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Reggina, fai come 13 anni fa. Anzi, meglio

Se si giocasse solo da metà aprile a fine maggio, la Reggina sarebbe sempre una seria candidata allo scudetto. La finale disputata in campo avverso a Bologna ha confermato l’utilità dell’intervento del presidente Foti, che subito dopo la gara col Genoa ha cominciato a serrare le fila, formando una pigna che comprende sè stesso e la squadra. La Reggina dei giovani, seppur sempre in perenne fase sperimentale, stravince il confronto a distanza con un’altra Reggina, quella che per sette mesi si è affidata solo ad eventuali giornate di vena dei singoli più esperti. Fino allo 0-0 non si avvertivano molti motivi di ottimismo, poi è bastata la splendida combinazione del vantaggio, firmato Barreto e Brienza, a far scaturire una convinzione che ha coinvolto tutti i tesserati in campo ed in panchina. E pensare che stavolta si è voluto addirittura eccedere nell’abbassare l’età media della squadra, lasciando in panchina un signor giocatore come Vigiani.

Ancora una volta, la storia amaranto vede un successo in uno scontro diretto senza appello. La vittoria della Reggina a Bologna ricorda quella, non meno importante, ottenuta sempre in terra emiliana, a Modena, cinque anni fa. Anche in quella occasione si sbloccò un marcatore importante come Bonazzoli dopo un lungo black-out, stavolta è toccato a Franco Brienza. Il fantasista lascia così una traccia indelebile in una stagione per lui difficile, confermando l’impressione avuta nelle ultime settimane su un suo maggiore senso di responsabilità in assenza di altri elementi d’esperienza in attacco. Lui e Ceravolo potranno far male nella seconda trasferta consecutiva, sabato a Genova contro la Sampdoria.

La Reggina dei giovani ha consentito di colmare quasi del tutto un gap frutto di una serie di errori. Il mese di maggio dirà se almeno ad uno di questi errori, ovvero le astrusità della gestione tecnica perpetrate fino a Reggina-Genoa, è stato posto rimedio in tempo. Tutti i tifosi della Reggina passeranno la settimana a leggere in continuazione il calendario delle ultime quattro giornate, per trovare delle risposte anticipate. Guai ad illudersi che Sampdoria, Cagliari, Lazio e Siena, seppur prive di obiettivi in Serie A (forse fa eccezione solo il Cagliari ancora in corsa per il 6° posto), possano concedere regali agli amaranto. Ogni risultato dovrà essere sudato, mentre il pareggio del Lecce ottenuto in casa della Juventus, di contro, dimostra che qualche risultato a sorpresa delle dirette concorrenti non va escluso a priori.

Sta di fatto che le chances di salvezza della Reggina sono cresciute sensibilmente grazie alla vittoria sul Bologna, e quattro vittorie nelle altrettante gare rimanenti potrebbero suonare come un’assoluzione per il presidente Foti, che riuscirebbe a mantenere la categoria nonostante i tanti peccati commessi. Il pensiero va al 1996, quando la squadra trascinata dal bomber Aglietti riuscì a mantenere una Serie B che sembrava perduta definitivamente. I successi ottenuti contro Pescara, Pistoiese, Lucchese e Reggiana segnarono un momento storico. Ai giocatori, già scesi in campo a Bologna col sangue agli occhi, il compito di ripetere quella prestazione superando i protagonisti di quel filotto di 13 anni fa. Già, perchè allora furono quattro vittorie consecutive, stavolta sarebbero cinque.

Paolo Ficara