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La Reggina, l’aereo di Papadopulo e le sfide senza appello

 

altBologna-Reggina, stadio Dall’Ara, sabato 2 maggio alle ore 18:00. Non sarà una partita come tutte le altre. Lo dice la storia recente della Reggina, ma anche qualche altro particolare che condirà ulteriormente la partita, dandole il sapore della resa dei conti oltre che della sfida senza appello.

14 dicembre 2008: la Reggina, proprio una settimana dopo aver pareggiato al Granillo col Bologna, perde in casa per mano della Sampdoria. Il presidente Foti decide di esonerare il mister Orlandi, e la sera stessa chiama Giuseppe Papadopulo. Il tecnico toscano prenota l’aereo, convinto di firmare il contratto con la Reggina subito dopo un colloquio de visu. Il giorno successivo, lunedì mattina, il telefono squilla ancora: è sempre Lillo Foti, il quale gli comunica di averci ripensato. Nel pomeriggio sarà Bepi Pillon ad incontrare il presidente, mai immaginando di poter rimanere sulla panchina della Reggina soltanto un mese.

Cosa starà passando per la testa a Giuseppe Papadopulo, attuale e fresco allenatore del Bologna, in questi giorni? Sarà rimasto risentito per la marcia indietro oppure, visto il destino che ha avuto Pillon, penserà sia stato meglio non prendere una patata che in quel momento era molto bollente? Vorrà battere la Reggina anche per consumare una vendetta personale, oppure in oltre venti anni di carriera da allenatore avrà fatto il callo a certi dietrofront dell’ultimo momento?

L’importante, per la Reggina, è arrivare a questo scontro diretto con le pile cariche. Il morale è alto dopo i quattro punti conquistati nelle ultime due partite, ed anche la gamba sembra esserci. C’è la convinzione di poter ripercorrere il cammino dello scorso anno, quando gli amaranto si risollevarono dall’ultimo posto proprio nel rush finale, ottenendo la salvezza. Stavolta però non bisognerà affrontare scontri diretti in serie: questa sorte tocca stavolta al Bologna, che troverà sul proprio cammino anche Torino, Lecce e Chievo nelle settimane successive. Lo scontro diretto per la Reggina è uno, è questo, e dovrà essere affrontato come una vera finalissima.

Sono altri i corsi e ricorsi storici che si possono richiamare alla mente. Cinque anni fa, con Camolese in panca, una Reggina traccheggiante, incompiuta, con palesi divisioni di spogliatoio, evitò la retrocessione cogliendo un fondamentale successo sempre in terra emiliana, a Modena, in uno scontro diretto che condannò i gialloblu a prendere il posto degli amaranto tra le ultime quattro. Segnò Bonazzoli, dopo mesi di black-out. La Reggina non tradì, quella volta come nel rush finale della scorsa stagione. E’ una squadra che da anni dimostra con i fatti di essere viva nei momenti che contano, beneficiandosi della esperta ed indispensabile guida del presidente Foti. Comunque vada a finire a Bologna, per le successive quattro gare servirà la Reggina del 1996…. ma ne parleremo nei prossimi giorni.

Giungono notizie su un paio di pullman in partenza da Reggio nella notte di venerdì, destinazione stadio Dall’Ara di Bologna. Chi volesse andare in compagnia a seguirsi questa sfida decisiva per le sorti della Reggina, non perda tempo nel cercare eventuali volantini sparsi per il centro della città. I tifosi del nord Italia dovrebbero garantire almeno qualche centinaio di presenze. Che l’unione faccia la forza. Alla squadra l’arduo compito di non far cambiare il corso della storia.

Paolo Ficara