli uomini” scesi in campo (salvo pochissime eccezioni) altro
non hanno fatto che rubare stipendi a fine mese, infischiandosene della maglia
che indossavano e dimostrando di non meritarla. L’assoluta verità però, è che
questa squadra oltre che carente di orgoglio, era ed è palesemente inadeguata
dal punto di vista tecnico, in quanto costruita pensando solo ed esclusivamente
all’aspetto aziendale, ma senza un briciolo di programmazione. Lo stesso
“aspetto aziendale” che, probabilmente, ha fatto si che 200 ultras catanesi
prendessero posto nella tribuna del Granillo, spaventando famiglie e bambini,
mentre contro il Milan alcuni Ultras reggini venivano lasciati fuori dai
cancelli…
Basta cercare alibi, basta spostare il centro del  vero problema: la perdita
(ci auguriamo momentanea…) di questa serie A, è stata da lei FIRMATA a Gennaio,
quando ha deciso di abbandonare la sua squadra e di girare le spalle alla sua
città nel mercato di riparazione.  Speriamo vivamente che si renda conto della
gravità della cosa e ne faccia tesoro per gli anni a venire, senza parole di
comodo o interventi in cui vanno in scena dichiarazioni trite e ritrite, delle
quali, scusi la franchezza, non ne possiamo veramente più.
Come vede, Caro Presidente, la guida tecnica non l’abbiamo neanche
menzionata, perché qui l’unico aggettivo da usare sarebbe “imbarazzante” . Ma
meglio non andare oltre, per rispetto dell’intelligenza di chi leggerà questo
comunicato, nonché per rispetto della dignità dello stesso sig. Nevio Orlandi…
Chiarita la nostra posizione, vogliamo adesso accogliere il suo invito, e
cioè gettarci alle spalle, per la prossima stagione, la farsa targata 2008-
2009. Per ripartire tutti quanti insieme, per fare quadrato, è necessario che
lei,Caro Presidente, lanci un segnale forte, deciso, concreto. Anzitutto, nella
sua conferenza stampa di sabato apprendiamo con piacere che, una società
immobilizzata a Gennaio da “difficoltà oggettive” (forse le esorbitanti cifre
spese per acquistare in questi 2 anni i vari Tullberg, Stadsgaard, Joelson
etc., avevano pesato troppo sul bilancio…), adesso è nelle condizioni di
puntare subito al ritorno in A. Bene, vogliamo crederle, siamo pronti a fare la
nostra parte. Prima però, lei faccia la sua!. Perché per tornare in A,
occorrono FATTI immediati. E giusto per restare in tema, il “puntare sui
giovani” deve essere un fatto secondario. Perché, caro Presidente, è sotto gli
occhi di tutti che se i giovani dai quali lei intende ripartire non vengono
inseriti in una squadra RINFORZATA da elementi di qualità, per i quali occorre
mettere MANI AL PORTAFOGLIO, l’unico obiettivo può essere quello di evitare il
ritorno in…C1.
Il nostro sostegno ci sarà sempre e comunque. Per la prima volta in  assoluto
però, aspettiamo che sia lei a muoversi per primo, a riconquistare la stima e
la considerazione della tifoseria.
Caro Presidente, nel calcio come nella vita si può perdere o vincere, ma
bisogna farlo da uomini.
Ci creda, quest’anno di uomini ne abbiamo visti veramente POCHI…
La invitiamo dunque a restituire a  Reggio Calabria una squadra degna di tal
nome, forte e battagliera, che al di là di tutto sappia LOTTARE E SOFFRIRE così
come lottiamo e soffriamo noi. Noi che siamo andati sia al Comunale di Giarre
che al S.Siro di Milano, con la stessa passione e lo stesso senso di
appartenenza….
CUCN REGGINA 1982