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Foti: “Vogliamo tornare subito in A e ci sono le condizioni per farlo”

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di Pasquale De Marte – Foto Franco Cufari – Prima conferenza stampa per il presidente Foti dopo la retrocessione matematica maturata all’Olimpico contro la Lazio.

“Sentivo il bisogno e il dovere, all’indomani di un risultato negativo di confrontarmi con la stampa. C’era la necessità di esternare subito quello che è il nostro obiettivo per il futuro, ovvero l’immediato ritorno nella massima categoria. Come basi abbiamo la solidità e la tranquillità di questa società che può contare sulla voglia e sull’entusiasmo per ritornare ad occupare da protagonista un ruolo che in quest’ultimo decennio è stato occupato con grande dignità, regalando grandi emozioni a tutti e anche qualche amarezza. Lo spirito è lo stesso che ci contraddistingueva dopo lo spareggio perso contro

il Verona. La Reggina è già ripartita giovedì mattina, nel momento in cui si è rivista qui al S.Agata.. Io vorrei non parlare di passato, anche se questo mi appartiene, ma di futuro e di fatti concreti che sono rappresentati anche dalla prossima partita in casa, in cui ci sarà la volontà di valutarla come base su cui andare a ripartire. Quello che è stato l’abbiamo accettato, condiviso e sofferto”.

Così il massimo dirigente amaranto ha aperto il confronto con la stampa, prima di concedersi alle domande dei giornalisti.

“Ho fatto le mie analisi nel corso di questo campionato- ha proseguito Foti – e sono cosciente di quelle che sono state le problematiche e la Reggina del prossimo campionato riparte da certezze, come il nucleo dei giovani che hanno già dimostrato di poter stare in serie A. Mi riferisco ai Costa, ai Barillà e ai Carmona. Verranno inseriti uomini d’esperienza che potranno dare quel giusto contributo di forza a questa squadra che dovrà confrontarsi nel campionato d serie B. C’è un pò di delusione da parte mia per quello che è stato ed è chiaro che mi sarei aspettato di più dagli elementi più rappresentativi sotto il profilo umano. Il risultato è mancato non per mancanza di valori tecnici, ma perchè tanti hanno pensato più al bene personale che al bene comune. Oggi è tardi per andare a guardare queste situazioni, tutti quanti abbiamo sbagliato, io per primo”.

Il pensiero al futuro si esprimerà presto in concreto, con la scelta del nuovo tecnico, come dichiarato dal presidente: “La Reggina sta valutando un paio di allenatori che possano fare al suo caso e credo che nella prossima settimana potremo già prendere le nostre decisioni”.

La rinascita non può che passare da un Granillo più gremito rispetto alle ultime stagioni e Foti prova a trovare delle spiegazioni alla momentanea disaffezione del pubblico alla squadra. “Le prestazioni di quest’ultima annata possono giustificare una perdita di spettatori allo stadio, perchè non abbiamo trasmesso quei valori che invece fanno parte e sono caratteristiche di una società come la Reggina: sacrificio, corsa e voglia di lottare. La gente non si è riconosciuta in questa squadra e speriamo che le prossime scelte che si andranno a fare, assieme al ds Martino, riescano a riconquistare il pubblico con il senso di appartenenza di ciascun giocatore, cosa che non ho visto in questa stagione.”

Ha gli occhi di chi sa quello che vuole, Lillo Foti, e le sue dichiarazioni non lasciano dubbi di alcun tipo su quelle che sono le sue intenzioni: “L’obiettivo è risalire immediatamente, abbiamo una tranquillità amministrativa che ci permette di affrontare la serie B in una difficoltà generale con qualche vantaggio, Siamo sereni, possiamo confrontarci con la gente e dire che la sconfitta sportiva può appartenerci, ma solo quella. Mi dispiace che si contesti, perchè errori ne abbiamo fatti tanti ma c’è anche il merito di essere nelle condizioni di poter ripartire. Mi sono appena confrontato con degli esponenti della curva, e anche loro hanno riconosciuto comportamenti che non sempre sono stati di supporto all’operato della squadra e della società, al di là della persona di Lillo Foti. Ieri passeggiavo sul Corso Garibaldi con mia moglie e sono stato insultato. Quello che vorrei dai più giovani è che venisse rispettato, sotto il profilo personale, chi da ventitre anni ha reso la Reggina un’entità rispettata in ambito nazionale. Nel 1986 siamo partiti da zero e non è vero che non ho rispetto della Reggina 1914, quella di cui ero tifoso. Voglio continuare a guidare questa società, nonostante la più piccola delle mie figlie mi inviti da tempo a lasciare tutto”.

Il presidente ha poi espresso il suo giudizio sul campionato di B: “E’ un campionato lungo, estenuante e la formula dei play-off ha contribuito a renderlo ancor più vivo fino al termine. Ci sono poche risorse e difficoltà a promuovere situazioni positive per la B che ha sempre vissuto sulle spalle della massima serie, spero che i dirigenti trovino il modo di cambiare le cose”.