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Reggina: la soddisfazione degli allenatori delle giovanili

Il presidente Foti ha dato anche agli allenatori del settore giovanile la possibilità di parlare del loro lavoro. Ha iniziato Roberto Breda, ex centrocampista che qualche anno fa fu abbastanza vicino ad essere tesserato dalla Reggina, oggi allenatore della Primavera amaranto: “A livello tattico c’è una collaborazione con la prima squadra, ma il nostro scopo principale è quello di far crescere i ragazzi.

 La Primavera è di supporto alla prima squadra, bisogna dargli delle basi in modo che ogni ragazzo possa essere da supporto alla prima squadra. Ad esempio, nel caso di Nicolas Viola, si cerca attraverso il ruolo di completare il suo percorso di maturazione. Il fratello Alessio ha avuto un brutto infortunio ma ha molta qualità e adesso è capocannoniere, deve completare il suo percorso di crescita e penso che presto potrà essere utile alla prima squadra, vive per fare gol. Iannazzo ha fatto un ottimo torneo di Viareggio, Toscano ha già esordito in prima squadra. Questa società ha avuto la forza di portare avanti le scelte, giorno dopo giorno”.

Soddisfato anche Antonio Aloisi, ex stopper della prima Reggina di Colomba, d quest’anno allenatore degli Allievi: “Conoscevo Reggio per averci giocato nel 97/98, non ho perso tempo per accettare la proposta formulatami l’estate scorsa dal signor Giacchetta. I miei ragazzi mi danno tanto, ma anche tanto da fare. Ho cresciuto di impostare il rapporto sulla base del rispetto, perchè ritengo che alla loro età debbano cominciare a prendersi qualche responsabilità. Credo sia importante farli crescere nella maniera migliore. E’ ciò che sto cercando di fare, il cammino però è ancora lungo”.

Chi respira già da qualche stagione l’aria del Sant’Agata è il tecnico dei Giovanissimi, Pierantonio Tortelli: “Mi sento giovane di spirito, per correre dietro ai ragazzini di 12 anni. Ci sono necessità ben diverse rispetto alla Primavera, bisogna lavorare sull’individualità. Bisogna migliorare la base tecnica, bisogna perfezionare il ruolo. Nel mio gruppo ci sono dei ragazzi stranieri, che devono migliorare sul piano della lingua. Imparano prima le parolacce e poi l’italiano. Ci sono un buon portiere e dei buoni difensori”.