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La Lazio festeggia ancora con la Reggina

Ialt capricci di Lotito, gli accordi con l’Uefa della Figc e la tipica approssimazione italiana. Ingredienti poco adatti ad un finale di campionato in cui la regola vorrebbe che tutte le partite venissero giocate in contemporanea, ma con tanti saluti alle normative, Lazio-Reggina si giocherà all’Olimpico di mercoledì sera per permettere

al massimo dirigente biancoceleste di esaudire il suo desiderio di sfilare davanti ai suoi tifosi con la Coppa Italia in mano.

Poco male per una squadra che il trofeo l’ha conquistato in casa e non certo lontano dai propri sostenitori, mentre resta da chiarire il motivo per il quale la gara avrà inizio alle 19.30 e non al canonico orario delle 20.30 per le gare notturne di serie A.

Dall’altra parte c’è una Reggina che si gioca le sue residue chances di salvezza, ma in pochi sembrano curarsi di questo.

Sarà dunque una festa per i biancocelesti che hanno poco da chiedere al campionato e che, ancora una volta contro gli amaranto, potranno celebrare la vittoria di un titolo.

Avvene già il 14 maggio del 2000, quando imponendosi per 3-0 all’ultima giornata sulla squadra che fu di Franco Coomba, salva da un pezzo, la Lazo di Eriksson, approfittando della sconfitta della Juventus nel pantano di Perugia, conquistò l’ultimo scudetto della sua storia.

Fu quella una delle cinque sconfitte che la Reggina ha rimediato nelle trasferte contro i capitolini, con i quali si contano undici precedenti. L’ultimo ko amaranto è della scorsa stagione, quando la vittoria di misura degli uomini di Delio Rossi arrivò grazie ad un rigore trasformato dall’ex di turno, Rolando Bianchi.

Le altre sconfitte sono del 12 marzo 2003 (3-1), del 2 dicembre 2000 (2-0) e del 9 gennaio 1972 (2-1 in serie B).

Per settimane si pensava che la partita potesse giocarsi su campo neutro, non si sarebbe trattato di una novità per Lazio-Reggina che il 7 aprile del 1968 si disputò a Napoli. Per la cronaca il risultato finale fu un 2-2 e si trattò, tra l’altro, della prima edizione della sfida.

Il risultato più ricorrente è il pareggio, poichè se ne contano ben cinque. L’ultimo è uno 0-0 del 29 ottobre 2006 quando la Reggina dei miracoli, in piena emergenza, fermò la Lazio grazie ad un grandissimo Pelizzoli. Ai due “segni X” già citati vanno aggiunti: gli 1-1 del 2 maggio e del 19 settembre 2004 (gran gol di Bonazzoli alla Van Basten) e lo 0-0 del 25 maggio 1969 (in serie B).

Foti continua a sperare nella salvezza, ma per farlo occorrerà bissare l’unico successo ottenuto sui biancocelesti in trasferta e datato 26 gennaio 2003. Lo stesso Bonazzoli, all’esordio assoluto con la maglia amaranto, mise a segno un gol da tre punti contro una super Lazio, seppur in declino, guidata da Roberto Mancini e con giocatori importanti come Stam e Stankovic.

Consci del fatto che potrebbe non bastare, i ragazzi di Orlandi dovranno necessariamente portare a casa i tre punti, sperando che la pressione della loro vittoria possa tirare un brutto scherzo alle dirette concorrenti che, così come la classifica, non sembran dare molto credito alle possibilità di salvezza amaranto.

Pasquale De Marte