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Ecco la Reggina di fine campionato, specialista in scontri diretti

Che la Reggina fosse “laureata” in salvezze era cosa appurata da anni ed anni di permanenze conquistate sul filo di lana, che negli ultimi tempi avesse acquisito anche una  “specializzazione” in scontri diretti nelle ultime giornate è una novità che riguarda le ultime due stagioni.

La partita ci parla di Bologna e Regginac che si sfidano in una di quelle partite dove la tensione si taglia a fette, in cui non c’è un palio una vittoria ma la sopravvivenza sportiva in massima serie.

Lo spettacolo che si vede in campo non è certo dei migliori, anche perchè le scelte di Orlandi prima dell’inizio della gara prefiguravano una tattica attendista per gli amaranto, bravi nella prima frazione a contenere le sortite deglli emiliani.

Accade poco, pochissimo, se non qualche tiro sbilenco dei padroni di casa che non concretizzano una supremazia territoriale che alla lunga si rivela sterile.

Dall’altra parte la Reggina, priva di un vero centravanti, fatica a dar ossigeno alla sua manovra, e quando lo fa i cross di Costa sono imprecisi. L’assenza di Vigiani, scaturita da una scelta tecnica, sembra farsi sentire come era lecito aspettarsi.

Nel grigiore generale si attende il lampo di classe che possa illuminare il match e mentre tutti si aspettano  Di Vaio, è Brienza a portare in vantaggio gli amaranto intorno allo scadere della prima frazione.

Bravissimo il fantasista ischitano a scattare sul filo del fuorigioco, servito perfettamente da un lancio di Barreto, e a trafiggere Colombo, in quello che è il primo tiro in porta degli amaranto.

Per certi versi sembra di rivivere la partita di Catania del finale della scorsa stagione e a proposito di ultime gare dell’anno passato, è ancora il paraguaiano a salire in cattedra dopo l’assist.

In avvio di ripresa il centrocampista amaranto supera il portiere bolognese con un tiro al volo dalla distanza che si insacca sotto la traversa, un pò come dodici mesi fa accadde contro l’Empoli.

Il neoentrato Osvaldo potrebbe subito riaprire i giochi, ma la “dea bendata”, a Puggioni battuto, soffia su pallone in diagonale che si spegne di pochi centimetri a lato.

L’italoargentino poco dopo è ancora sfortunato colpendo l’incrocio dei pali con una girata di testa.

Orlandi richiama Ceravolo e inserisce Vigiani, ma la Reggina rischia ancora tantissimo quando l’estremo difensore reggino si fa sorprendere da un cross di Coelho che si stampa sulla traversa.

Lo spavento maggiore arriva però quando Andrea Costa, dopo uno scontro di gioco, rimedia un brutto colpo alla testa e il dottor Favasuli è costretto alla respirazione bocca a bocca per evitare il peggio.

Evidentemente stordito il difensore lascia il posto ad Hallfredsson con Barillà che si sposta sulla sinistra.

Coelho è il più attivo tra i padroni di casa e i problemi arrivano principalmente dalla sua parte. Papadopulo rischia il tutto per tutto e imbottisce la squadra di punte, la Reggina in contropiede ha due occasioni per chiudere la gara, entrambe con Brienza. Prima è la traversa a negare la doppietta al fantasista a Colombo battuto, poi lo stesso portiere è bravo a chiudere sull’attaccante liberato da un vistoso errore difensivo.

Gli errori si pagano e Moras, in mischia, riapre una partita che sembrava sepolta.

Nonostante tutto, la Reggina dimostra solidità da vendere e porta casa tre punti che la rilanciano nel rush finale per conquistare la salvezza. Serviranno quattro vittorie per confezionare l’ennesimo miracolo, farcela sarebbe un’impresa, non farlo un peccato, anche alla luce della pochezza delle squadre che andrebbero a conquistare la permanenza in massima serie.

Pasquale De Marte