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Reggina: a Genova per iniziare la scalata

Reggina 27, Lecce 28, Bologna 29 e Torino 30. Distanze minime tra le ultime quattro della classifica, a 360 minuti dalla fine della Serie A. Lo scontro diretto tra Torino e Bologna fornisce ulteriori motivazioni alla Reggina che, qualora riuscisse a battere domani la Sampdoria, potrebbe sorpassare o agganciare almeno una diretta concorrente. Lasciare l’ultimo posto, occupato fin dal mese di gennaio, segnerebbe l’inizio di una scalata entusiasmante. La Reggina dei giovani, che ha meritato la fiducia sul campo, dovrà però stare molto attenta a scendere in campo col giusto piglio, senza farsi frastornare da discorsi volti a dare una chiave di lettura sbagliata all’inizio del match.

E’ vero che la Sampdoria sarà rimaneggiata in vista della finale di Coppa Italia, ma ciò non toglie che il pubblico di fede blucerchiata pretenda un pronto riscatto dopo il derby perso col Genoa. Mazzarri opterà per il turnover, e chi non si sente titolare fisso farà di tutto per convincere il proprio allenatore a concedergli un’opportunità per la finale di mercoledì contro la Lazio. Guai a chi si illude che la Reggina possa fare una passeggiata: già contro l’Udinese è stato dimostrato che, pur in presenza di qualche giocatore avversario non al meglio a livello psico-fisico, le partite non si vincono con i discorsi da bar (ricordate i friulani concentrati sulla Coppa Uefa?). Sarà indispensabile scendere in campo con lo stesso sangue agli occhi visto a Bologna, e dimostrare la necessaria maturità per non farsi condizionare dal pubblico di casa.

La misura del ritiro anticipato nella lontana Voghera sarà sicuramente servita a far isolare gli amaranto, che dovranno far prevalere le proprie motivazioni e lasciare agli altri il chiacchiericcio sulle doti segrete di Foti nelle ultime giornate. Saremo proprio curiosi di vedere, ad esempio, se Lecce e Torino non riusciranno a far valere le proprie motivazioni sul Napoli nei prossimi due turni, esattamente come hanno già fatto di recente contro il Catania. La realtà dice che, con la Reggina ultima a quattro partite dal termine, le altre hanno paura. E chi si spaventa, solitamente è inferiore.

Paolo Ficara